On the road again…

Dopo quasi 3 anni di stop forzato…si torna a viaggiare! La sveglia alle 5 non si fa neanche sentire tale è la felicità di rimettere lo zaino in spalla!

Destinazione: NEPAL! Con un comodo volo Qatar Airways con scalo a Doha, arrivo a Kathmandu in poco più di 11 ore.

La giornata inizia alle 9 del mattino, nel cuore della notte italiana (la sveglia è stata impegnativa!).

Per conoscere questo nuovo paese ho deciso di iniziare il mio viaggio affidandomi ad una guida locale, Dipendra, che mi accompagna a scoprire Patan e Kathmandu.

Saliamo sulla sua moto e ci addentriamo nel folle traffico mattutino. Dopo qualche metro, tiro fuori la mia mascherina FFP2 – che pensavo di usare per proteggermi dal covid – e la indosso per proteggermi, almeno un poco, da polvere e smog!

La prima tappa è la città reale di Patan. Fra Kathmandu e Patan, l’urbanizzazione si è estesa così tanto che non si capisce dove finisca una e dove incominci l’altra.

I punti di interesse turistico di Patan si concentrano tutti intorno all’area della piazza principale, il Durbar (che vuol dire palazzo). In questa piazza infatti si trova il vecchio palazzo reale, circondato da templi, principalmente induisti, in cui i reali andavano a pregare e ancora oggi molto venerati.

Quasi tutti i templi hanno la tipica forma della pagoda nepalese con tetto squadrato e più livelli sovrapposti. Ognuno è dedicato ad una diversa divinità o ad una diversa incarnazione delle 3 principali divinità: Brahmā (il creatore), Visnù (il preservatore) e Śiva (il distruttore).

All’interno del palazzo reale c’è una mostra molto interessante che spiega come riconoscere l’iconografia delle statue induiste e buddiste, fondamentalmente se si vuole capire qualcosa di quello che si sta guardando.

Dipendra mi racconta la storia di questo paese, un insieme di piccoli regni monarchici, uniti da un re dell’etnia Gurkha che ha conquistato uno a uno i piccoli regni e nel 1768 ha formato per la prima volta il Nepal unito.

La monarchia è rimasta al governo fino al 2007 quindi è un tema ancora molto sentito dalla popolazione.

Dopo la visita della Durbar square di Patan con tutti i suoi monumenti, Dipendra mi porta a scoprire la produzione di un oggetto molto particolare: la ciotola tibetana da meditazione. Un ragazzo mi fa la dimostrazione delle onde generate dal metallo di queste ciotole (anzi dal mix di 7 metalli usati per costruirle) quando vengono colpite, sia vuote (avvicinando la mano si sentono delle vibrazioni fortissime) sia piene d’acqua (l’acqua ribolle come se stesse per uscire tutta dalla ciotola con un semplice tocco). Mi dispiace non aver fatto un video di quanto ho visto perché ero davvero stupita. Stavo per acquistare una di queste ciotole ma i $250 di costo mi hanno fatto tentennare.

Torniamo a Kathmandu, dove Dipendra mi porta a mangiare un piatto tipico tibetano, molto comune qui, il momo. Momo sono dei ravioli cotti al vapore ripieni di carne o verdure (molto comuni quelli di bufalo che ho provato). Mi è arrivata una ciotola con 10 ravioli dentro che Dipendra ha annegato in una specie di zuppa fredda verde che era a disposizione sui tavolini, molto fresca e limonosa. Ottima combinazione!

Dopo pranzo visitiamo il Durbar di Kathmandu. Anche qui, come a Patan, c’è il palazzo reale ed intorno tantissimi templi. La particolarità del palazzo reale è che per metà è in stile tradizionale nepalese, per metà il stile coloniale inglese.

Tanti monumenti anche qui sono ancora in ricostruzione dopo la devastazione del terremoto del 2015 che ha fatto gravissimi danni.

Torno verso l’hotel e girovago nel quartiere di Thamel, il quartiere turistico, hyppie e dei trekkers della città. Le stradine sono una successione di mini negozi che vendono articoli da montagna (zaini e abbigliamento principalmente), di grandi marche ma spesso contraffatti. Le strade sono strette e anche qui i clacson dei motorini è un suono di fondo che non si spegne mai.

Concludo la mia cena con il piatto tipico nepalese, il Dal Bath, un piatto rotondo in cui ci sono tanti ingredienti da mescolare insieme. I due principali ingredienti sono il dal (una zuppa di lenticchie speziata) e l’accompagnamento di riso o di dhindo (una specie di polenta di grano saraceno). Inoltre ci sono un curry (di carne o verdura), dei pickles, una salsa piccante e qualche altra verdura. Quando il cameriere mi ha portato il piatto mi ha detto che potevo mangiarlo con le mani. Dopo qualche boccone con la forchetta, in altri due si sono avvicinati e con molta delicatezza mi hanno detto che queste cose si DEVONO mangiare con le mani. Ho ceduto al senso della pulizia e…via di mani!

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