Stamattina inforco la bicicletta e parto per un tour dell’isola. Il sentiero é sterrato e la simil-graziella del caso non ammortizza molto il colpo…ma pazienza! 😉 Finisco in mezzo alla giungla, non idea di dove mi trovo (naturalmente non esistono cartine dell’isola) ma da qualche il sentiero arriverá! Lascio la bici prima di un ponte e attravero a piedi. Arrivo su altre due isolette totalmente deserte con spiaggette di sabbia bianca alla “Cast away”! Rinforco la bici e fra una cascata e un vecchi ponte francese, dopo 4 ore ritorno al punto di partenza!! credo che stasera soffriro un po’ di dolori fondo-dorsali!!!!Per la prima volta da quando sono partita, incrocio un gruppo di italiani chiassosi e non particolarmente simpatici (ne avrei fatto volentieri a meno): per fortuna li vedo ripartire su un battellino, veloci come sono arrivati!! 😉 Post pranzo a sonnecchiare sull’amaca, passa il francese, facciamo due chiacchiere, passa una canadese, due chiacchiere! Alle4 parto alla scoperta della seconda isola…voglio andare fin sulla punta a vedere il tramonto…il più bello della vacanza!! 😉
Niente da fare…alle 6 il gallo strilla sotto la mia finestra e il sonno se ne va! Decido di approfittare delle ultime ore nell’isola di pace e faccio una lunga passeggiata fino alla punta sud dell’isola. Nel fiume le donne si lavano, avvolte nei loro lunghi parei e gli uomini sono giá nei campi. Dopo una buona colazione parto per Pakse. Il viaggio si rivela più semplice del previsto e nel primo pomeriggio con gran fatica trovo una (alquanto pessima) stanza in una guesthouse e mi dedico ad un po’ di organizzazione per i prossimi giorni. Per due giorni visiteró il Bolaven Plateau, l’altopiano noto per le coltivazioni di caffé e per i villaggi delle minoranze etniche.








