Finalmente oggi entriamo nel cuore dell’India.
1. Gli orari?!?! Un optional…mezz’ora di ritardo, la norma. Per le 4ore di delay dell’aereo accennano a delle timide scuse.
2. Il traffico?!?! Un delirio…e meno male che il nostro tuo tuo driver ha un senso delle misure al limite del magico e nonostante i 100 incidenti rischiati attraversiamo incolumi Varanasi!
3. I tempi di percorrenza?!?! Una completa incognita!! 45 min diventano 15 come per magia…ma mezz’ora si trasforma in 2 ore in men che non si dica!
4. Il clacson?!?! Un MUST!! E alla domanda di perché lo suonino la risposta è semplicissima e incontestabile: “lo fanno tutti!!!
5. Il bianco delle lenzuola?!?! Un miraggio…meglio non guardarle troppo e infilarsi sotto le coperte nella semi oscurità!
Seconda tappa: Varanasi. Appena arrivate corriamo alla scoperta delle sponde del Gange (che qui pronunciano Ganga). Con una barchetta a remi attraversiamo il fiume e affidiamo alle onde la nostra prima candela galleggiante in un piattino pieno di fiori. Spostandoci lungo il fiume osserviamo silenziose le pire in cui ardono i corpi dei defunti e poi assistiamo ad Aarti, la cerimonia serale del fuoco per allontanare gli spiriti maligni e chiedere protezione e buona sorte alla madre Gange. Facciamo poi una passeggiata lungo i ghat, le lunghe scalinate colorate che portano alle rive del fiume. Cerchiamo di capire meglio la cultura funeraria della cremazione:ogni giorno sulle sponde del Gange, nella sola Varanasi vengono bruciati più di 300 corpi. Una pira costa mediamente 10.000 rupie (un pasto al ristorante costa a noi circa 200/300 rupie) quindi non tutti se la possono permettere. I più poveri vengono cremati nella fornace elettrica. Molti hindi si fanno cremare in questo luogo perché particolarmente sacro per la presenza del fiume Gange e perché si dice qui si possa ottenere la Moksha (liberazione dal ciclo delle reincarnazioni). Gli unici che non possono essere cremati sono i bambini, gli albini e i morti per morsi di serpenti (perché il dio serpente ha già portato via il loro spirito).
So così poco di questa cultura…eppure ne sono profondamente affascinata!
Ah last but not least: dopo 2 gg di nausee (portate dall’italia) sono iniziati i miei esperimenti culinari: “chai masala tea” un tè speziato con latte bevuto in coppette di terracotta usa e getta (che tutti spaccano in strada) da un baracchino per strada…speriamo bene!:-)
Vi auguro di trascorrere una vigilia di Natale serena e ricolma dell’amore dei vostri cari 🙂
Buonanotte