La mattina incomincia immersi nella nebbia ma una nebbia che in confronto quella della pianura padana è uno scherzo!! 🙂
Partiamo con il nostro tuc tuc alla scoperta di templi. Il primo tempio è il tempio hindu dell’università di Varanasi, un campus grandissimo particolarmente famoso per le materie scentifiche (dove uno ragazzo usava una specie si straccio gigantesco fatto a rete per spazzare…mah…chissa cosa sara riuscito a spazzare 🙂 ). Il secondo contiene la versione hindu-kitch dei nostri presepi meccanici: scene della vita degli dei con statuine che si muovono…inguardabili! Poi arriviamo al tempio delle scimmie: scimmiette con il sedere rosso che corrono dappertutto e fanno pole dance sui pali del tempio! 🙂 Il tempio successivo ha tutte le sembianze e i colori di una pagoda cinese dove i monaci ci concedono un selfie mentre quello dopo è abbastanza insulso ma ci regala una novità: un “sacerdote” ci segna la fronte con il tikka, il puntino rosso segno di purificazione e auspicio di buona sorte! Finiamo il nostro giro in un’oasi verde che contiene i resti di un grandissimo tempio buddista. Qui alcuni monaci stanno pregando e facendo offerte di candele e fiori…c’è una pace surreale e bellissima, sopratutto venendo dal frastuono impossibile delle strade di varanasi.
Ma fin qui…tutto normale!! I pezzi migliori arrivano nel pomeriggio: prima la visita al boss delle sete…un mago della vendita che ci ha mostrato un quintale di pezzi di seta, ci ha raccontato tutti i suoi commerci italiani, stordito con prezzi e misure e poi venduto il vendibile…con un gran sorriso e chiamandoci sorelle!!
E poi l’esperienza del treno notturno indiano. Ancor una volta l’attesa…4h30 di ritardo (ormai siamo abbonate), binari annunciati con altoparlanti gracchianti in un inglese maccheronico, gli zaini in spalla all’annuncio ufficiale di “the train will arrive shortly at platform number 2” per ritrovarsi 60 min dopo su platform number 1a chiedersi se la luce in lontananza fosse un miraggio dato dalla schiena a pezzi o fosse veramente il treno giusto e la scoperta di avere un biglietto di terza classe…indescrivibile!!! Naturalmente siamo le uniche occidentali e quindi l’attrazione di tutta la carrozza. Gli scompartimenti da 8 infatti non hanno porte quindi è quasi come se fossimo in un vagone open space. I più coraggiosi cercano di scoprire qualcosa di noi in una lingua che assomiglia all’inglese e si completa a gesti, sbirciano ammirati i colori di candy crash che scorrono sull’ipad di Ila e ci insegnano qualche precetto indù! Un anziano si lava i denti con il dito sputando nell’interscambio dei vagoni, tutti mangiano appollaiati sulle cuccette, noi facciamo acrobazie x cambiarci in un bagno allagato e puzzolente, festeggiamo con un mini panettone portato dall’Italia….e finalmente viene l’ora di spegnere le luci…buon Natale a tutti!