Mumbai

A parte i risvegli per scossoni e brusche frenate la notte in autobus passa tranquilla e ci svegliamo alle porte di Mumbai.

Scendiamo alla stazione centrale perché si sono dimenticati di dirci che il nostro driver ci aspettava dall’altra parte della città! Mumbai è immensa e trafficatissima quindi ci mettiamo più di 1 ora a raggiungere il nostro hotel e il driver. L’impressione è quella di una città decisamente più moderna e un po’ più pulita di tutte quelle che abbiamo visto finora.

Andiamo subito a fare una passeggiata in riva al mare nella parte sud ovest della città e incontriamo finalmente Dhruv, l’amico indiano che ci ha invogliato a fare questo viaggio e lo ha reso possibile (grazie Dhruv)!

Con lui veniamo catapultati in un altro mondo: dopo street food e  locali polverosi ci sediamo in un ristorante tutto bianco con bagni puliti e un gigantesco buffet di cibo occidentale.

Dopo esserci rimpinzati iniziamo la nostra scoperta della città. Prima giriamo a Bandra, quartiere dove vivono moltissimi attori di Bollywood. È una zona di ville sull’oceano dove mi aspettavo un influsso molto maggiore dello stile coloniale britannico.

Da qui prendiamo il bellissimo ponte Sea Link che ci porta nella zona sud di Mumbai, il cuore della città e delle sue contraddizioni, con gli slum e le case dei ricchi ad un isolato di distanza. Andiamo a visitare uno degli slum più famosi, il Dhobi Ghat, un’immensa lavanderia a cielo aperto dove centinaia di persone tutti i giorni lavano la biancheria di hotel e ospedali e vestiti destinati ai mercati. Un ragazzo ci fa da guida e un gruppetto ci segue incuriosito. I panni vengono lavati in grosse vasche di pietra dove vengono sbattuti ritmicamente in acqua insaponata (grigiastra) dai lavoratori che stanno in piedi al centro. Vengono poi appesi incastrati in funi attorcigliate sui tetti delle baracche e infine stirati con ferri a carbone dato che l’elettricità non è per niente affidabile.

Ovunque ci sono pile di panni puliti (più o meno: ora capisco tutte le macchie sulle lenzuola dei nostri hotel). La cosa più impressionante è la sterilizzazione della biancheria dei malati infettivi  degli ospedali che viene posta sul fuoco   in enormi latte arrugginite a bollire!!

Ogni tanto in qualche angolo qualcuno prepara il masala chai e lo vende in giro per lo slum.

Passiamo letteralmente dalle stalle alle stelle e andiamo a vedere il tramonto su Marine drive, il lungomare su cui sorgono tutti i grattacieli moderni di Mumbai. Ancora una volta un meraviglioso tramonto infuocato.

Appena viene buio ci dirigiamo verso Navi Mumbai, la parte moderna di Mumbai, dove vive Dhruv, per rinfrescarci prima di una serata in compagnia dei suoi amici. Ci accolgono calorosamente i suoi genitori che ci invitano per il brunch domenicale.

Usciamo di nuovo e ci andiamo a casa di un’amica che vive poco lontano: i ragazzi sono carinissimi, tutti parlano benissimo inglese e ci coinvolgono da subito. Beviamo e chiacchieriamo con loro fino a quando non arriva l’ora di rientrare: nella grande Mumbai il rientro a casa ci costerà più di un’ora di macchina! 😦

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