La mattina inizia presto perché vogliamo arrivare al mercato prima degli altri turisti che vengono da tutto il Guatemala per questo mercato. Bighelloniamo fra i banchetti in allestimento che vendono di tutto: frutta e verdura, carne, pesce, spezie, maschere tradizionali, vestiti, tessuti, ferramenta, oggetti usati…
Donne e uomini indossano abiti e copricapo tradizionali, i bambini più piccoli sono avvolti in fasce attaccati alla schiena delle loro mamme, quelli più grandicelli aiutano ad allestire e a vendere.
Ci fermiamo a fare colazione in un terrazzo proprio sopra la via principale del mercato e stiamo ad osservare il via vai.
Il mercato sorge intorno alla piazza principale dove ci sono il municipio e la chiesa cattolica che svolge però un ruolo fondamentale anche per i rituali Maya. La scalinata che porta all’ingresso della chiesa si è trasformata in un mercato dei fiori. Davanti all’ingresso tre donne pregano inginocchiate su mucchi di fili d’erba e due uomini incensano.
All’interno sta finendo la messa. Le donne sono tutte inginocchiate e hanno scampoli di tessuti tradizionali sopra al capo. Nella navata centrale della chiesa ci sono grosse pietre rettangolari su cui i fedeli lasciano candele accese.
Ci inerpichiamo sulla collina subito fuori dal centro di Chichicastenango per raggiungere un luogo particolarmente venerato dai Maya dove si svolgono importanti riti. Rimaniamo un po’ perplessi alla vista…un ammasso di spazzatura e calcinacci fanno da sfondo a delle specie di altarini votivi su cui sono poste bottiglie vuote di birra e Coca-Cola e qualche fiore appassito…va beh per fortuna la passeggiata in mezzo al verde è stata molto piacevole!
Incomincia la seconda esperienza con un chickenbus che ci porterà a Città del Guatemala dove prenderemo un vero autobus per attraversare il paese verso est.
Il bus è solo apparentemente più vuoto di quello di ieri cosa che in realtà non aiuta per niente perché l’autista ingaggia una specie di rally giù dai tornanti di montagna facendo scivolare a destra e sinistra sui sedili tutti i passeggeri che credevano di essere fortunati ad avere abbastanza spazio per respirare!! Al terzo tornante abbandono lo stomaco al suo destino e mi concentro sul bimbo che viaggia accanto a me e che è rimasto affascinato dal mio orologio e che mi fa tornare il sorriso. La cosa peggiore è che dopo mezz’ora di viaggio l’autista fa partire, a tutto volume, sullo schermo della televisione appesa sopra la sua testa, video di…non so neanche come definirli…“congressi religiosi” di fanatici che cantano canzoni religiose con ritmi pop e ballano tutti insieme…AGGHIACCIANTI. Dopo 1 ora l’istinto è tutt’altro che cristiano…Mi sparo del sano rock nelle orecchie e cerco di distrarmi!
Arriviamo a città del Guatemala, cambiamo stazione dei bus e vediamo dei veri bus. Sulla porta c’è scritto Wi-Fi, A/C, WC,…non ci vogliamo credere….e per non abituarci troppo bene andiamo prima a mangiare in un comedor all’angolo della strada illuminato solo con le candele e in cui un signore deve alzarsi per farci posto in uno dei 4tavolini disponibili. Anche in questo caso la padrona è davvero gentilissima e ci serve un pasto essenziale ma buonissimo.
Partiamo per 6 lunghe ore di bus…che avendo tutte queste comodità perde però anche un po’ il divertimento dell’imprevisto!
Arriviamo a Puerto Barrios con il buio. Ci viene a prendere un ragazzo dell’hotel che abbiamo prenotato al telefono e arriviamo in quello che sembra un micro motel americano nel mezzo del nulla!! Rinunciamo velocemente alla cena e sgranocchiamo un pacchetto di patatine sedute sul letto guardando un film prima di addormentarci.