Oggi c’è grande attesa: è il giorno delle escursioni sulla barriera corallina sulle quali ci hanno promesso grandi cose.
Ci hanno raggiunto altri 3 componenti del gruppo: Dede, Lalla e Cristina.
Usciamo in barca tutti e 11 con il nostro capitano di ieri, Chocki, sempre munito di bandana, e un secondo ragazzo del posto (moooolto più carino) di nome Daniel.
Ci portiamo all’altezza della barriera corallina, che non dista più di 20 min di barca dall’isola, e ci immergiamo una prima volta sopra il relitto di una nave. In ogni buco si nascondono pesciolini e coralli di ogni sorta. Sembra di stare nel film Nemo! Ci spostiamo con la barca e ci riimmergiamo. Dopo poco avvistiamo una tartaruga. È grossa e lenta ma non è per niente spaventata dalla nostra presenza. Noi siamo un po’ più timorosi e quando risale dal fondale per prendere aria e si avvicina a noi diamo una bracciata indietro. In realtà ha un musetto tanto tenero quanto innocuo.
Continuiamo a nuotare fra coralli stupendi e pesci coloratissimi. Ad un certo punto Chocki si immerge e quando risale al suo fianco velocissima sale verso di noi una murena…questa si che ha un muso spaventoso e le bracciate indietro diventano due e velocissime. Non abbiamo neanche il tempo di riprenderci che sotto di noi passa raso fondale un’elegantissima manta che nuota velocissima. Partiamo tutti all’inseguimento fino a quando il segnale predefinito del capitano non ci richiama indietro. Ci sono branchi di pescioni locali (chiamati horse-eye-jack per i loro occhioni sporgenti) particolarmente impertinenti e per niente spaventati che passano in mezzo a noi e con i quali più di una volta mi sono ritrovata muso a muso a pochissimi centimetri!!!
Ci spostiamo di nuovo in barca lungo la barriera fino ad un altro punto. Appena ormeggiamo, Chocki inizia a lanciare pesciolini in acqua. Dopo qualche secondo la barca è circondata dai soliti horse-eye-jack ma sopratutto da squali nutrice!!! Lui ci dice di buttarci in fretta che se no se ne vanno. Il timore è salito esponenzialmente. Ci facciamo coraggio e ci buttiamo. Gli squali sono vicinissimi ma per fortuna sembrano decisamente più interessati al pesce che a noi. Hanno la faccia un po’ tontolona…ma quelle specie di baffi/denti che hanno sul muso sono tutt’altro che rassicuranti.
Chocki si immerge con noi e ci fa accarezzare una manta: ha una consistenza gelatinosa e viscida stranissima ma è super emozionante toccarla.
Dopo un veloce pranzetto a bordo a base di pesce, ripartiamo. Arriviamo in un altro punto della barriera e le nostre guide iniziano a guardarsi intorno con molta attenzione e si scambiano consigli in creolo con i comandati delle barche intorno. Finalmente ci fermiamo, ci fanno mettere l’attrezzatura molto rapidamente e saltiamo in acqua. Carlo freme dall’emozione ma direi che ormai tutti siamo super eccitati dal momento: hanno avvistato 2 lamantini. Nuotiamo più veloci che possiamo e finalmente li vediamo: le mucche di mare – come le chiamano qui – sono proprio davanti a noi, lente e pacioccone proprio come ce le immaginavamo. Il muso effettivamente assomiglia parecchio a quello di una mucca ma è più tenero. Nuotano in coppia con le loro grosse code piatte che usano per spostarsi. Le due pinne frontali sembrano zampette che spesso tengono giunte…ce ne innamoriamo all’istante.
Eccitati e felici risaliamo in barca ma la giornata non è ancora finita. Dopo averci mostrato degli altri pesci molto grossi (Tarpons) che vivono in una caverna sotto l’isola e due cavallucci marini, ci fermiamo in un ultimo punto. Scendiamo a terra, per la felicità di chi soffre un po’ la barca, in una parte dell’isola che sembra quella di Lost e camminiamo lungo passerelle di legno costruite sopra l’acqua. Arriviamo ad una terrazza e vediamo spuntare dall’acqua quattro occhietti…per concludere bene la giornata ecco a noi i coccodrilli!!
Esausti torniamo sull’isola, ringraziamo le nostre guide e, con l’unico rimpianto di non aver portato la go pro subacquea (grazie Fede per averla dedicata ai meravigliosi fondali dell’Elba…argh!!) andiamo a far sedimentare tutte queste emozioni davanti al tramonto, rigorosamente con una Pina Colada ghiacciata in mano.