Al nostro risveglio rimaniamo shockate: i nostri ciondoli d’argento fino a ieri sera lucenti e brillanti sono completamente neri. Diamo la colpa alla pestilenziale presenza delle alghe e decidiamo di scappare il più presto possibile. Durante una tristissima colazione con vista sulle alghe in un hotel che sembra abbandonato, come del resto quasi tutto il paese, scopriamo che le alghe sono qui da 8 mesi…e tutto quello che fanno per combatterle è raccoglierle con un rastrello!!! Naturalmente data la mole immensa di queste alghe l’effetto del rastrellamento è praticamente nullo!! Rimaniamo colpite dalla rassegnazione con cui i ristoratori e albergatori stanno affrontando il problema, senza reagire in nessun modo.
Camminiamo su e giù per il paese cercando di capire gli orari degli autobus per andare a Tulum. Come al solito le informazioni sono discordanti quando non sono avvolte di mistero. Alla fine saltiamo su un colectivo, un mini van pubblico, che ci porta all’incrocio con la strada principale e poi al volo su un autobus per Tulum (che per fortuna è in ritardo dei soliti 20 min e ci evita di dover aspettare 2 ore per quello dopo!).
Arriviamo a Tulum e, sotto il caldo soffocante del primo pomeriggio, camminiamo alla ricerca del nostro residence. Ancora una volta (in questi giorni ci sta capitando spesso) la mappa di TripAdvisor segna il punto sbagliato e dopo mezz’ora di vagabondaggio, litri di liquidi dispersi e sull’orlo di una crisi di nervi, saliamo su un taxi che finalmente sa dove portarci. Un po’ preoccupate per la distanza dal centro, arriviamo in un tranquillo residence gestito da una ragazza italiana, mamma di tre bimbi, che vive qui da 15 anni. Ci accoglie molto calorosamente, ci spiega tutto quello che potremmo fare in zona, ci presta due bici e ci sentiamo subito a casa. Naturalmente non riusciamo ad aspettare neanche 5 minuti, inforchiamo le bici e partiamo alla scoperta della città. Sono le 4 e non abbiamo ancora pranzato.
Abbiamo voglia di qualcosa di leggero e che non sappia neanche lontanamente di pollo!! Ci fermiamo in un baretto molto carino, tutto di legno, con davanti un’ape car che fa da bancone del bar con una macchina per spremere il succo di canna da zucchero fresco per fare il mojito!! Scopriamo subito che il merito di tutta questa eleganza è di una ragazza italiana…ordiniamo una focaccia farcita e un tagliere di verdure e formaggi che sa molto di casa e ce li godiamo sorseggiando un freschissimo mojito allo zenzero. Conosciamo un ragazzo toscano che da 4 anni gira per il Sudamerica è da 1 annetto vive qui in Messico. Ci racconta un sacco di avventure e ci da qualche consiglio.
Riprendiamo le biciclette e andiamo verso il mare. Per fortuna abbiamo le bici….pedaliamo per una decina di km. Arriviamo ad una delle due spiagge che ci hanno consigliato. Purtroppo anche qui le alghe hanno infestato tutto. L’odore è meno intenso ma, a parte un albergo che fa lavorare una scavatrice, tutti gli altri sembrano rassegnati al problema. Lungo tutta la spiaggia ci sono alberghi e resort ma i lettini e i tavolini appoggiati sulla sabbia bianchissima sono tutti vuoti, camerieri nullafacenti appoggiati ai banconi guardano il mare. Camminiamo a lungo sulla spiaggia fino a quando non tramonta il sole, la sabbia è velluto sotto i piedi.
Sulla via del ritorno ci fermiamo in un supermercato. È il primo vero supermercato in cui entriamo. Giriamo alla scoperta di prodotti che non conosciamo…e scopriamo di avere ancora un’altra passione in comune!! 🙂
Torniamo a casa e ci cuciniamo una buona pasta al pomodoro.