Holbox

Mi sveglio molto emozionata: oggi andiamo alla ricerca dello squalo balena, il pesce più grande al mondo. Dopo 1 oretta di barca arriviamo in una zona in mezzo al nulla, che mi chiedo come facciano a riconoscere senza gps, rallentiamo e il capitano e la guida iniziano a guardarsi intorno molto attentamente. Dopo una decina di minuti il capitano ci dice di prepararci ad entrare in acqua e nell’acqua vediamo spuntare un’enorme bocca che ci viene incontro. A poca distanza spuntano due pinne che indicano la presenza di un secondo squalo. Mentre le pinne sono grigie il resto del corpo è di un colore fra il grigio scuro e il blu con dei grossi pois bianchi. Proprio per questo sono conosciuti anche come “domino sharks” (le foto subacquee originali arriveranno ma intanto vi allego una foto non mia per farvi capire di cosa stiamo parlando). Possiamo entrare in acqua solo a due a due con la guida per nuotare a fianco di uno degli squali. Quando tocca a me e Manu ci buttiamo a meno di 1 metro dall’enorme bocca, ci riprendiamo velocemente dallo stupore e iniziamo a nuotare a fianco del pescione, all’altezza delle sue branchie. Da fuori sembra che nuoti lentissimo ma una volta in acqua mi rendo conto di quanto devo sbattere le pinne per riuscire a stargli dietro!! Questi due squali sono lunghi circa 14 metri e pesano più o meno 18 tonnellate…immaginate quanto mi sentivo piccina vicino a lui!! Per fortuna, nonostante le sue 310 file di piccoli denti, è totalmente inoffensivo per l’uomo.

Intorno allo squalo nuotano branchi di pesciolini mentre altri, un po’ più grossi, gli stanno proprio attaccati alla pelle da cui traggono nutrimento. Lo squalo balena invece si nutre di plancton e di quei pesciolini che ingenuamente gli nuotano intorno alla bocca…ingerisce fino a 2 MILIONI di litri d’acqua all’ora che filtra nella bocca per estrarre il nutrimento.

Stiamo nell’acqua solo una decina di minuti ma è veramente emozionante. Risaliamo sulla barca e dopo una mezz’oretta facciamo un secondo giro.
Stanchi ma molto soddisfatti ritorniamo verso l’isola di Holbox ma ci fermiamo ancora un paio di volte. La prima sulla barriera per fare un po’ di snorkeling. Qui l’acqua non è azzurra e trasparente come a Isla Mujeres o a Caye Caulker perché in questo punto il mar dei Caraibi si incontra con il golfo del Messico e crea correnti e acque non limpide quindi inizialmente siamo un po’ scettiche. Ci allontaniamo dal gruppo e ci muoviamo piano piano senza far rumore. A poco a poco spuntano i pesci più belli che abbia mai visto! Ci sono dei pesci grandi con i colori dell’arcobaleno e delle labbra colorate che sembra abbiano il rossetto, dei pesci a righe gialle e nere come quelli di Nemo, pesci triangolari a pois, pesci neri con il bordo azzurro intenso che si muove come una criniera e disegna un’onda,…che mondo meraviglioso!!
La seconda fermata è vicino ad un banco di sabbia che emerge dall’acqua e dove stanno appollaiati fenicotteri e aironi. Le due specie non si mescolano e creano delle intense macchie di colore. Ci ancoriamo nell’estuario di un fiume, in un punto in cui si formano un sacco di laghetti con l’acqua bassa e mangiamo un’ottima ceviche preparata al momento dal nostro capitano!

La nostra dose si sport quotidiano non è ancora soddisfatta quindi facciamo una lunga passeggiata sulla spiaggia per raggiungere punta Coco, l’estremità nord occidentale dell’isola, a poco più di 1 ora di cammino dal centro. Facciamo un bellissimo bagno lì…la spiaggia è stupenda e siamo completamente sole! Ritorniamo verso l’ostello, prendiamo due birrette ghiacciate e ci godiamo il tramonto facendo aperitivo a mollo nell’acqua!

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