Viaggio

Non potrei definire altrimenti il luogo della nostra giornata. Oggi infatti è stata una giornata di trasferimento. Siamo partiti da Tofo, in Mozambico, direzione sud verso lo Swaziland. Ci facciamo quattro risate per i nomi dei paesini che attraversiamo (tra i tanti meritano una menzione particolare Chissibuca e Manjacaze!!).
Ad un certo punto attraversiamo il mercato di un piccolo paesino. Rimaniamo colpiti dalla struttura del mercato che è formato da tante piccole tettoie basse di paglia sotto ognuna delle quali è accovacciata una donna con la sua poca merce. Ci fermiamo e iniziamo a  gironzolare incuriositi. In pochissimo tempo abbiamo intorno un nugolo di bambini bellissimi. Distribuiamo qualche penna e qualche palloncino colorato e immortaliamo qualche sorriso con la macchina fotografica.
Ripartiamo per lo Swaziland che è un piccolissimo stato monarchico indipendente racchiuso fra i confini del Sud Africa. Leggiamo qualche nota di colore sul paese, tipo il fatto che ad ogni festa nazionale il re si sceglie una nuova moglie da aggiungere al suo harem.
Nonostante siamo partiti presto, non sappiamo bene dove arriveremo stasera ma sappiamo che dobbiamo fare più km possibili per goderci la giornata di domani fra gli animali. Riusciamo a macinare ben 600 km e ad arrivare in frontiera alle 19.50. La dogana chiude alle 20. Inizia quindi una danza di convincimento di tutte le guardie affinche ci lascino passare. Iniziano i controlli e, come tutto qui in Africa, sono lentissssssssimi. Ad un certo punto i poliziotti alzano lo sguardo e vedono che siamo ben 15!! Si lanciano un’occhiata fra di loro e ingranano la marcia Speedy Gonzales…non guardano più in faccia nessuno, aprono il passaporto e mettono un timbro al volo. Risaliamo in macchina e corriamo alla dogana dello Swaziland. Lì dopo le procedure di controllo passaporti arriviamo al cancello di ingresso nel paese e di nuovo veniamo bloccati: non potete passare…“time is over”. Scendiamo in due ragazze e iniziamo a piagnucolare che sono 12 ore che viaggiamo e che siamo stravolti. Ci dicono ok, però per 1 sola macchina. Passiamo il cancello e inziano le preghiere affinché facciano passare anche le altre due macchine. L’arma vincente si rivela la nostra cocco-radio comprata sulla spiaggia: una radio pienamente funzionante con ingresso aux e USB, alimentazione a pile e a corrente, tasti per regolare qualsiasi cosa….il tutto racchiuso in una noce vera di cocco: una meraviglia della scienza locale!! Le guardie la vedono e scoppiano in una risata fragorosa che distende l’ambiente e funziona da lasciapassare! 🙂
Troviamo da dormire al Country Club di Simunye, un villaggio protetto da guardiani, eredità coloniale, in cui c’è addirittura il ladies bar!! Dormiamo in delle palafitte di legno deliziose.

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