La camminata mattutina inizia su un bellissimo ponte romano che passa sopra il rio Miño, che costeggia il lato sud di Lugo. Ci raccontiamo i sogni della notte, sbocconcellando la nostra colazione. È stranissimo: da quando sono qui ho ricominciato a ricordarmi un sacco di sogni che faccio…e preoccupantemente sono uno più assurdo dell’altro!!
Camminiamo un po’ rallentate dai dolori muscolari, il ginocchio di Manu non le dà pace neanche con gli antidolorifici. Verso le 7 Manu, che è davanti e dà il ritmo, inizia inspiegabilmente a rallentare. Penso sia il ginocchio ma ad un certo punto si accascia al ciglio della strada vomitando. Mi spavento, più che altro perché siamo in mezzo al nulla e anche solo trovare un taxi sarà un’impresa. Fa freddo, ci copriamo quanto possibile. Manu riprende colore e stoicamente mi dichiara che è pronta a ripartire.
Ci rimettiamo in marcia; inizia un tratto di sterrato, che aiuta l’andatura e il recupero di Manu che cerco di far idratare e nutrire in continuazione per riacquistare le forze. Il sole è rosso fuoco, la campagna è abbastanza monotona.
Quando ritorniamo sull’asfalto per distrarci infiliamo gli auricolari. Io ascolto l’audiolibro di Siddharta: mi lascio trasportare dalla storia e mi chiedo come sia possibile che lui superi esercitazioni di privazioni e digiuni, sopportazione di dolore, silenzio e meditazione mentre io non riesco a smettere di pensare al dolore che mi provoca la vescica che ho sul piede che è tornata ad essere grossa come un pomodorino!! 😦
Ci fermiamo a fare pausa colazione / cura vesciche nella fiorita piazzetta di San Roman de Retorta. Da qui il paesaggio cambia e attraversiamo una serie di paesini romanici uno più carino dell’altro, ciascuno con 3 case in croce ed almeno una stalla. Dalla porta di una di queste spunta una signora che ci offre del formaggio fresco appena fatto.
Riprendiamo il cammino con una salita verticale. I piedi gemono. A 6 km dall’arrivo troviamo un baretto aperto dove fanno il caffè in una specie di teiera, tipico della zona. Arriviamo ad As Seixas poco dopo le 13. Doccia rigenerante e poi un bel panino al comedor locale.
Pomeriggio con nuovi compagni di cammino: oggi per la prima volta incontriamo qualche pellegrino che ha fatto il francese mentre aspettiamo invano i mantovani, i padovani e i vet che però devono essersi fermati da qualche altra parte…avete osato abbandonare “le Vodafone” così?!?! 😦
Ci rilassiamo all’ombra degli alberi, massaggi con olio di arnica, pediluvi ghiacciati e chiacchiere sui libri che stiamo leggendo (il tutto in spagnolo quindi la mia partecipazione si limita a qualche breve commento…ahahahha).