Naoshima

Ci svegliamo nel porto di Uno, che già di per se non è un gran posto, per di più stamattina è coperto da una sottile pioggerellina stile inglese!
Prendiamo il traghetto per Naoshima, un’isola-museo dedicata all’arte contemporanea, progettata dall’architetto Tadao Ando.

L’avvicinamento all’isola avvolta nella nebbia è un po’ spettrale ma sopratutto sa di mistero. Appena scesi dal traghetto ci troviamo circondati da opere d’arte: una grossa zucca rossa e nera su una banchina, una nuvola metallica bianca sull’altro lato del porto, giganteschi specchi che ricoprono la stazione e riflettono l’acqua del mare.

Lasciamo i bagagli all’hotel e iniziamo la perlustrazione dell’isola a piedi. Su ogni spiaggia, dietro ogni collinetta, spuntano nuove opere d’arte. Anche alberi, fiori e laghetti fanno parte di uno studiatissimo percorso espositivo. Ci ritroviamo all’ingresso del primo museo assolutamente per caso, andando a curiosare dietro uno strano muro di cemento armato ai piedi di una collina!! Tutti i musei dell’isola sono stati progettati da Tadao Ando utilizzando gli stessi materiali e le stesse finiture; questo crea un senso di uniformità incredibile e dà l’impressione di non uscire mai dal museo.
Visitiamo diversi musei e installazioni di svariati artisti. Due cose mi rimangono impresse:
1. Lo stile di Tadao Ando con la purezza delle sue linee in cemento armato con lunghe fessure che fanno entrare fasci di luce: mi piace da morire!!
2. I giochi di luci di James Tarrell che mi ha fatto scoprire la potenza e la versatilità dei nostri occhi. La sua prima installazione che visitiamo è una stanza completamente buia in cui ti fanno sedere su una panchina e stare fermo con gli occhi aperti per 8 minuti. Non vedo assolutamente niente e i primi 2 minuti ho solo una sensazione di nausea e disagio, poi piano piano inizia a delinearsi davanti a me un rettangolo di luce bianca, non definito che appare e scompare. Dopo 8 minuti il rettangolo bianco sembra lo schermo di un cinema e lo vedo chiaramente definito: mi alzo e gli vado incontro e scopro che è uno spazio vuoto dipinto di bianco. Mi giro e improvvisamente vedo le sagome delle persone intorno a me…eppure la luce della stanza non è assolutamente cambiata…pazzesco!! La seconda installazione è una stanza fatta a tronco di cono rovesciato con un’apertura quadrata nel soffitto che fa apparire un pezzetto di cielo. All’ora del tramonto ci sediamo lungo le pareti della stanza e guardiamo in su. I primi minuti sento solo male al collo e mi dò della cretina per aver pagato per stare in questa stanza 35 minuti. Poi delle luci iniziano a colorare le pareti della stanza fino al buco che fa apparire il cielo e per contrasto sembra che anche il cielo cambi totalmente colore: seconda della luce diventa blu, viola, rosa, verde, grigio, bianco…sembra ci sia uno schermo che cambia colore. Non ho mai vissuto un’esperienza sensoriale simile!

Ci godiamo un’ottima cena e una visita al museo in notturna…un bellissimo modo per finire la giornata!!

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