Amman e Jerash

A 1 anno dal meraviglioso viaggio fra i ciliegi in fiore, la Whites è pronta per una nuova avventura!

La destinazione è un piccolo paese ricchissimo di storia e di cultura: la Giordania.

A differenza del viaggio in Giappone, per il quale avevo studiato e programmato ogni minimo dettaglio, questo viaggio parto “a scatola chiusa” con un gruppo di Viaggi e Avventure nel Mondo.

Il vantaggio: posso veramente staccare il cervello. Lo svantaggio: spero che il mio lato control freak stia buono buono per 10 gg 🙂

Il gruppo con il quale condividerò questa avventura è composto da 16 ragazzi, 9 donne e 7 uomini. Partiamo un po’ da Milano e un po’ da Roma e dopo un viaggio eterno (come tutti i piani voli di Avventure nel Mondo), arriviamo stremati ad Amman alle 3 del mattino.

Iniziamo la giornata con una colazione tipica sul tetto dell’hotel: hummus, pomodori, feta, uova sode e l’immancabile pita.

Conosciamo la nostra guida, un architetto Giordano molto simpatico che un paio di volte l’anno accompagna gruppi in giro per il suo paese. Ha studiato architettura a Napoli e poi ha iniziato a lavorare in Italia, restandovi 19 anni! Parla quindi perfettamente italiano.

Iniziamo con la visita alla cittadella di Amman, ovvero le rovine dell’insediamento greco ed in seguito romano che ha fondato questa città. In cima ad una collina (Amman è stata fondata su 7 colli come Roma) troviamo un tempio dedicato ad Ercole, le rovine di una basilica, un foro e una grande sala del trono. Più a valle si vedono il gigantesco teatro romano (5000 posti di capienza) e l’odeon (un mini teatro dedicato ai più benestanti), usati ancora oggi durante il festival della canzone araba.

Nel resto di Amman le case sono tutte molto simili, massimo 4 piani coperte (per legge) da pietra bianca. Fanne eccezione i qualche grattacieli che svettano nei quartieri più ricchi in quanto sono investimenti esteri quindi…”super legge”!

Pranziamo in una micro gastronomia, scelta assolutamente a caso, su sgabellini posti sul marciapiede, ordinando “a little bit of everything” perché non capiamo 1 sola parola di quello che ci dice!! Ci arrivano una serie di intingoli tipo hummus, baba ghanouj, pure di fagioli, frittatine, fegatini, falafel, verdure sottaceto …il tutto da mangiare solo con la pita (posate inesistenti) alla modica cifra di 1€!

Finiamo con il dolce tipico di Amman: Kunafa, fatto di formaggio fresco ricoperto di sottilissima pasta fillo e granella di pistacchi, immerso naturalmente nello sciroppo.

Soddisfatti del nostro pranzo partiamo alla volta di Jerash, antica e maestosissima città romana del I secolo d.C. Entriamo dal trionfale arco di Adriano e ci ritroviamo velocemente nell’antico foro colonnato da cui parte il cardo. Questa città aveva 2 teatri, 1 ippodromo, 2 terme…tutti segni della sua potenza e della sua ricchezza. Dall’alto del tempio di Giove ci si rende conto della vastità dell’area delle rovine emerse (e più della metà è ancora sommersa)…in piccolo ma ricorda Pompei. La città è stata abbandonata per più di 1000 anni, per questo si è conservata così bene.

Nonostante sia ancora la stagione mite, il sole picchia forte e cerchiamo di proteggerci come possibile ma finiamo la visita rossi come dei peperoni…:-/

Riprendiamo il nostro pulmino (sembriamo una comitiva su un bus scolastico) e crolliamo addormentati fino a Madaba.

Un mitico compagno di viaggio fa capolino nella mia stanza con una insperata birra ghiacciata scovata in un’enoteca (essendo paese mussulmano l’alcol non si trova facilmente)…mi si stampa un mega sorriso, è arrivato il mio momento preferito della giornata 😀

Ceniamo nel bellissimo cortile di un ristorante Giordano non lontano dall’hotel che ci serve una montagna di meze (antipasti caldi e freddi) e una grigliata di carne. Finiamo la serata in maniera improbabile nel bar (chiuso) di un hotel dove il proprietario (dopo una buona dose di whisky) ci invita a guardare la semifinale di Champions dove gioca la Roma con i suoi amici!!

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