Iniziamo la giornata con la visita di San Giorgio, una chiesa ortodossa moderna all’interno della quale è però conservato un meraviglioso mosaico di epoca romana che rappresenta la più antica cartina della Palestina tuttora esistente. Sono rappresentate le regioni che circondano il mar morto (Egitto, Palestina e Giordania) con tanto di didascalie che segnalano i principali luoghi biblici.
Ripartiamo da Madaba alla volta del Mar Morto. Durante tutti i tragitti in pullman la nostra guida (che chiamiamo “eterno” dalla traduzione del suo nome arabo) ci racconta la storia di questo paese e le sue tradizioni. Ci racconta della condizione delle donne, delle problematiche della società, l’impatto della religione e tutta la storia dall’epoca romana ad oggi.
Per ora l’immagine che mi sono fatta è quella di un paese moderno e pacifico che soffre di una posizione geografica povera di risorse e materie prime e crocevia di numerosi conflitti (basti pensare che il paese conta 9 MLN di cittadini e 4,5 MLN di profughi).
Arriviamo al Mar Morto, il tempo è ancora nuvoloso e tira vento: l’idea di tuffarmi in questo grande lago salato mi fa già venire i brividi. La zona in cui arriviamo, sulle sponde del mar morto, è un orrendo ammasso di hotel e resort, tutti dello stesso color ocra. Se si vuole fare l’esperienza del bagno nel mar morto si deve passare per uno degli hotel in quanto sono gli unici ad avere l’accesso al mare. Nonostante le reticenze, mi infilo il costume. Camminiamo sulla costa rocciosa fino ad arrivare al mare dove troviamo una ciotolona di fango: naturalmente mi copro di fango dalla testa ai piedi!:-)
Aspettiamo che il fango sia bello secco e poi ci lanciamo nell’acqua salatissima – rigorosamente di schiena per non salare occhi e bocca. Avevo già fatto l’esperienza del bagno nel mar morto ma ero piccola e ne conservavo solo un vago ricordo: la sensazione di rimanere a galla senza sforzo mi piace molto perché mi toglie quel leggero ma costante disagio che ho sempre quando nuoto.
Mangiamo all’hotel (dove c’è un buffet giiiiiigante di dolci) e ci rivestiamo per andare a fare canyoning in una gola che dalle foto presenta colori splendidi. A differenza della maggior parte delle persone del gruppo che non vede l’ora di andare a Petra, questo canyon è stato per me uno dei principali motivi di scelta del viaggio…ma la fortuna non è dalla mia: la pioggia di stanotte ha fatto crollare dei massi nel canyon che quindi rimarrà chiuso per 3 giorni…LUTTO!! 😦
Ripartiamo e costeggiamo tutto il lato est del mar morto verso sud. Ad occhio nudo si vede chiaramente quanto il mare si stia ritirando (si abbassa di 1mt l’anno!!) e il sale si accumuli sulle sponde. Ripieghiamo sulla visita di un grandissimo castello crociato (del 1100 d.C.) costruito per difendere la cittadina di Karak dagli attacchi degli islamici durante la prima crociata.
Dopo un paio di ore su e giù per le montagne arriviamo alla riserva naturale di Dana dove passeremo la notte.
Ci accolgono (il freddo e) i beduini che ci preparano una cena tipica e del the caldo aromatizzato al timo.