Ci svegliamo pronte per prendere il traghetto per Phuket. L’albergo ci conferma che il traghetto partirà e ci vende i biglietti, tranquillizzandoci che, anche se i biglietti non sono numerati, avremo posto sul traghetto.
Una volta arrivate all’imbarcadero, ci dicono invece che l’unico traghetto che partirà per i prossimi giorni è quello delle 9 per Krabi (nella direzione opposta alla nostra). Esitiamo su quale sia la migliore strategia, ma alla fine riteniamo più saggio allontanarci il prima possibile dalle isole.
In porto c’è il panico e ondate di turisti corrono da una parte all’altra cercando di capire come scappare e salendo su traghetti stracolmi. Dalle notizie sappiamo che ci sono 50mila persone che,come noi, stanno cercando rifugio dal ciclone.
Ricomprato finalmente il biglietto per Krabi, ci mettiamo in coda per salire e dopo poco il traghetto davanti ai nostri occhi molla gli ormeggi e parte. Si leva un mormorio di rabbia dalla folla, terrorizzata di rimanere a terra. Per fortuna dopo qualche minuto attraccano altri due traghetti che cominciano ad imbarcare passeggeri. Non fanno parte della stessa compagnia di quello prima, ma in qualche modo facciamo accettare il nostro biglietto (comprare un terzo biglietto no eh!).
Il mare è molto grosso e in questo traghetto entra acqua da tutte le parti. Per fortuna il viaggio dura solo due ore, tempo sufficiente di pianificare le prossime mosse. Per prima cosa prenotiamo un aereo da Krabi a Bangkok, per avere un’alternativa di rientro sulla capitale. Poi è la volta dell’hotel. Robusto, lontano dal mare e con una camera sufficientemente grande per viverci rinchiuse 2 giorni: ecco le caratteristiche che cerchiamo.
Una volta al porto di Krabi è di nuovo la corsa ai taxi, che naturalmente non erano preparati ad una tale affluenza. Veniamo spinte su un taxi con altri due turisti che, a differenza della maggior parte dei passeggeri del traghetto, rimangono a Krabi invece che spostarsi direttamente a Phuket via terra.
Lasciati i bagagli in albergo, ne approfittiamo per fare un giro nella cittadina di Krabi prima che arrivi la pioggia. Ci fermiamo a mangiare in un ristorantino musulmano (non abbiamo capito perché, ma qui ci sono un sacco di esercizi musulmani, probabilmente la comunità è molto presente).
Krabi town non sembra offrire gran che, tranne un buon numero di caffè molto carini. Ci sono gruppetti di turisti che come noi vagano alla ricerca di qualcosa da fare in attesa del maltempo. Saliamo al tempio (Wat Kaew) – unica cosa da “visitare” in città – ma dopo tutti i templi meravigliosi che abbiamo visitato, questo non ci dice veramente niente.

Finiamo per infilarci in un centro massaggi (Body Kneads) a goderci il foot massage più bello che abbia mai fatto.

Quando usciamo la pioggia ha notevolmente rinforzato. Rientriamo in albergo a guardarci un film.
Al momento di cena proviamo a mettere il naso fuori, ma la pioggia è decisamente troppa anche per le nostre super mantelle comprate a Chiang Mai. Facciamo quindi dietrofront e mangiamo nel tristissimo ristorante dell’albergo.