Islanda sud occidentale – giorno 1

Dopo una notte in un hotel a fianco all’aeroporto, inforchiamo la nostra Suzuki 4 × 4 (Vitara) e partiamo in direzione sud-est. Il programma è di fare il giro del paese sulla famosa ring road (Hringvegur) che segue il perimetro esterno dell’Islanda toccando le mete più interessanti da visitare, in senso antiorario.

La prima tappa è la cascata di Seljalandsfoss dove incrociamo Ila con i suoi amici. La cascata è carina anche se niente eccezionale ma ha la particolarità i poterla ammirare da dietro: molto romantico!

Camminando 10 minuti a sinistra della cascata arriviamo ad un’altra cascata, un po’ più piccola, nascosta dentro ad un canyon a cui si accede saltellando su delle pietre che emergono dal fiume.

Riprendiamo la strada e arriviamo alla seconda: la cascata di Skógafoss. Questa cascata è decisamente più impressionante (fa un salto di 62 m) e la luce del sole che fa capolino fra le nuvole ci regala un meraviglioso arcobaleno a 360° proprio alla base della cascata.

Volendo fare la foto per il blog mi sono letteralmente lavata e ho passato il resto della giornata con i jeans fradici: consiglio non fatelo perché il tempo inclemente di questo paese non perdona!

Terza tappa è il nostro primo ghiacciaio della terra dei ghiacci: il Mýrdalsjökull. Decidiamo di avvicinarlo dalla lingua glaciale chiamata Solheimakokull che è una delle più accessibili (4,2 km dalla ring road). Infatti dopo una breve camminata (800 mt – 10 min) arriviamo in vista di un lago con all’interno alcuni grossi iceberg. Dietro si stagliano montagnette verdi ed un grande ghiacciaio coperto in parte da detriti lavici in quanto questo ghiacciaio nasconde Il vulcano dormiente Katla. La prima cosa che mi colpisce è la bassissima altitudine di questo ghiacciaio, non come quello a cui siamo abituati in Italia.

Facciamo qualche passo sul ghiaccio per ammirare il lago dall’alto.

Proseguendo lungo la ring road arriviamo a Dyrhólaey, un farò a picco su un faraglione di pietra. A destra e a sinistra in questo sperone di roccia ci sono delle spiagge di sabbia nera, davvero suggestivo. I faraglioni si gettano in acqua creando degli archi e dei grandi “oblò “ di pietra con vista sull’oceano.

Facciamo una lunga passeggiata per arrivare fino ad una delle spiagge nere (Hjörleifshöfði).

La tappa successiva è la prima cottadina della ring road: Vik. Qui troviamo un supermercato (l’unico che incontreremo per centinaia di chilometri) dove ci riforniamo di ogni genere provviste per i nostri prossimi pranzi e cene. Secondo step molto importante, la benzina: qui ogni volta che si incontra un benzinaio bisogna ricordarsi di fare benzina, rischio di rimanere a secco nel bel mezzo del nulla.

È ora di cercare un luogo dove piantare la tenda stanotte. Ci inoltriamo su delle stradine di campagna in direzione del Brennisteinsalda, nostra prima tappa di domani, e troviamo una vecchia fattoria aperta ma abbandonata in cui ci avventuriamo e decidiamo di piantare la tenda nel prato antistante.

Concludiamo (o meglio pensiamo di concludere) la giornata con una bellissima cena in compagnia di Ila e dei suoi amici provando le prime specialità culinarie dell’Islanda.

Ed ecco che arriva la parte più impegnativa di tutta la giornata: montare la tenda con raffiche di 50 nodi di vento al buio: non una saggia idea da lupetto!!

Per fortuna la vista al risveglio ha più che compensato lo sforzo!

Km: 450

Notte: vicino a Hrifunes

Voti:

Seljalandsfoss: ⭐️⭐️⭐️ 3,5/5

Skógafoss: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 3,8/5

Solheimakokull: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 3,8/5

Dyrhólaey: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,3/5

I voti sono dati cercando di comparare i luoghi visti all’interno dello stesso viaggio.

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