Dopo una notte in piena bufera, ci alziamo intirizzite, smontiamo la tenda e partiamo in direzione di Brennisteinsalda. La strada (F208 sud) è davvero mozzafiato: passiamo attraverso campi di lava con buffe formazioni che sembrano funghi, prati verdissimi con fiumiciattoli, montagne con tantissimi gradazioni di rosso e marrone, davvero eccezionale.
Dopo un’ora abbondante di strada arriviamo ad un primo guado dove per fortuna un turista francese ci dà delle indicazioni per attraversarlo ma rimane un po’ scettico sulla nostra macchina a suo dire un po’ bassa e senza marce ridotte per i guadi successivi. Infatti ci distanziano dalla meta una decina di guadi sempre più profondi e complessi da attraversare. Dopo qualche riflessione, a malincuore, facciamo marcia indietro sapendo che potremo comunque raggiungere la nostra metà attraverso un’altra strada da nord (F208 nord).



Nonostante questo la strada è stata talmente bella che è valsa il viaggio. Ritorniamo sulla ring road, e proseguiamo verso est, deviando di 3 km a nord, verso il canyon Fjaðrárgljúfur diventato famoso perché Justin Bieber ci ha girato un videoclip. Questo canyon è stato chiuso al pubblico per molto tempo per gli impatti del turismo ma per nostra fortuna ha riaperto a giugno di quest’anno. Camminiamo per mezz’oretta addentrandoci nel canyon che visto dall’alto fa davvero impressione.

Cerchiamo poi un posto per pranzare ma capiamo subito che dopo le due è impossibile. Per fortuna abbiamo le nostre scorte e ci facciamo due panini che mangiamo in macchina.
Entriamo nel parco di Skaftafell. Oltrepassiamo, ma solo momentaneamente, l’immenso ghiacciaio di Vatnajökull e proseguiamo fino alla laguna glaciale di Jökulsárlón. Questa laguna di 25 kmq è diventata estremamente turistica perché immensi pezzi ghiaccio si staccano dal ghiacciaio, navigano nella laguna e si gettano in mare attraverso un fiumiciattolo, creando effetti molto scenografici. Possono metterci fino a 5 anni ad entrare nell’Atlantico. Bisogna sapere che gli iceberg possono essere più azzurri o più bianchi a seconda dell’età del ghiaccio. Infatti più il ghiaccio è antico più è complesso e più risulterà azzurro ai nostri occhi. Dobbiamo ammettere che nonostante i turisti l’impatto è davvero unico. Fa impressione anche pensare che fino agli anni ‘30 questa laguna non esisteva e il ghiacciaio arrivava fino alla ring road. Si sta ritirando 500 m all’anno, creando una laguna sempre più grande.


Camminiamo fino alla spiaggia nera, la Diamond Beach, dove gli iceberg spinti dal fiume nel mare, vengono spinti nuovamente sulla spiaggia dalle onde. In questo momento ci sono tanti iceberg nel mare ma la forza delle onde non riesce a spingerli sulla spiaggia. In compenso ci sono un sacco di foche che giocano fra gli iceberg. Ri-incrociamo Ila e ci scambiamo le prime impressioni di viaggio.

Purtroppo intorno a questo lago ghiacciato non si può più campeggiare quindi cerchiamo un altro posto dove passare la notte. Torniamo un poco indietro ad una seconda laguna, Fjallsárlón, forse un po’ meno famosa ma sperando di trovare un angolino nascosto dove montare la tenda. La laguna e il ghiacciaio davanti a cui ci troviamo sono a nostro parere ancora più spettacolari del precedente.



In lontananza sulla collina antistante la laguna vediamo delle jeep e cerchiamo un modo per raggiungerle. Imbocchiamo una stradina secondaria non segnalata e dopo 15 min di sterrato raggiungiamo proprio il punto che avevamo identificato dal basso: è perfetto. Troviamo un angolo riparato dal vento ma vista ghiacciaio dove montare la tenda. Ci godiamo quindi uno splendido aperitivo con i rombi di enormi serraccate che si staccano dal ghiacciaio e finiscono nella laguna.

Km: 250
Notte: Fjallsárlón
Voti:
Brennisteinsalda per ora solo la strada sud per arrivarci: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,1/5
Fjaðrárgljúfur: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,4/5
Jökulsárlón: ⭐️⭐️⭐️⭐️ ⭐️ 4,6/5
Fjallsárlón: ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,6/5