La mattina inizia con una colazione coccola nella fattoria-museo di Glaumbaer, a 8 km a nord della ring road. Questa antica fattoria, che risale al XVIII secolo, è fatta di casette con il tetto coperto di erba, piene di attrezzi ed utensili dell’epoca. Nella casa più grande si trovano tante salette da té che sembrano quelle delle bambole. Mangiamo tre specialità locali: un pane fritto con salmone, una specie di crêpes con crema e marmellata, una torta di skyr, lo yogurt locale. Questo breve tour è valso veramente la pena.



Riprendiamo la ring road verso ovest e dopo poco più di un’ora lasciamo la strada principale (15 min verso sud) per raggiungere il canyon di Kolugljúfur. Questo breve detour ci porta su un ponte da cui è possibile ammirare un canyon incredibile con tre piccole cascate subito sopra. Tira un vento tale che facciamo fatica a stare in piedi e ci teniamo ben distanti dalle pareti del canyon che ancora una volta sono prive di protezioni.


Ritorniamo sulla strada 1 e continuiamo ancora verso ovest per un’altra oretta. Raggiungiamo così l’intersezione con la strada 68 che ci porta verso i fiordi occidentali (West Fjordur).
La nostra meta è Ísafjörður e per raggiungerlo da sud bisogna superare prima 5 fiordi, alcuni salendo e scendendo da passi di montagna, altri seguendo tutta la costa lungo il fiordo. Anche se potremmo aspettarceli tutti molto simili, in realtà ciascuno ha caratteristiche peculiari che rendono il viaggio molto interessante. Purtroppo il tempo non è particolarmente bello; in cima ad un passo addirittura ci troviamo avvolti in una nebbia fittissima e dobbiamo procedere a passo d’uomo sulla strada sterrata. Per fortuna tira sempre vento molto forte per cui al fiordo successivo ritroviamo un po’ di visibilità.


Facciamo una pausa in un delizioso caffè a Sudavik che sembra essere l’unico luogo abitato nell’arco di molti chilometri. Il caffè Litlibaer è una piccola casetta arroccata subito a monte della strada 68 in cui al piano di sotto ci sono due piccole salette da tè e al piano di sopra due stanze con antichi oggetti della storia della casa. Nonostante l’ora di chiusura (17) sia passata da mezz’ora, i proprietari gentilissimi ci accolgono con un sorriso e ci rifocilliamo con una tazza di tè e un waffle con la tipica marmellata di rabarbaro. Questo frutto infatti è uno dei pochi che cresce in Islanda tutto l’anno.


Subito più a nord del caffè c’è una spiaggia dove spesso si possono avvistare le foche. Noi non le vediamo, ma forse anche loro con questo tempo non hanno voglia di stare in spiaggia!
Arriviamo ad Ísafjörður. Anche se all’inizio questo paesotto sembra abbastanza insignificante, in realtà ha una caratteristica molto particolare. Addentrandoci nel paese verso il mare, troviamo il quartiere antico fatto con case interamente coperte di lamiera colorata.


Subito dopo Ísafjörður, si trova un tunnel (Vestfjarðagöng) lungo 9 km che collega questa città a due altre città: Flateyri a sud e Suðureyri a ovest. La sua peculiarità, unica al mondo, è quella di essere composto da 3 gallerie che si congiungono in un’intersezione a T circa a metà del tragitto più lungo. Inoltre quando il tunnel si divide in due rami diventa mono corsia. Di conseguenza, ogni volta che si vedono dei fari il lontananza bisogna accostarsi in una delle piazzole laterali e far passare l’altra macchina per poi ripartire. I primi metri fanno decisamente paura, poi si prende confidenza e tutto fila liscio!
Arriviamo al Flateyri, piccolissimo paese di pescatori, dove dormiamo in una deliziosa guesthouse nel cuore del paese.
Km: 550
Notte: Flateyri
Voti:
Glaumbaer: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,3/5
Kolugljúfur: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 3,9/5
Ísafjörður: ⭐️⭐️⭐️ 3,2/5
Flateyri: ⭐️⭐️⭐️ 3,3/5