Islanda Westfjords – giorno 8

I prossimi due giorni sono dedicati alla scoperta di questa terra ai confini dell’Islanda. Dalle prime impressioni, questa terra sembra tanto desolata quanto fredda. In realtà, la padrona della guesthouse ci dice che anche d’inverno la temperatura non scende sotto i -10 e che sono già due inverni che non cade quasi neve. Ce lo dice con un pizzico di rammarico perché quando c’è abbastanza neve, uno dei divertimenti invernali della zona è salire in cima alle montagne circostanti con le macchine con le ruote chiodate!

Partiamo da Flateyri e ci dirigiamo verso sud tagliando la prima lingua di terra e arrivando a Thingeyri.

Da qui parte una bellissima strada fattibile solo con 4 × 4 che porta alla punta del fiordo (Svalvogar) con meravigliose viste a picco sull’acqua. La strada è fattibile solo con 4 × 4 non troppo leggero, attenzione ai dirupi e ad eventuali macchine nell’altro senso. Non mi ci avventurerei con maltempo. Il navigatore ci manda oltre il faro ma non c’è niente di particolare, il punto più bello è al faro.

Ritorniamo indietro e scendiamo sul fiordo successivo (Borgarfjiordur). Qui nell’insenatura del fiordo si trova una maestosa cascata (Dynjandi), la più larga del paese, che sembra quasi un albero di Natale di cascate. Saliamo a vederla da vicino.

Scendendo ancora a sud, proprio in fondo al fiordo sud Sudurfirdir passiamo davanti alla pozza calda di Reykjaefjardarlaug. Non ci fermiamo perché la vista non ci sembra eccezionale. Proseguiamo fino a Bildudalur da cui parte un lungo sterrato (molto più largo e facile del precedente) che porta fino alla punta del fiordo. Qui il panorama cambia totalmente perché tutta la costa è formata da spiagge di sabbia bianca. Ci fermiamo in una spiaggia a fare quattro passi.

Lo sterrato finisce in un piccolo paese (Sélardalur)dove da un lato c’è una fattoria di un artista islandese (era chiusa quindi non abbiamo potuto visitarla) e verso il mare invece una chiesetta, due casette ed un faro. Facciamo un breve giro ma la cosa veramente interessante sono i paesaggi lungo la strada.

Decidiamo di fermarci a dormire a Tálknafjordur. La cittadina non è davvero niente speciale, anch’essa si sostenta con la pesca. Nel centro del paese c’è un enorme frigo con del pesce fresco in vendita in self service.

10 minuti più a nord c’è la pozza calda di Pollurinn. Decidiamo di andarci per l’aperitivo. Compriamo due birre al bar – al supermercato infatti in Islanda non è consentita la vendita di bevande con tasso alcolico superiore a 2,25% quindi si trovano solo birre “annacquate”.

Queste piscine termali sono leggermente sopra al livello della strada e hanno la vista a picco sul fiordo. Sono composte da quattro vasche di temperature diverse: la più calda è talmente bollente che non riusciamo a starci dentro. Ci accorgiamo subito che questo sito è frequentato quasi solo da locali che arrivano qui direttamente in accappatoio e ciabatte, si rilassano nelle pozze calde, si fanno la doccia e tornano a casa in accappatoio! Ci mettiamo nella vasca più grande e dopo una mezz’oretta ci ritroviamo con la vasca tutta per noi e possiamo goderci un magnifico aperitivo con il sole che tramonta nell’acqua proprio davanti a noi.

Km: 130

Notte: Tálknafjordur

Voti:

Svalvogar (strada per): ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,5/5

Dynjandi: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,3/5

Sélardalur (strada per): ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,1/5

Pollurinn: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,3/5

I voti sono dati cercando di comparare i luoghi visti all’interno dello stesso viaggio.

Lascia un commento