Islanda Westfjords – giorno 9

Ultimo giorno dei fiordi occidentali, ci dedichiamo alla lingua di terra più a ovest del paese. Da Tálknafjordur scendiamo ancora a sud. Prima facciamo un breve stop a Patreksfjordur dove c’è un supermercato con panetteria (Albína) proprio all’inizio del paese. Circumnavighiamo il fiordo ed entriamo nella penisola di Látrabjarg. Qui le spiagge hanno 1000 sfumature oro, rosa, nere.

Ci fermiamo alla spiaggia di Breidavik, sicuramente una delle più belle spiagge del paese. Qui c’è un hotel e un camping. Con un caffè fumante fra le mani, facciamo una lunga passeggiata sulla spiaggia deserta.

La strada prosegue ancora verso ovest fino ad una scogliera incredibile: la scogliera di Látrabjarg. Queste scogliere, che fiancheggiano il faro di Bjargtangar, si estendono per 12 km con un’altezza che va da 40 a 400 m. Camminiamo fino in cima alla scogliera da cui possiamo ammirare le pareti di roccia perfettamente verticali che si gettano nel mare. Nelle insenature migliaia di gabbiani e altri uccelli vengono a deporre le uova e quando ci si avvicina si sente un rumore assordante.

Riprendiamo la strada verso est e facciamo ancora un passo di montagna per scendere verso la baia di Raudasandur. Questa baia è l’emblema della pace: c’è la bassamarea quindi si crea una specie di laguna dove nulla si muove. Grazie alla lingua di sabbia uscita con la bassamarea si può camminare fino alle scogliere dall’altra parte della baia dove spesso sonnecchiano le foche!

Finalmente c’è il sole ed una piacevole temperatura, ci godiamo il pranzo sulla terrazza del French Café mangiando una buonissima zuppa e il tradizionale pane non lievitato con salmerino affumicato.

Proseguiamo ancora verso est perché stasera lasciamo i fiordi occidentali su un traghetto che collega Brjáslaekur con Stykkishólmur, sulla penisola di Snaefellsnes. Prima di imbarcarci, ci godiamo un bagno in un’altra pozza calda: Hellulaug. Questa pozza, a differenza di quelle di ieri, è ricavata in un’insenatura naturale di pietra in riva all’oceano. Con l’alta marea si può fare il bagno nell’oceano e poi scaldarsi nella pozza. Purtroppo quando arriviamo noi c’è bassa marea e la spiaggia è coperta di alghe quindi preferiamo restare nella pozza.

Mentre siamo a mollo nell’acqua calda ripensiamo ai tre giorni passati e ai paesaggi che abbiamo visto. La cosa che più mi ha colpito dei Westfjords è la varietà dei paesaggi, l’incontaminazione della natura, l’assenza quasi totale di turisti. Certo ci sono alcune difficoltà in più nel visitare questi posti: le strade sono quasi tutte sterrate e anche quelle asfaltate sono spesso strette e ripide, bisogna stare attenti alla benzina perché ci sono pochissimi benzinai, ristoranti e bar quasi inesistenti…ma forse sono anche queste cose a rendere questi posti così speciali!

Prendiamo il traghetto che, facendo una breve sosta all’isola di Flatey, in poco più di 2h30 ci porta a Stykkishólmur. L’ultima parte del viaggio è davvero scenografica perché il mare è puntellato da migliaia di isolotti di roccia di tutte le dimensioni.

Restiamo subito a fascinate dal paesino di Stykkishólmur, forse il più carino visto fino ad ora.

Arriviamo alla nostra guesthouse che dista solo qualche minuto dal porto. Ci troviamo davanti ad una casetta tutta in legno, a due piani, nello stile tipico delle case dei pescatori. All’interno ogni centimetro è occupato da oggetti di qualunque tipo. Il proprietario, un omaccione barbuto dal sorriso bonario, ci accoglie calorosamente.

Km: 220

Notte: Stykkishólmur

Voti:

Breidavik: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4/5

Scogliera di Látrabjarg: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,4/5

Raudasandur: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,4/5

Hellulaug: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 3,9/5

Stykkishólmur: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4/5

I voti sono dati cercando di comparare i luoghi visti all’interno dello stesso viaggio.

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