Islanda Pensiola di Snaefellsnes – giorno 10

Oggi visitiamo la penisola di Snaefellsnes. Dicono che questa penisola rappresenti l’Islanda in miniatura: qui infatti possiamo trovare vulcani, montagne e ghiacciai, spiagge nere, foche ed uccelli marini,…

La prima tappa è il museo dello squalo. Infatti, una delle specialità culinarie più particolari di questo paese è lo squalo putrefatto (Hakarl) ed é proprio in questa fabbrica familiare che viene preparato. Nell’oceano intorno alla Groenlandia ed all’Islanda vive un particolare tipo di squalo che, per sopravvivere alle rigide temperature dell’acqua, all’interno della sua carne contiene un acido – la stessa molecola del liquidò antigelo che mettiamo nella macchina – che lo protegge dal freddo. Per questo motivo la sua carne, se mangiata fresca, è altamente tossica. Quando gli islandesi se ne sono accorti, hanno cominciato ad utilizzare solo il fegato di questo cetaceo per produrre olio da combustione, per utilizzo locale e da esportazione. La carne, non utilizzata, veniva seppellita sotto la sabbia. In tempo di carestia, si dice che qualcuno abbia ritrovato della carne di squalo rimasta per lunghi mesi sotto la sabbia e che, colto dalla fame, abbia provato a mangiarla e che questa non sia risultata più tossica. Da qui è nato il processo di fermentazione che ancora oggi viene utilizzato per rendere commestibile questa carne. Quando i pescherecci di Reykjavik trovano uno di questi squali nelle loro reti, pescato per sbaglio, lo vendono a questi produttori. La caccia di questo squalo infatti è ormai vietata. La carne di questo squalo viene tagliata a pezzi e lasciata in una cassa di legno per sei settimane. Durante questo primo periodo l’acido inizia ad evaporare. In seguito la carne viene appesa ad essiccare per circa sei mesi. L’acido forma intorno alla carne una specie di crosta che permette alla carne per rimanere morbida e all’ammoniaca di evaporare. Il risultato è un alimento estremamente ricco di vitamine, proteine, sali minerali, Omega3, con un caratteristico retrogusto di ammoniaca. Oggi gli islandesi mangiano pezzettini di questa carne di squalo come snack con il pane nero e il brennivin (vodka locale).

Con un po’ di apprensione – data dai terribili racconti di chi ha già provato questa delicacy locale – assaggiamo anche noi lo squalo. ne siamo piacevolmente sorprese. Il sapore inizialmente è abbastanza neutro per poi lasciare un retrogusto di formaggio erborinato (ovvero con la muffa).

Seconda tappa è la Kirkjufell Mountain, nel Grundafjördur, la montagna più Instagrammata dell’Islanda e divenuta particolarmente famosa perché appare in molte scene di Game of Thrones. Effettivamente vista da dietro alle cascatelle sulla sx della strada è molto scenografica!

Arriviamo sulla punta della penisola, dove inizia il parco nazionale dello Snaefellsjökull. Subito prima di entrare nel parco, facciamo un giretto per Hellisandur, un bizzarro villaggio di pescatori trasformato in “museo” di street art in quanto tantissime case sono coperte da murales.

Ci fermiamo per un breve spuntino sulla spiaggia di Skarðsvík, all’inizio della strada sterrata. Mentre guardiamo il mare a poche decine di metri dalla spiaggia ecco spuntare un enorme pinna di una balena. Per niente spaventata la balena fa lunghi giri molto vicina riva per poi allontanarsi e ritornare verso la costa: rimaniamo affascinate dai suoi movimenti così vicino a noi!

Qui due strade sterrate portano al faro e a delle scogliere. Facciamo il breve tratto di sterrato per arrivare al faro (Öndverðarnes lighthouse). La vista è bella ma niente di pazzesco.

Scendiamo a sud fino alla spiaggia nera di Djúpalón. Lasciamo la macchina in cima alla scogliera e scendiamo per una bella passeggiata sui ciottoli neri, in mezzo a formazioni rocciose che prendono (si dice) sembianze di elfi e troll.

Usciamo dal parco ed arriviamo a Hellnar. Qui ci fermiamo a mangiare una buonissima zuppa di pesce al Fjöruhúsið café, in riva al mare.

Proseguiamo con una passeggiata lungo la costa per arrivare fino ad Arnarstapi. In questo tratto infatti c’è un facile sentiero in cima ai faraglioni, da cui si gode di un bellissimo panorama, che collega i due paesi. Camminiamo fino al porto di Arnarstapi (45 min andata) e ritorniamo poi verso Hellnar passando per il centro di Arnarstapi e tagliano poi di nuovo sulla costa.

Finiamo la nostra giornata con un hot tub rigenerante con vista sull’oceano!

Km: 200

Notte: nei pressi di Budir

Voti:

Bjarnarhöfn Shark museum (Hakarl): ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,2/5

Kirkjufell Mountain: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4/5

Hellisandur: ⭐️⭐️⭐️ 3,4/5

Skarðsvíkg: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4/5

Öndverðarnes lighthouse: ⭐️⭐️⭐️ 3,4/5

Djúpalón: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 3,9/5

Hellnar: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4/5

Arnarstapi: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4/5

I voti sono dati cercando di comparare i luoghi visti all’interno dello stesso viaggio.

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