Dopo una notte gelata ma che più gelata non si può (non riuscivo neanche a prendere sonno da tanto ero congelata) finalmente (!) suona la sveglia (alle 5.30) per vedere l’alba…ma l’alba è in ritardo (o Google e i locali si sbagliano entrambi)…rimandiamo la sveglia un po’ di volte finché alle 6.30 inizia a fare chiaro. Sentiamo un grido, ci precipitiamo fuori…si vede l’Annapurna!!

Dopo pochi minuti appare il primo raggio di sole che illumina la cima e rapidamente la luce scende e bagna di rosa il nostro 8000!
È un’emozione fortissima dopo la lunga e agognata attesa!!
Ci godiamo il momento con una tazza di hot water and lemon (diventato un grande classico della vacanza) in mano per scaldarci.

Iniziamo la discesa che ci riporterà a Birethanti. Naturalmente ci aspetta una lunghissima serie di rampe di scalini…ma non solo: quasi alla fine del percorso a piedi, troviamo un lunghissimo ponte tibetano di 287 metri da attraversare!

Anche al ritorno attraversiamo gruppetti di case con Tea shops e guest houses. In alta stagione questo posto deve essere davvero affollato. Mi ritengo molto fortunata (e dopo il freddo di stanotte capisco perché!) ad essere venuta in un momento di bassa stagione per le grandi scalate.
Questo momento di maggiore tranquillità ci permette anche di goderci la bellezza di tanti gesti quotidiani degli abitanti di questi monti.




Dopo il ponte tibetano l’adrenalina non fa in tempo a scendere che si riparte con un viaggio in jeep su una strada a dire poco dissestata per cui fatichiamo a stare incollati ai sedili. Il viaggio in jeep dura la bellezza di 1h30…ma scrolloni a parte, almeno c’è un bel tepore.
Arrivati a Birethanti riprendiamo il nostro pulmino e torniamo a Pokhara.
Qui andiamo a vedere lo Shanti Stupa, ovvero il World Peace stupa. Dopo altri 10 minuti di scale (è il leit motiv del viaggio) arriviamo in cima. Purtroppo è tornata un po’ di foschia se no ci sarebbe una vista stupenda sulle montagne, ma vediamo il bel lago di Pokhara e la città dall’alto.


Scopriamo in questo momento che la guida che ci ha accompagnato in questi giorni è un monaco buddista quindi ci guida nel fare i giri di preghiera intorno allo stupa e ci chiede una intenzione per la pace da pregare tutti insieme.
Dopo un pranzo a base di momo (i tipici ravioli al vapore), ci coccoliamo con un massaggio Ayurveda, una lunga doccia bollente e un giretto per Pokhara prima di cena.