Dato che le ultime giornate sono state troppo poco “di scoperta” per i miei standard, oggi ho deciso di spingermi un po’ più in là ed andare a scoprire Nusa Penida, un isolotto abbastanza grande a sud est di Bali, conosciuto per i suoi faraglioni a picco sul mare e le sue spiagge bianche.

L’organizzazione è stata veramente facilissima: ho contattato via whatsapp ieri nel tardo pomeriggio Yande che organizza Bali Friend Tour chiedendo se avevano un day tour per Nusa Penida per l’indomani e in 15 min mi ha mandato il programma, il preventivo (80€ tutto incluso) e l’appuntamento con il driver che mi è venuto a prendere sotto casa alle 6.30.
Da Canggu al porto di Sanur sono circa 45 min di macchina (a quell’ora); una volta arrivati, il driver mi ha portato agli uffici della compagnia Axe Stone dove ho pagato il tour e ricevuto i biglietti per la speed boat. Lì ho iniziato a preoccuparmi per il numero di turisti che mi circondavano però devo ammettere che tutto il flusso è stato gestito con un’efficienza impressionante!
La speed boat in 35min ci ha portato sull’isola dove mi aspettava un altro driver, Putu, che è stato il mio compagno di avventure di oggi!

La prima tappa è stata la Angel’s Billabong, una piscina naturale rialzata rispetto al livello del mare che si insinua all’interno dei faraglioni e che si riempie quando arrivano le onde più grandi. Con il sole riflette dei colori stupendi e le rocce intorno sembrano proprio proteggerla.



Da lì, a piedi, ci si dirige alla Broken Beach. Ci = io e lo stuolo di persone che stanno facendo esattamente il mio giro con lo stampino! Chiedo a Putu se è sempre così e mi conferma che, tranne da febbraio a maggio, ovvero nella stagione delle piogge, il turismo è sempre molto forte, sopratutto dall’India (secondo lui circa 50% dei turisti), da altri paesi asiatici e dall’australi (10%). La Broken Beach è un bellissimo faraglione in cui si è aperto un arco che lascia entrare l’acqua e quindi anche qui si è creata una specie di piscina naturale. I “CI” fanno foto all’impazzata e anche Putu mi chiede se voglio qualche scatto: ho capito che fa proprio parte dei ruoli delle guide che praticamente hanno un master in fotografia su iPhone e si scambiano i consigli per le migliori angolazioni e le impostazioni dei diversi modelli di telefono…io, che rinomatamente aaaaaaamo farmi fotografare, rimango basita e ad ogni angolo devo fermarlo al centesimo scatto (e ora mi toccherà pure selezionare la meno peggio…cosa che forse odio più che farmele scattare!!)



All’uscita mi rendo conto che l’astuto Putu (non ho ancora capito come) è riuscito a farmi evitare una coda all’ingresso del parcheggio che ad occhio e croce durerà 1oretta! Lo ringrazio e ripartiamo (lentamente incolonnati con altre macchine) verso Kelingking, il posto in assoluto più spettacolare che abbia visto! Anche questo è un faraglione a picco sul mare che dicono abbia la forma di un T-Rex – ma ci vuole un po’ di immaginazione! Il faraglione è più chiaro di quelli di prima e sotto c’è una meravigliosa spiaggia bianca da cartolina!



Mangio dei noodles in un posto lungo la strada, incluso nel tour, diciamo che mi hanno tolto la fame, non di più! Ripartiamo verso nord. Le strade sono tutte molto strette, motivo per cui in molti punti si va a sensi di marcia alterni e si crea coda. Sono però anche molto belle perché costeggiate da canne di bambù votive, piegate e decorate, che servono per le cerimonie induiste (si chiamano Benjor) e tutto intorno è pieno di palme e di altri alberi.

Ultima tappa del tour è la Crystal Beach, una vera spiaggia da cui è possibile fare il bagno, con davanti dei faraglioni verdi che emergono dall’acqua (mi ricorda un po’ la Thailandia). Faccio giusto in tempo a mettere giù l’asciugamano e a fare due foto sperando di rilassarmi un po’ …che mi accorgo di non avere più la borsa con il passaporto. Mi parte il panico, recupero asciugamano e zaino e corro a cercare Putu: ci sono decine di driver che aspettano i loro clienti ma si sparge la voce in un attimo e tutti si attivano per aiutarmi. Trovo Putu e mi faccio accompagnare alla macchina: per fortuna, la borsa era solo scivolata sul lato del sedile ed era al sicuro!
Ora riesco a godermi la mia oretta di spiaggia e nuotate (la foto non rende giustizia al posto ma è stato il momento in cui mi sono resa conto di non avere più la borsa).

Alle 4 rientriamo al porto di Nusa Penida, riprendo la speed boat e rientro a Bali. A parte il gran numero di turisti, l’isola mi è piaciuta molto e consiglierei di dormirci una notte in modo da avere modo di andare anche nella parte est dell’isola, oltre che riuscire a visitare questi luoghi prima dell’arrivo dei daily Tours da Bali!
Bagnetto in piscina, cena rapida nel ristorantino davanti a casa e nanna che la sveglia è puntata a mezzanotte e mezza per partire per il trek dell’alba al monte Batur!