La notte è molto molto breve quando ci si alza a mezzanotte e mezza ma naturalmente ho dormito abbastanza per rimanere sveglia come un grillo in macchina. La cosa bella è che non c’è traffico!
In un paio d’ore raggiungiamo il – così chiamato – Campo Base del Mont Batur, un vulcano di 1.700mt d’altezza. Ci danno una mini colazione, un caffè e una specie di crepe molto sottile con qualche fetttina di banana e ripartiamo in macchina. Il campo base (ancora di più mi fa ridere che gli abbiano dato questo nome) non è alle pendici del vulcano ma su un altro monte quindi saliamo e scendiamo per strade ripide fino ad arrivare veramente alle pendici del nostro vulcano. Fa freddo…sono felice di incominciare a camminare.


Siamo un piccolo gruppo di 5 italiani, tutti giovani e, forse per il freddo, forse per superare un gruppo di francesi, partiamo con un passo molto sostenuto, quasi di corsa. Dentro di me penso che ci schianteremo dopo 20 min…invece il gruppo tiene il passo, sorprendendo anche la guida. La strada che percorriamo è una via di mezzo fra un sentiero e una carrozzabile sterrata. Camminiamo con le torce in mano, ogni tanto passa un motorino o una moto da cross che trasporta in cima qualcuno che non riesce a camminare.
1h30 (invece di 2h previste) e 700mt di dislivello dopo siamo in vetta…l’alba è ancora lontana, ci sediamo ad aspettare. La guida ci porta pane e banana è una tazza di the fumante ma, nonostante abbia addosso una maglietta asciutta, un golf, una giacca ed il guscio, fa sempre più freddo ed, tremante, affitto (per 3€) una coperta da avvolgermi intorno. Ci sono anche qui tanti turisti (la guida dice un migliaio) ma per fortuna la nostra guida ci ha fatto fare la strada più ripida ma siamo saliti senza nessun’altra e arrivando presto abbiamo trovato un posticino ideale per goderci l’alba.


C’è una stellata perfetta con solo uno spicchietto di luna che permette di godersi lo spettacolo ancora meglio! Verso le 6 il cielo inizia a schiarire e intorno spuntano Monti, vulcani, un lago ed il mare! Come per il tramonto, il sole sorge molto rapidamente e nel giro di mezz’ora è già alto nel cielo e finalmente ci scalda. Il tempo era perfetto, qualche nuvoletta ha reso i colori ancora più accesi ed è sempre una grande emozione per me vedere l’alba.





Riprendiamo il sentiero e scendiamo a valle in meno di 1h. È ora di andarsi a riposare in spiaggia: la macchina punta a sud ed in poco più di 2h arriviamo alla punta più a sud di Bali, il promontorio di Uluwatu. La spiaggia di oggi si chiama Karma Kandara e appena metto il naso dentro alla porta del beach club capisco che sia una delle più belle spiagge che ho mai visto! Uluwatu è un promontorio alto sul mare con scogliere a picco sull’acqua. Infatti dall’ingresso a livello della strada, per arrivare alla spiaggia prendiamo una piccola funicolare che ci porta al livello del mare. La sabbia è bianca, l’acqua cristallina, il reef è a 200 mt dalla spiaggia e fa frangere le grandi onde dell’oceano rendendo l’acqua vicino alla spiaggia molto tranquilla e il bagno molto piacevole. Nonostante non arrivino le onde è pazzesca la corrente che si forma in vortici e ti sposta senza che neanche ci se ne accorga.




Passiamo la giornata in relax in questa meraviglia di posto. Per l’aperitivo ci spostiamo sulla punta più ad ovest del promontorio di Uluwatu, al Single Fin Bali, una terrazza a sbalzo su uno degli spot più amati dai surfisti di tutto il mondo (Uluwatu Beach). Nonostante una dispettosissima scimmia sia saltata sul bancone e mi abbia rubato il cocktail (e l’abbia scaraventato giù dal tetto!) ci godiamo un meraviglioso tramonto.


