La mattina inizia provando un altro centro yoga – Radiantly Alive Canggu – dove faccio una pratica di Power Yoga. Il centro è molto bello ma il contesto è un filo meno tipico (sotto alla sala della pratica invece di un giardinetto con Buddha e ruscelletti c’è un moderno spazio di coworking). Una volta saliti però ci si ritrova in una grande sala aperta sui lati con un bellissimo tetto di bambù sotto cui cantano gli uccellini.
Lo yogi che ci guida è un giovane ragazzo australiano molto simpatico che ci mette alla prova con quasi 2h di pratica. Esco stravolta ma allo stesso tempo piena di energia!


Dopo un abbondante, guadagnato, avocado toast, torno a casa, bagnetto in piscina e preparo le valige: si va a Ubud!

Saluto il mio amico che mi ha gentilmente ospitato e che deve tornare a Singapore e chiamo un Grab (ma macchina questa volta, non motorino!). Il viaggio dura meno di 1h30, nonostante un po’ di solito traffico.
Arrivo in un parcheggio dove mi viene a prendere una persona dello staff in motorino perché l’hotel è in mezzo alle risaie e non c’è accesso per le macchine: già mi piace! Dal mio letto, vedo le risaie attraverso un grandissima vetrata. Questo posto infonde tranquillità e mi rimanda l’immagine di Bali che avevo nella mia immaginazione.


Esco subito in esplorazione di Ubud. L’hotel, nonostante sia circondato da risaie, è a 10 min a piedi dal centro. Le strade principali sono trafficate e rumorose anche qui ma ci sono tante viettine laterali molto più tranquille piene di ristorantini carini e negozietti. Faccio un lungo giro di perlustrazione e poi mi fermo in un ristorante delizioso, in un cortile interno che sembra un tempietto (In Da Compound Warung). Mangio un piatto tipico balinese che è un insieme di piattini tutti diversi, serviti in foglie di banano in cui riconosco del riso, un piccolo curry, un’insalata di germogli di soia, delle frittelle di verdura, degli spiedini di tofu e delle cose fritte fatte con gli arachidi che non riesco meglio a decifrare.
