Quest’anno meta un po’ più insolita: Uzbekistan. Ad essere onesta fino ad 1 mese avrei fatto fatica a posizionare questo paese sulla cartina geografica…e a distinguerlo da tutti gli altri “…stan” della zona (Tagikistan, Turkmenistan, Kirghizistan, …).
Per chi fa fatica come me ci sono un paio di riferimenti che dovrebbero aiutare: ex paese del URSS indipendente dalla caduta del regime nel 1991, situato in quel pezzo di terra fra il mar Caspio e la Cina, stato di Samarcanda e Bukhara città chiave dell’antica via della seta.
La scelta della meta e il fatto di partire con WeRoad, sono stati frutto di una serie di coincidenze…ma questo di solito è solo che di buon auspicio!
Il viaggio da Milano a Tashkent (la capitale) con Turkish Airways prevede uno scalo a Istanbul quindi 2 voli da 3+4h circa. Unico inconveniente è che per massimizzare i giorni l’ho fatto di notte e, considerando 3h di fuso, ho dormito si e no 3h in tutta la notte! Ma naturalmente…non si molla!
Alle 9.30 del mattino siamo già in hotel ed usciamo subito per fare colazione. L’unico posto che sembra vendere qualcosa di commestibile (per noi) per questo pasto è una panetteria koreana. Inizia la fase del “ordino cose a caso perché non ho idea di cosa ci sia scritto e manco google translate mi aiuta”!
Subito dopo partiamo per il nostro primo walking tour alla scoperta di Tashkent.
Iniziamo dal museo di Arti Applicate dove vediamo la produzione dei manufatti artigianali tradizionali come abiti e copricapo tessuti e ricamati a mano, tappeti, oggetti di legno intarsiato, strumenti musicali,…



La seconda tappa è il grandissimo bazar Chorsu, composto da alcune strutture coperte e una grandissima area circostante con bancarelle all’aperto. L’ambiente dei bazar è sempre uno dei miei preferiti in assoluto in ogni città che visito e sono felice di girovagare a lungo fra banchi ricolmi di ogni bontà!






Nella parte della carne scopriamo che Tashkent è famosa per la carne di cavallo, poi vediamo come viene cotto il pane rotondo che accompagna ogni pasto degli uzbeki, lepioshka, spiaccicato contro le pareti di un forno a legna. Dopo averlo provato caldo (delizioso), assaggiamo le loro mandorle e una crema di grano cotto che assomiglia al caramello come vista e consistenza ma molto meno dolce e dicono essere una bomba di energia e vitamine (che mi servono tutte in questo momento)!




Ci dirigiamo verso il complesso di Hazrati Imam. In questo complesso ci sono un importante mausoleo, una vecchia scuola coranica oggi adibita alla vendita dell’artigianato, un museo in cui è conservato un corano originale del 7 secolo molto venerato, una moschea di medie dimensioni e una moschea gigante in fase di costruzione. Visitiamo tutto il complesso sotto un sole che incomincia a diventare molto caldo.




Ritorniamo al bazar per un pranzetto di street food locale. Iniziamo la scoperta dei piatti tipici: shashlik – gli spiedini di carne alla griglia – somsas- delle specie di panini lievitati con un ripieno di carne – plov – riso pilaf con verdure e carne, piatto nazionale – hasip – salsicce fatte con carne, fegato e riso – manty – ravioli al vapore di solito ripieni di carne – besbarmak – straccetti di pasta e carne di cavallo, tipico di Tashkent.


Nel pomeriggio oltrepassiamo il fiume e visitiamo la parte nuova della città – che poi neanche la prima ha l’aria molto storica dato che due grossi terremoti, uno nel ‘800 e l’altro nel ‘900 hanno praticamente raso tutto al suolo.
Camminiamo ai confini del meraviglioso parco del palazzo presidenziale. A fianco a questo c’è un parco pubblico curatissimo in cui è ospitato un mausoleo per i caduti della prima guerra mondiale. Alcune tavole in metallo raccolgono i loro nomi e una fiamma sempre accesa davanti ad una statua di una madre piangente tiene vivo il ricordo.

Vediamo anche il monumento alla libertà con delle grandi cicogne che fanno il loro nido in cima a delle colonne e finiamo il nostro tour con il monumento a Tamerlano, il grande condottiero mongolo, emiro di Samarcanda che portò splendore alla regione.


Ceniamo in un ristorante tipico in cui provo il plov…ma di frutta, con mele, albicocche, uvetta,…uno strano mix quasi a metà fra un salato e un dolce ma molto piacevole!
Felice di essere di nuovo in viaggio e molto fortunata ad aver trovato un gruppo di persone meravigliose con cui condividere questa avventura!

superinteresting!
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