Day 7 – Samarcanda

Dopo una fresca, breve, notte nella Yurta, riprendiamo il bus in direzione di Samarcanda. Nonostante i km siano poco più di 200, il viaggio dura più di 4 ore.

Appena rinfrescati in hotel, partiamo per una prima scoperta della città. Iniziamo dalla Moschea di Hazrat-Hizr, con il mausoleo di Islam Karimov, primo presidente uzbeko. La moschea si dice sia la più bella moschea attiva di Samarcanda…sicuramente la struttura esterna è bella ma dentro non è proprio niente di che (ed è pure super puzzolente…) quindi spero ne vedremo di più belle!

La seconda tappa è l’osservatorio di Mazar Ulugh Beg, nipote di Tamerlano, grande studioso che ha governato Samarcanda e ha dedicato gran parte della sua vita allo studio e alla diffusione della scienza, principalmente nella madrasa che fece costruire e che porta il suo nome. In questo osservatorio, del 1400, rimane parte di un enorme quadrante di 40 mt di raggio che era utilizzato per la misurazioni del mezzogiorno.

Facciamo una passeggiata nell’antico quartiere ebraico, dove sorge la sinagoga ancora oggi attiva nonostante siano rimasti in città non più di qualche centinaio di ebrei. Iniziamo la nostra passeggiata dal mausoleo di Abu Mansura Maturidi, famoso teologo islamico, che vediamo solo da fuori. Il quartiere ebraico è separato dalla zona delle meravigliose madrase del Registan da un alto muro ed è un dedalo di stradine, con strane traiettorie, ricurve, solo parzialmente asfaltate, con canali di scolo a cielo aperto, i tubi del gas che passano in bella vista sopra le nostre teste. I bimbi giocano per strada; anche qui si vede il melting pot etnico di questo paese, con tagiki, uzbeki, russi che giocano insieme a cui, in questo quartiere decisamente più povero, si aggiungono gli zingari, che anche qui sembrano più isolati fra loro. In questo momento stanno rifacendo le tubature cittadine dell’acqua in questa zona quindi le persone vanno ad attingere l’acqua con dei boccioni di plastica da pozzi esterni.

Stasera facciamo una cooking class per imparare a cucinare il plov, piatto nazionale con riso pilaf, carne e carote. Veniamo accolti in una casa con un grande cortile dove è apparecchiata una tavolata per noi. La padrona di casa ci guida nella preparazione del plov, cucinato in un grande braciere nel cortile. Per prima cosa fa friggere dei grandi pezzi di carne in olio di semi e di lino (non posso ripensare alla quantità di olio che c’era perché il piatto poi se l’è bevuto tutto!); una volta ben rosolati, aggiunge le immancabili cipolle, una valanga di carote tagliate a bastoncini, cumino e pepe. Dopo un po’ aggiunge uvetta e ceci bolliti e ricopre con un altro strato di carote. Aggiunge un po’ d’acqua e lascia cuocere coperto per 30 min, poi aggiunge sopra il riso lasciato a mollo mentre cuoceva il resto e ricopre con un po’ d’acqua. Lascia cuocere coperto per un’altra mezz’ora. Mentre aspettiamo i passaggi della cottura, mangiamo gli antipasti e facciamo balletti di gruppo.

Prima di andare a dormire non possiamo farci mancare una prima visita notturna al mausoleo di Tamerlano e alla piazza del Regiastan. Già al mausoleo rimango molto affascinata dalla bellezza di questo imponente monumento.

Ma è quando arriviamo dinanzi alle madrase del Regiastan che rimango letteralmente a bocca aperta! Decidiamo di fare il biglietto ed entrare – anche se abbiamo già pianificato la visita con la guida domani – ma, essendo già tardi, riusciamo a goderci la magia di questo luogo reso ancora più suggestivo dalle luci e dal silenzio.

Buonanotte Samarcanda…

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