Che gioia ripartire…fare lo zaino (rigorosamente bagaglio a mano e leggero per non passare l’inverno dall’osteopata), salire sul volo, per 12 ore fare detox dal mondo…e trovarsi dall’altra parte dell’oceano pronti per una nuova avventura!
Questa volta la meta è il Perù…sognato, preparato, sabotato, riorganizzato…e finalmente diventato realtà! Condividerò questa scoperta con altri 15 ragazzi, che come me hanno deciso di scoprire un pezzettino di mondo grazie a WeRoad.
Dopo l’arrivo a Lima ieri sera e una prima cena rigorosamente a base di ceviche al ristorante Punto Azul di Miraflores, stamattina la sveglia suona impietosa alle 3.30.

Partiamo per la riserva naturale di Paracas e le Islas Balletas.
Dopo 3 orette di pulmino arriviamo all’imbarcadero dove saliamo su un grosso motoscafo da cui dovremmo vedere uccelli e animali marini che vivono in questa riserva. Appena usciti, due delfini si avvicinano e giocano a fianco a noi.



Poco più avanti iniziamo ad incontrare leoni marini, alcuni che si rilassano appollaiati su una boa segnaletica all’ingresso del porto cargo di Paracas, il terzo del paese per dimensioni. Fa impressione la quantità di camion in fila per caricare e scaricare merci.
Quasi sul capo della penisola di Paracas, c’è una gigante figura incisa nel terreno, simile alle linee di Nazca, che si chiama Candelabra. Rappresenta, a seconda delle interpretazioni, un candelabro o un cactus gigante o ancora dei simboli massonici.


Usciamo dalla baia di Paracas e andiamo alle isole di Balletas, isolotti rocciosi con alte scogliere a picco sul mare. Le scogliere sono coperte di guano prodotto principalmente da cormorani, sule, pellicani, e avvoltoi e che ogni 4/5 anni viene raccolto e usato come fertilizzante.
Le isole sono caratterizzate da archi scavati nella roccia che creano passaggi da un lato all’altro. Avvicinandoci notiamo dei movimenti…ed ecco spuntare dei piccoli pinguini di Humboldt che con la loro buffa camminata e qualche scivolone sulle rocce, arrivano vicino al mare e ci si tuffano…plouff!




Rientrati a Paracas, continua la nostra scoperta della Riserva Naturale via terra. Tutta la zona è un bellissimo deserto, con dune che vanno dal giallo all’arancione e si gettano a picco nel mare con scogliere e spiagge bianche o rosse. Facciamo qualche passo nel deserto e ci immergiamo in questo spettacolo.





Dopo un’altra ora di minibus, arriviamo a Ica, vivace cittadina, capoluogo di questa regione, alle porte di un piccolo deserto chiamato Huacachina.
Ci addentriamo di poco in questo deserto e troviamo un’oasi (ormai alimentata artificialmente) circondata da ristorantini e baretti. Dopo un bel pranzo in riva all’acqua, partiamo per un’attività che (quasi incredibile!) ancora mi mancava da provare: il buggy nel deserto. Si tratta di macchinine (le nostre non erano neanche così tanto “-ine”), aperte, con grossi ruotoni un po’ sgonfi con cui fare i rally nel deserto…una cosa divertentissima! Sembra di fare le montagne russe senza il disagio dell’altezza!




Giochiamo su e giù dalle dune a tutta velocità…saliamo a piedi in cima una duna e infine ci godiamo il tramonto dal tetto del nostro buggy.
È quasi finita la nostra prima giornata di viaggio…e sembra passata una settimana…ma non solo: la notte la passeremo su un bus notturno. Il vantaggio è che sono talmente cotta che forse dormirò senza rendermene troppo conto!
