Dopo 4 lunghe ore di sonno, alle 3 suona la sveglia, pronti (forse) per iniziare la nostra prima salita a 5.000 metri.
Dopo una splendida alba, la prima tappa è un mirador del vulcano El Misti, dove conosciamo qualche lama e alpaca. Sono le 6 del mattino, siamo a 4.000 mt e ci sono -3C*: condizioni perfette per il primo Andean tea, un infuso di foglie di coca e altre piante locali che dovrebbe scaldarci e attutire il mal di montagna. Per ora non sento malessere.




Il secondo stop ci porta diretti a 5.000 mt, al mirador Los Andes, dove arriva la strada asfaltata più alta del mondo. Il fatto di essere più alti della cima del monte Bianco mi fa abbastanza impressione…ed evidentemente lo fa anche al mio corpo che inizia a non apprezzare l’altitudine: classici sintomi di mal di testa, nausea, giramenti di testa…ma per fortuna il fiato è perfetto.



Discendiamo un pochino e risaliamo fino a 3.700 mt al mirador Cruz del condor, sopra al Canyon del Colca.
La strada per salire è stupenda ma un altro effetto collaterale del mal di montagna (e forse della sveglia) è che non tengo gli occhi aperti!
Arriviamo in cima e…meraviglia: 4 condor (alcuni adulti bianchi e neri e alcuni giovani marroni) iniziano a volteggiare grazie alle termiche sopra alle nostre teste!
Salgono in alto in alto in alto e si tuffano giù nel canyon sparendo alla nostra vista. Rimaniamo a lungo con il naso all’insù poi facciamo una passeggiata lungo il canyon per andare a vedere qualche altro scorcio del canyon, a passettini piccoli per non soffrire.





Riesco a godermi molto di più la strada al ritorno. Tutta la parte bassa del canyon, in prossimità del fiume Colca, è coltivata a terrazzamenti fin dalle civiltà pre-inca. Oggi però la scarsità di acqua e le condizioni della terra hanno reso molto più faticoso e meno fruttuoso coltivare e tanti giovani si trasferiscono ad Arequipa per studiare, generando anche una scarsità di mano d’opera.


Ci fermiamo a fare un giretto nella cittadella di Maca, il cui unico punto di interesse mi è sembrata essere la chiesetta, molto ricca all’interno. Il resto di quello che ho visto sono baracche.

Dopo un salutare pranzo – con buffet di verdure che ha fatto la mia gioia – e rapido check in in hotel, dedichiamo il pomeriggio ad adrenalina e relax: due zipline sopra al fiume Colca e aperitivo alle terme naturali.




Stanotte dormiamo a Chivay dove continua la festa dell’Assunzione.

