Ci svegliamo a Sicuani, alle 7 partiamo con il nostro pulmino alla volta di Palcoyo. Dopo mezz’oretta di cemento, svoltiamo su una stradina sterrata e si apre una vallata meravigliosa…saliamo fra greggi di alpaca e lama, terrazzamenti coltivati a patate, verdi vallate alternate a pendii completamente rossi, un ruscello vivace che (prima o poi) finirà nel Rio delle Amazzoni e che nella stagione delle piogge diventa rosso come il sangue per tutto il ferro che trascina giù con sé.






La salita è tanto tortuosa quanto meravigliosa. Arriviamo a 4.750 metri, la meta è a “soli” 250 metri di dislivello sopra di noi!
Dopo un breve ringraziamento alla pachamama (la madre terra) per la bellezza che abbiamo davanti e per essere qui tutti insieme ad affrontare questa sfida perché insieme “si, podemos!”, iniziamo ad affrontare la morbida salita che ci porterà a alla cima. I miei passi inesperti sono brevissimi, la respirazione piena, naso e bocca, le foglie di coca in bocca sperando aiutino, l’agua de florida da sniffare al bisogno e soprattutto volti un po’ sofferenti un po’ sorridenti, ormai amici, a fianco. Ed è tutto questo che mi ha permesso di arrivare in cima, a 5.000 metri, con un grandissimo sorriso.

Intorno a noi, montagne sabbiose a strisce colorate, non proprio come l’arcobaleno, ma di tanti colori, il ghiacciaio del Ausangate che con i suoi 6.348 metri è uno dei ghiacciai più alti del Sud America, e dei picchi di roccia che formano delle guglie.




Scendiamo…e con noi scende anche l’adrenalina e la quota…le gambe tremano un po’, il mal di testa torna, ma il sorriso non passa.




Riprendiamo il pulmino, direzione Cuzco.
Stasera ci godiamo la movida local, qualche Pisco Sour e un po’ di musica!