La prima metà della giornata è dedicata alla regione vulcanica di Krafla, a 7km a nord della ring road.
In cima alla strada si trova un nerissimo cratere (anche questo si chiama Víti) dal diametro di 300 m, con al suo interno una pozza d’acqua azzurra che crea un forte contrasto: molto scenografico.

Appena più sotto (verso la ring road) si trova però la parte più interessante di questa zona: Leirhnjúkur. Qui si può camminare tra formazioni vulcaniche, colate di lava e piccoli crateri ancora attivi. Il luogo si formò a seguito di una fontana di lava, durata due anni all’inizio del 1700. I primi punti hanno colori sull’ocra e l’azzurro, con laghetti caldi da cui sale un denso vapore. Più avanti si trovano rocce nere e il terreno sembra apparentemente morto ma se si avvicina la mano si sente il calore salire dal centro della terra. Tutto intorno dalla terra arida salgono sbuffi di aria calda: sembra una terra in cui si è appena conclusa una battaglia e i roghi si stanno ancora spegnendo. Camminiamo per un’ora e mezza in mezzo a questi paesaggi un po’ spettrali.



La seconda tappa sono Hverir (che si trova lungo la ring road), una zona in cui si vede chiaramente l’attività geotermale del sottosuolo. Ci sono pozze di fango in cui ribolle un denso liquido nero, camini di pietra da cui soffia un vapore denso e fortissimo, mini spruzzi di acqua calda che salgono dal terreno e depositi sulfurei.



Hverfjall è il prossimo stop. Saliamo fino alla cima del cratere di questo vulcano formatosi 2700 anni fa a seguito di una devastante eruzione. A differenza dei vulcani visti finora non contiene acqua al suo interno bensì solo sabbia e rocce nere. Camminiamo lungo la sommità del cratere, su un bordo di pietrisco, arrivando al punto più alto per goderci il panorama del lago Myvatn sotto di noi (ci vogliono circa 20-25 minuti). Anche qui siamo sorpresi dalla mancanza totale di protezioni.
Tira un vento fortissimo ed inizia piovere. Raggiungiamo quindi la macchina per mangiare.


Subito dopo visitiamo la grotta di Grjótagjá, diventata famosa per la scena d’amore fra John Snow e Ygritte in Game of Thrones. Ammetto che il luogo è davvero romantico. La pozza blu a 45 gradi è nascosta in una fessura tra le rocce appena visibile dal bordo della strada e si insinua per qualche decina di metri sotto la montagna. Ai turisti non è consentito fare il bagno qui ma ieri la nostra guida ci ha confessato che i locali ci vanno spesso durante la notte a fare il bagno, naturalmente alla maniera islandese: nudi.
Ulima tappe della zona di Myvatn è Dimmiborgir, un vastissimo campo di lava. Qui si ha la possibilità fare alcuni circuiti attraverso formazioni laviche di svariate forme, archi e oblò rotondi. Noi decidiamo di fare due anelli per un totale di 3 km.
Riprendiamo la macchina e circumnavighiamo il lago da sud passando per Skutustadagígar, una zona in cui ci sono una serie piccoli crateri neri e coni di scorie.
Ritorniamo verso nord e ci dirigiamo verso Akureyri.
Lungo la strada facciamo una sosta alla cascata di Godafoss. La cascata prende il nome da un gesto dell’oratore delle leggi nell’anno Mille quando decise che il cristianesimo sarebbe diventata la religione dell’Islanda e gettò in questa cascata le statue pagane delle divinità nordiche. Vale la pena fermarsi per una breve visita a questa cascata che si trova proprio lungo la ring road.
Per arrivare ad Akureyri, ci sono due strade alternative: una attraverso un tunnel a pagamento e l’altra, 16 km più lunga, che passa lungo la costa del fiordo. Noi abbiamo scelto questa seconda alternativa che ci ha ripagate con dei bellissimi scorci sul fiordo. Arriviamo ad Akureyri all’ora dell’aperitivo. Questa è la seconda città dell’Islanda, anche se in realtà sembra più un grosso paese. Si vede però subito la differenza con i paesini che abbiamo attraversato finora. Ci fermiamo a bere una birra locale (al Ölstofa Akureyrar) e proviamo due birre artigianali prodotte qui (Einstok).
Continuiamo per un’altra ora e mezza verso ovest attraversando vallate incantate e cantando a squarciagola. Sembra davvero di essere alla fine del mondo.
È da 3 giorni che vediamo numerosissimi arcobaleni. Spuntano quasi ogni volta che da qualche parte all’orizzonte piove. Lungo questa strada ne vediamo uno incredibile e vicinissimo a cui sembra quasi di poter passare sotto! Davvero non ne ho mai visti così tanti.
Arriviamo a Varmahlíd dove lasciamo la strada 1 (ring road) e ci inoltriamo in una vallata secondaria. Qui troviamo una fattoria che affitta qualche camera. La signora che ci accoglie esce con una maglietta a maniche corte mentre noi abbiamo due pile, due giacche a vento e un cappello di lana calato sugli occhi e sentiamo freddo. Lei non solo ci dice di star bene ma vanta le meraviglie di vivere in questo posto: siamo assolutamente in mezzo al nulla, mi viene ansia solo a pensare di vivere qui!! Compriamo un paté fatto dalla signora con agnello della sua fattoria e ci prepariamo la cena.
Km: 450
Notte: vicino a Hrifunes
Voti:
Krafla: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,4/5
Hverir: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,3/5
Hverfjall: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,1/5
Grjótagjá: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4,1/5
Dimmiborgir: ⭐️⭐️⭐️⭐️ 4/5
Skutustadagígar: ⭐️⭐️⭐️ 3,5/5
Akureyri: ⭐️⭐️⭐️ 3/5
Godafoss: ⭐️⭐️⭐️ 3,5/5





























































