Dopo una colazione a base di toast con peanut butter & jelly – che non mangiavo da quando ero piccola e non mi ricordavo così buono!!! – una delle mamas ci accompagna a visitare Johannesburg, o meglio Soweto, la township più grande sel Sud Africa. Visitiamo una torre commemorativa delle 49 township di Johannesburg, poi un villaggio culturale in cui sono raccolte testimonianze delle tradizioni e delle credenze locali. Poi visitiamo la casa di Mandela e il museo Hector Pieterson, il ragazzino ucciso dalle forze dell’ordine durante le manifestazioni studentesche del 1976.
Colmo finalmente qualche lacuna storico – culturale ma le domande che sorgono sono ancora di più. Per questo, anche se non era in programma, spingo per andare a vedere anche il museo dell’apartheid in centro a Johannesburg. L’esperienza è toccante. L’ingresso separa bianchi e neri (ad ognuno sul biglietto di ingresso viene assegnato un “colore” e nella parte iniziale ciascuno fa esperienza della separazione dai visitatori, magari amici, con un colore diverso dal proprio). Le fotografie sono forti e i video che vediamo ancora di più. Rimango davvero colpita, in primis dalla mia ignoranza ma sopratutto dalla storia così travagliata di questa gente. Serberò per lungo tempo quelle immagini negli occhi e nel cuore.
Purtroppo siamo giunti al termine di questo viaggio meraviglioso, è tempo di salutare i miei nuovi amici che mi hanno accompagnato in questi 17 intensi giorni di cammino. Insieme abbiamo imparato a conoscerci, a rispettarci, a fare fronte comune quando ce n’era bisogno e a lasciarci andare ad un po’ di isterismo femminile quando ce lo potevamo permettere. Insieme abbiamo riso fino a farci venire le lacrime, abbiamo cantato a squarciagola e siamo rimasti a bocca aperta sotto la maestosità di quel cielo stellato. Ci siamo scambiati pensieri, opinioni…e accenti! Insieme abbiamo trattenuto il fiato davanti a leoni e leopardi e abbiamo tirato il fiato davanti ad un birretta ghiacciata (o quasi) che fa dimenticare anche le fatiche dei giorni più roventi.
Vorrei quindi ringraziare ognuno di loro per quello che mi ha donato, per quanto mi ha arricchito, per aver percorso insieme un piccolo tratto di strada.
Ma specialmente vorrei ringraziare Elena che si è fidata ciecamente e si è lanciata, ad occhi chiusi, anima e corpo in questa avventura; ma sopratutto Manu che mi sopporta nelle mie piccole manie, che mi dà la forza di buttarmi in nuove sfide, che mi sprona a superare i miei limiti e che ha scelto di condividere con me anche questa nuova, bellissima avventura.
PS: ma come è possibile che io sia già pronta per ripartire?!?!?!