Agra

La giornata si prospetta moooooooolto lunga quando, appena aperti gli occhi, ci annunciano un aumento di altre 2 ore di ritardo (che noi ormai prontamente moltiplichiamo x2). Arriviamo infatti a Delhi dopo 4h30 di attesa in stazione+19h di treno…per un totale di quasi 9h di ritardo!!! L’arrivo alla stazione (che naturalmente non capiamo se sia quella giusta o meno) è reso ancora più difficile dall’assalto dei portantini che insistono per farsi carico dei nostri bagagli…ci divincoliamo e cerchiamo l’uscita. Ci troviamo davanti ad un formicaio di gente che urla e corre da una parte all’altra. Dopo 10 secondi davanti a questo spettacolo e reseci conto che i cellulari non hanno rete (o meglio miracolosamente abbiamo rete dati ma non gsm per chiamare…mah!!) crolliamo nello sconforto: non troveremo maaaaaaai il nostro driver!!! Tze…sottovalutiamo ancora l’abilità degli indiani a scovare noi “bianchi” anche in mezzo ad un milione di persone: in altrettanti 10 secondi il nostro driver si materializza davanti a noi.

Saltiamo in macchina pronte ad 1 oretta di viaggio come ci avevano anticipato via mail prima della partenza…e scopriamo di averne davanti 5…ma che problema hanno con il tempo?!?!? eppure qui vi assicuro che le lancette girano alla stessa velocità…vabeh ci mettiamo comode e quasi non ci facciamo caso (ci saremo già adattate ai costumi locali? 🙂 )

Dopo un pit stop in autogrill (lavarsi mani e denti dopo 24h è una goduria indescrivibile) arriviamo ad Agra in tempo per veder tramontare il sole sul baby Taj Mahal…il primo vero bel tramonto da quando siamo arrivate…e ammetto che quella palla rosso fuoco mi emoziona ogni volta!!

Decidiamo di “fare le indipendenti” e di andare a piedi a scoprire un ristorantino tipico a pochi km dall’hotel. Non facciamo in tempo a varcare la porta dell’hotel che il driver ci riacciuffa e insiste per accompagnarci (scettico) al ristorante indicato. Ci troviamo in un quartiere illuminato solo a candele (commento Ila: aiutooooo ma come fanno a caricare gli smartphone!!! :-D) con strade sterrate davanti ad un “ristorante” formato da una stanza aperta sulla strada (ci sono 9°C) con un bancone su cui erano appoggiate le pentole davanti all’ingresso.

Il driver ci sconsiglia di mangiare in questo posto e ci offre gentilmente di cambiare ristorante…accettiamo di buon grado :-).

Domani mattina alba sul Taj Mahal…è ora di andare a nanna!!! :-*

Natale in treno!

La mattina incomincia immersi nella nebbia ma una nebbia che in confronto quella della pianura padana è uno scherzo!! 🙂

Partiamo con il nostro tuc tuc alla scoperta di templi. Il primo tempio è il tempio hindu dell’università di Varanasi, un campus grandissimo particolarmente famoso per le materie scentifiche (dove uno ragazzo usava una specie si straccio gigantesco fatto a rete per spazzare…mah…chissa cosa sara riuscito a spazzare 🙂 ). Il secondo contiene la versione hindu-kitch dei nostri presepi meccanici: scene della vita degli dei con statuine che si muovono…inguardabili! Poi arriviamo al tempio delle scimmie: scimmiette con il sedere rosso che corrono dappertutto e fanno pole dance sui pali del tempio! 🙂 Il tempio successivo ha tutte le sembianze e i colori di una pagoda cinese dove i monaci ci concedono un selfie mentre quello dopo è abbastanza insulso ma ci regala una novità: un “sacerdote” ci segna la fronte con il tikka, il puntino rosso segno di purificazione e auspicio di buona sorte! Finiamo il nostro giro in un’oasi verde che contiene i resti di un grandissimo tempio buddista. Qui alcuni monaci stanno pregando e facendo offerte di candele e fiori…c’è una pace surreale e bellissima, sopratutto venendo dal frastuono impossibile delle strade di varanasi.

Ma fin qui…tutto normale!! I pezzi migliori arrivano nel pomeriggio: prima la visita al boss delle sete…un mago della vendita che ci ha mostrato un quintale di pezzi di seta, ci ha raccontato tutti i suoi commerci italiani, stordito con prezzi e misure e poi venduto il vendibile…con un gran sorriso e chiamandoci sorelle!!

E poi l’esperienza del treno notturno indiano. Ancor una volta l’attesa…4h30 di ritardo (ormai siamo abbonate), binari annunciati con altoparlanti gracchianti in un inglese maccheronico, gli zaini in spalla all’annuncio ufficiale di “the train will arrive shortly at platform number 2” per ritrovarsi 60 min dopo su platform number 1a chiedersi se la luce in lontananza fosse un miraggio dato dalla schiena a pezzi o fosse veramente il treno giusto  e la scoperta di avere un biglietto di terza classe…indescrivibile!!! Naturalmente siamo le uniche occidentali e quindi l’attrazione di tutta la carrozza. Gli scompartimenti da 8 infatti non hanno porte quindi è quasi come se fossimo in un vagone open space. I più coraggiosi cercano di scoprire qualcosa di noi in una lingua che assomiglia all’inglese e si completa a gesti, sbirciano ammirati i colori di candy crash che scorrono sull’ipad di Ila e ci insegnano qualche precetto indù! Un anziano si lava i denti con il dito sputando nell’interscambio dei vagoni, tutti mangiano appollaiati sulle cuccette, noi facciamo acrobazie x cambiarci in un bagno allagato e puzzolente, festeggiamo con un mini panettone portato dall’Italia….e finalmente viene l’ora di spegnere le luci…buon Natale a tutti!

Varanasi

Finalmente oggi entriamo nel cuore dell’India.
1. Gli orari?!?! Un optional…mezz’ora di ritardo, la norma. Per le 4ore di delay dell’aereo accennano a delle timide scuse.
2. Il traffico?!?! Un delirio…e meno male che il nostro tuo tuo driver ha un senso delle misure al limite del magico e nonostante i 100 incidenti rischiati attraversiamo incolumi Varanasi!
3. I tempi di percorrenza?!?! Una completa incognita!! 45 min diventano 15 come per magia…ma mezz’ora si trasforma in 2 ore in men che non si dica!
4. Il clacson?!?! Un MUST!! E alla domanda di perché lo suonino la risposta è semplicissima e incontestabile: “lo fanno tutti!!!
5. Il bianco delle lenzuola?!?! Un miraggio…meglio non guardarle troppo e infilarsi sotto le coperte nella semi oscurità!

Seconda tappa: Varanasi. Appena arrivate corriamo alla scoperta delle sponde del Gange (che qui pronunciano Ganga). Con una barchetta a remi attraversiamo il fiume e affidiamo alle onde la nostra prima candela galleggiante in un piattino pieno di fiori. Spostandoci lungo il fiume osserviamo silenziose le pire in cui ardono i corpi dei defunti e poi assistiamo ad Aarti, la cerimonia serale del fuoco per allontanare gli spiriti maligni e chiedere protezione e buona sorte alla madre Gange. Facciamo poi una passeggiata lungo i ghat, le lunghe scalinate colorate che portano alle rive del fiume. Cerchiamo di capire meglio la cultura funeraria della cremazione:ogni giorno sulle sponde del Gange, nella sola Varanasi vengono bruciati più di 300 corpi. Una pira costa mediamente 10.000 rupie (un pasto al ristorante costa a noi circa 200/300 rupie) quindi non tutti se la possono permettere. I più poveri vengono cremati nella fornace elettrica. Molti hindi si fanno cremare in questo luogo perché particolarmente sacro per la presenza del fiume Gange e perché si dice qui si possa ottenere la Moksha (liberazione dal ciclo delle reincarnazioni). Gli unici che non possono essere cremati sono i bambini, gli albini e i morti per morsi di serpenti (perché il dio serpente ha già portato via il loro spirito).
So così poco di questa cultura…eppure ne sono profondamente affascinata!
Ah last but not least: dopo 2 gg di nausee (portate dall’italia) sono iniziati i miei esperimenti culinari: “chai masala tea” un tè speziato con latte bevuto in coppette di terracotta usa e getta (che tutti spaccano in strada) da un baracchino per strada…speriamo bene!:-)
Vi auguro di trascorrere una vigilia di Natale serena e ricolma dell’amore dei vostri cari 🙂
Buonanotte

Delhi

Primo giorno: Delhi.
L’impatto con la città è in realtà molto più soft di quanto non mi aspettassi. Il caos in giro per le strade non è peggio di quello di tante altre città asiatiche, la quantità di persone anche.
Iniziamo il giro da una moschea perché il nostro driver sancisce che “la mattina deve iniziare con la preghiera” :-). Inizia quindi il rito del “metti-e-togli le scarpe” che domina le visite di tutti i luoghi sacri induisti, buddisti e islamici…quindi praticamente tutti qui!!

Visitiamo poi il Red Fort con i suoi giardini e la più grande moschea dell’India con i suoi minareti in terra rossa e marmo bianco. Poi andiamo a caccia del vicolo dei panettieri per fare uno “spuntino” con un chapati…naturalmente non lo troviamo e ci perdiamo nel dedalo di vicoletti di un gigantesco bazar. Ne usciamo 1 ora dopo avendo schivato centinaia di tuc tuc, moto, bici cariche di merci e migliaia di persone che camminano velocissime verso i loro affari.

Ed eccoci al primo pasto indiano: masala dosa, riso, chapati, dall di lenticchie rosse e curry vegetariano. Il posto non promette niente di che…e invece spazzoliamo tutto! 🙂
Il pomeriggio visitiamo il bellissimo tempio del loto, un luogo di culto per tutti i credo, e il luogo dove è stato cremato Gandhi. Entrambi sono oasi di pace circondate da giardini dove i ragazzini usciti da scuola fanno a gara per fare una foto con noi 🙂

Si parte per l’India!

E si riparte…:-) per quella che, da quando ho iniziato a scegliere da sola le destinazioni dei miei viaggi, è La meta dei sogni – con la L maiuscola: l’India.
Questa volta però ho desiderato accanto a me due colleghe, due amiche, due persone meravigliose che sono certa saranno anche due compagne di viaggio eccezionali 🙂
Eccoci a Parigi (in condizioni pietose), pronte ad imbarcarci per Delhi! 🙂