Abbandono il mio zaino in un hotel a Pakse e parto con il minimo indispensabile per due giorni spartani nel Bolaven Plateau. Ad una trentina di km dalla cittá la strada incomincia a movimentarsi con salite e discese, l’aria rinfresca leggermente e cambiano i colori. Il verde diventa più luminoso ed è punteggiato da un nuovo colore: il giallo acceso dei fiori sugli alberi e delle piccole farfalle che volano rasenti alla strada. A destra e a sinistra si vedono piantagioni di caffé e grandi capannoni di immagazzinaggio. Nei villaggi, gruppetti di ragazzine vestite con il sin (abito tradizionale che consiste in una gonna ripiegata) e una camicetta bianca, camminano da o verso la scuola (ci sono diversi turni di lezioni quindi c’é sempre qualcuno in giro!)riparandosi dal sole con ombrellini colorati. Le ragazze (sopratutto quelle cittadine) farebbero di tutto per schiarirsi la pelle quindi si coprono il più possibile per evitare di prendere il sole (invidiando incredibilmente i falang – stranieri – che hanno la pelle cosi chiara!) La prima tappa é ad una cascatella (niente di che di per sé) intorno a cui hanno costruito un bellissimo resort con case fatte tutte di legno e rialzate, come se fossero costruite sugli alberi, con radici che servono da scale. Il proprietario del resort ha fondato qui anche un villaggio/museo dove ha raccolto esempi di case e prodotti delle minoranze etniche delle zone circostanti. Adesso quando lungo la strada vedo i villaggi almeno riconosco che etnia vi abita!! 😉 Destinazione finale Tad Lo, una zona di parco naturale con 3 cascate (vere) e villaggi di minoranze etniche. Una sottospecie di ufficio turistico di parco mi propone un trekking di 4 ore per vedere queste cose con una guida che parla inglese. Mi sembra un buona occasione e parto! Ebbene…la guida in inglese conosce solo i nomi delle piante e dei frutti che qualcuno ha annotato sul suo quadernino ma nient’altro!!!! Non capisce neanche le frasi più basilari!! :-s Il caldo soffocante delle 13 non aiuta certo comunque proseguo felice di quello che vedo, cercando di comunicare con gesti e disegni (sembra di giocare a Visionary!!!!) Dopo 4 ore di cammino peró siamo nel bel mezzo dei campi di riso, la guida va a zig zag, sta per tramontare il sole e ci siamo sicuramente persi!! Le gambe mi fanno male e non mangio da stamattina…mi prende un attimo di sconforto (questo anche se l’ho detto in inglese la guida l’ha colto!!!). Per fortuna (anche se sembrano lande desolate) nei campi di riso c’é sempre qualcuno!! Basta cercare bene e troverai sempre qualcuno accovacciato a lavorare (o meglio riposarsi dal lavoro) in mezzo alle spighe!! Dopo lunghe discussioni in laotiano, ripartiamo e finalmente ritroviamo il cammino…mi sento subito molto meglio!! 😉 Arrivo alla guesthouse dove una ragazza olandese mi offre di condividere la sua stanza. Accetto volentieri. Più che una guesthouse direi che é un homestay, ossia soggiorno presso una famiglia laotiana e condivisione della loro vita e delle loro abitudini. Perfetto, era proprio quello che cercavo!! 😉 La casa é una grande stanza dove avviene tutto. Iniziamo a preparare la cena tutti insieme e mentre cuoce l’inmancabile sticky rice cerchiamo di distrarre una delle bimbe a cui stanno crescendo i denti e urla disperata da qualche ora! Il menu prevede minestra di zucca, omelette di verdure e carne trita con erbe più, naturalmente, riso.
Questi galli sono sempre peggio…stamattina mi hanno svegliato alle5!! Naturalmente dato che vado a dormire presto presto, una volta sveglia alle 5 é molto difficile riaddormentarsi! Pazienza…! Partecipo alle prime attività della famiglia, mi lavo con l’acqua della giara (c’é un bagnetto, naturalmente senza catena ma non c’é nemmeno un lavandino!) e facciamo colazione. Per la prima volta da quando son arrivata, oggi il tempo non promette niente di buono! Nuvoloni neri si stagliano all’orizzonte…almeno oggi non avro caldo! Sulla via del ritorno verso Pakse visito la piantagione di caffé Shianouk, che vende il suo caffé anche a Starbucks e Costa, dove alcuni cartelloni spiegano il processo di coltivazione, raccolta, lavaggio ed essicazione dei chicchi e bevo finalmente un buon caffé. Qui hanno cascate ovunque!! Le due che vedo oggi pero sono una più bella dell’altra…davvero sorprendenti! Una volta rientrata a Pakse mi concedo un bel massaggio tradizionale laotiano seguito da passeggiata sul fiume…e scopro cosi il posto coooool dei locals per prendere l’ape!! Mi unisco subito…naturalmente sono l’attrazione della serata!! Una falang a prendere l’aperitivo qui…e chi l’ha mai visto?! Ahahhahhaha faccio amicizia a gesti con il tavolo dietro (naturalmente di tutti uomini) e mi godo il tramonto! 😉
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