Alta cucina laotiana

Ahhahaha oggi mi sono divertita un sacco!!! Corso di cucina laotiana! Abbiamo iniziato con un lungo giro esplicativo al mercato dove abbiamo visto un sacco di erbe mai viste, interiora di ogni animale, salse salsine, uova dappertutto, snak di bamboo, sesamo e fungo piccante, ecc, ecc, ecc…. Siamo poi arrivati in un’oasi di pace in mezzo a due laghetti con una veranda di legno che ci é servita da cucina per tutta la giornata. Abbiamo cucinato 5 piatti: un dip piccante di melanzane e pomodoro, pesce con varie erbe cotto a vapore in foglia di banano, pollo in cestino di lemongrass, stufato di bufalo e pudding di riso dolce con frutta fresca!! Tutto viene preparato con l’aiuto di un pestello per mescolare le varie erbe e viene cotto su dei bracieri con fuoco a legna. Abbiamo naturalmente imparato a prepare il famoso sticky rice!! Ognuno preparava il suo piatto cosi lo calibrava in termini di gusto e piccantezza! E la parte piú divertente?! Mangiare tutto quello che avevamo preparato!!!! Ahahhahaha super yummmie!! Naturalmente in un piatto ho esagerato con il peperoncino…e la cosa grave é che questi peperoncini non bruciano la bocca…ma lo stomacooooo! Ho dovuto mangiare una ciotola di riso e una banana per attutire il colpo!! :-p

Dintorni di Luang Prabang

Oggi giornata ‘fuori porta’! Prima ad una caverna piena di buddha di tutte le dimensioni e in tutte le posizioni con una bella gita in barca e la visita ad un villaggio che produce lao-lao (il liquore di riso con cui si alcolizzano qui!!). Nel pomeriggio cascata di Kieng See dove ho fatto il bagno dopo essermi arrampicata fino in cima alla montagna in cerca di un magnifico punto panoramico inesistente!!! Peccato che per arrivarci mi sia arrampicata 500 mt di dislivello su un sentiero praticamente verticale a 4 zampe!! Ero morta!! In compenso l’acqua era davvero azzurrissima, anzi verde acqua!! Due incontri che mi hanno colpito. Il primo con un ragazzo che ha vissuto in mezzo mondo e che parla ad una velocità extra-terrestre!! Non riuscivo a stargli dietro!!! Ad un certo punto mi sono trovata a dire tutto velocissimo anche io cercando di tenere il suo ritmo: impossibile!!! Ahahahahaha Cmq di base mi sa che era uno di quei lonely travelers sfigati che bisogna cercare di non ritrovarsi appiccicati addosso come patelle!! Ahahahahha Il secondo incontro é stato con una ragazza, sicuramente meno di 30 anni, nordica, biondissima con una bimba di meno di un anno (altrettanto bionda) al seguito. Non le ho parlato, l’ho solo osservata e ammirata: ha passato la giornata a fare esattamente quello che ho fatto io, salendo e scendendo scale, barche, pullmini, lunghe strade in salita e discesa…sempre con quest’angelo di bimba nello zainetto porta bimbi che ti leghi davanti, la borsa da bambini (quella dove si tengono pappe e cambi) e una giga Canon con un signor obiettivo con cui scattava senza sosta. Chiaramente non era accompagnata e ho pensato che davvero poche donne avrebbero il coraggio di fare una cosa simile. Eppure ha fatto tutte con una scioltezza incredibile, facendo molto meno ‘rumore’ di tanti altri turisti, sempre con il sorriso e sia lei che la bimba sembravano felici e serene!! Mi sono figurata tante mamme che ho visto e a quale pandemonio avrebbero generato in una situazione simile!! Beh non so perché ma non riuscivo a non guardarla…e a non ammirarla!!

Luang Prabang

 

Luang Prabang é davvero un gioiellino!! La giornata inizia veramente presto (alle 5!!!) perché a quell’ora i monaci di tutti i templi percorrono le strada della città per fare la questua, ossia vanno in giro con un recipiente a tracolla e i fedeli li aspettano fuori dalle case per dargli un po’ di riso, qualche frutto e qualche biscotto da mangiare. Ciascun fedele depone le proprie offerte nella sporta del monaco il quale passa al prossimo fedele. Questo bellissimo rito, fatto alle prime luci dell’alba, crea una scia di abiti arancioni lungo tutto il centro della città che scorre per circa 1 ora. Dall’altra parte stanno i fedeli, inginocchiati su delle stuoie, con in mano il loro cestino di riso da offrire. A parte l’idea che i monaci mangino il riso che ogni fedele a tuccugnato con le sue mani non mi esalta (nei miei ideali igenici occidentali), il rito ha davvero qualche cosa di speciale (naturalmente solo se riesci ad andare nelle stradine laterali dove i turisti non arrivano)!! Ho visto una quantità di templi indescrivibile, uno diverso dall’altro, uno più affascinante dell’altro. Mi sono fermata a parlare con i novizi che stanno imparando l’inglese e non vedono l’ora di fare un po’ di esercizio! Uno dopo un’ora mi ha anche chiesto l’indirizzo email per fare pratica di inglese!! é molto strano: all’inizio, sono molto timidi, non possono toccare le donne ma neanche stare troppo vicini, non possono passare cose di mano in mano (per fargli vedere la cartina ho dovuto appoggiarla su un muretto e lui l’ha presa da lí) si guardano continuamente intorno guardinghi come se potesse arrivare qualcuno a sgridarli ma allo stesso tempo hanno una gran voglia di mettersi in contatto con il mondo esterno!! Fatto sta che oggi alcuni appena vedevano che ero da sola mi si avvicinavano!! Ho curiosato in tutti i mercati della città (sto già pensando a come riempire lo zaino di ingredienti per preparare una cena laotiana al mio rientro dato che mercoledì faró una giornata di corso di cucina laotiana!!!!) e nel mercatino serale di artigianato locale (ma niente regali perché avrò già troppo cibo!! :-p)!! Ho mangiato in una bancarella dove per 1 dollaro e mezzo mi hanno dato tanta di quella roba da morire…meno male che ero stata leggera a pranzo!!! 😉 Chicca finale…sto finalmente scrivendo qualche mail dopo una lunga chiacchierata con una australiana conosciuta ieri e poi con 4 bonzi americani che sono simpatici fino ad un certo punto ma si sono piazzati a parlare al mio tavolo e mi devo interrompere di nuovo perché l’ex campione nazionale di Mue Lai Lao (thai box locale) si siede e inizia a raccontarmi molto teneramente la sua vita!! Aahhahahaah e meno male che poi mi dicono che non sono troppo socievole…pensa se lo fossi!!! Scherzo…é stupendo…ti accolgono davvero tutti con uno splendido sorriso!! E con un sorriso vi auguro la buonanotte (sperando di non incontrare nessun’altro da qui alla camera!!!) 🙂

Vientiane – Luang Prabang

13 ore di pullman al posto che le 8 previste!! I-N-F-I-N-I-T-E!!! Però (per fortuna che c’é sempre un però!!) credo che sia stato in assoluto il panorama più bello che abbia visto finora! La strada é una strada semi-sterrata che si inerpica su per le montagne e riscende giù a valle e poi risale su e poi giù di nuovo!! Le montagne verdissime contrastavano bene con il rosso della terra e lo spettacolo era veramente incredibile! Siamo passati anche in mezzo a qualche paesino di minoranze etniche dove le donne lavoravano con i loro colorati vestiti tradizionali.

Vientiane

Oggi ho camminato, camminato e camminato!! Ho i piedi a pezzi ma sono riuscita a godermi anche gli angolini più tranquilli della città! Dopo una lunga passeggiata sul fiume per svegliarmi (la mattina sono lenta a carburare anche dall’altra parte del mondo!! :-p) e qualche tempio (wat) di riscaldamento, vado a trovare una signora americana (lei ama definirsi artista) che disegna e produce sete. Rimango sbalordita dalla bellezza dei pezzi prodotti che, non a caso, sono stati scelti anche da Valentino per il suo appartamento a new york, da Louis Vuitton per la sua prossima collezione e da un famoso designer di sedie milanese (di cui non si ricordava il nome!). Dietro al negozio c’é il laboratorio dove un gruppo di ’“apine operaie” si occupa di tutto, dalla colorazione della fibra di seta alla filatura, dalla tessitura al lavaggio fino ad ottenere il prodotto finale! Peccato per i costi se no avrei riempito uno zaino di seta!!! 😀 Secondo highlight della giornata: cena con una coppia di amici, lei laotiana, lui francese super simpatici. Lei, quando aveva 9 anni, é dovuta scappare dal suo paese in guerra, attraversando un fiume di notte mentre cercavano di spararle, e ha vissuto moltissimi anni come profuga. La sua famiglia ha sempre voluto mantenere un forte legame con la loro cultura e la loro religione, per cui, per esempio, sua mamma insegnava laotiano ai bambini nel loro campo profughi. Questo (mi raccontano) non avviene spesso; infatti molti, dopo aver sofferto cosi tanto per il loro paese preferiscono cercare di fare piazza pulita e ricominciare una nuova vita da zero! Il loro mantenere le radici é stato peró ció che, dopo molti anni di vita in Francia, gli ha dato la forza e la possibilità di rientrare felicemente nel loro paese. Davvero una splendida persona con una bellissima testimonianza!!

Vientiane

Stamattina finalmente parto per Vientiane!! Il viaggio é colorato da un gruppo di una ventina di francesi ciechi, storpi o con forti problemi di deambulazione seguiti da altrettanti accompagnatori che hanno tutto tranne che l’aria sana!! Nonostante la situazione, tutti si fanno delle gran risate e inizia la saga della salita e sistemazione sul bi-elica traballante che ci dovrebbe portare a Vientiane: sembrava la corte dei miracoli!!! Ad un certo punto una signora con seri problemi di vista, al posto che andare in bagno si é infilata nella cabina di pilotaggio e un signore ha incastrato il bastone da non vedenti sotto il carrello della colazione che non andava più ne avanti ne indietro!! Ahahahaha le hostess tutte precise, vestite con l’abito tradizionale, erano un po’ perse ma sicuramente il tempo del volo é passato più in fretta! A Vientiane vengo accolta calorosamente da Federica e Ollivier, amici di famiglia che vivono qui da 4 anni. Dopo un buon pranzo casalingo parto alla scoperta della città. Ci sono dei templi meravigliosi: uno ha le pareti coperte da piccole nicchie ognuna contenente tanti piccoli budda!! Cerco di fermarmi a parlare con la gente, qualche monaco è contento di fare due chiacchiere, un altro mi lega due braccialettini ai polsi secondo un rito di benedizione per augurarmi buona fortuna! Tramonto sul Mekong e poi inaugurazione di una mostra di fotografie stupende sul Laos con la comunitá straniera di Vientiane! Un sacco di gente con storie straordinarie da raccontare…davvero affascinante!!

Pakse

Oggi va un po’ cosi…stamattina, dopo una buona colazione con un buon caffé, bighellono per la città senza meta precisa! Giretto in libreria, al centro commerciale, trovo una chiesa cattolica con messa in vietnamita (inmancabile!! Ahaahhahaha), e finisco al mercato. Oggi é il giorno: mangeró qui! Provo qualche spiedino alla brace di nn so quale carne, due gamberi fritti, una specie di bigne di farina di riso con verdure dentro e un dolcetto che assomiglia ad un krapfen con dentro latte di cocco. Tutto sommato niente male! Alle 15 dovrei aver l’aereo per Vientiane ma una volta in aereoporto mi comunicano che hanno cancellato il volo! Dopo ore di attesa rientro in città e prenoto il volo di domani mattina! Unico aspetto veramente positivo?! Mi pagano cena e albergo…ed é un veeeeeero albergo!! Riesco persino a fare 4 passi nella camera, ho wifi e non ho strani animaletti che vagano per ogni dove!! Goduria!!! 😀

Bolaven Plateau

Abbandono il mio zaino in un hotel a Pakse e parto con il minimo indispensabile per due giorni spartani nel Bolaven Plateau. Ad una trentina di km dalla cittá la strada incomincia a movimentarsi con salite e discese, l’aria rinfresca leggermente e cambiano i colori. Il verde diventa più luminoso ed è punteggiato da un nuovo colore: il giallo acceso dei fiori sugli alberi e delle piccole farfalle che volano rasenti alla strada. A destra e a sinistra si vedono piantagioni di caffé e grandi capannoni di immagazzinaggio. Nei villaggi, gruppetti di ragazzine vestite con il sin (abito tradizionale che consiste in una gonna ripiegata) e una camicetta bianca, camminano da o verso la scuola (ci sono diversi turni di lezioni quindi c’é sempre qualcuno in giro!)riparandosi dal sole con ombrellini colorati. Le ragazze (sopratutto quelle cittadine) farebbero di tutto per schiarirsi la pelle quindi si coprono il più possibile per evitare di prendere il sole (invidiando incredibilmente i falang – stranieri – che hanno la pelle cosi chiara!) La prima tappa é ad una cascatella (niente di che di per sé) intorno a cui hanno costruito un bellissimo resort con case fatte tutte di legno e rialzate, come se fossero costruite sugli alberi, con radici che servono da scale. Il proprietario del resort ha fondato qui anche un villaggio/museo dove ha raccolto esempi di case e prodotti delle minoranze etniche delle zone circostanti. Adesso quando lungo la strada vedo i villaggi almeno riconosco che etnia vi abita!! 😉 Destinazione finale Tad Lo, una zona di parco naturale con 3 cascate (vere) e villaggi di minoranze etniche. Una sottospecie di ufficio turistico di parco mi propone un trekking di 4 ore per vedere queste cose con una guida che parla inglese. Mi sembra un buona occasione e parto! Ebbene…la guida in inglese conosce solo i nomi delle piante e dei frutti che qualcuno ha annotato sul suo quadernino ma nient’altro!!!! Non capisce neanche le frasi più basilari!! :-s Il caldo soffocante delle 13 non aiuta certo comunque proseguo felice di quello che vedo, cercando di comunicare con gesti e disegni (sembra di giocare a Visionary!!!!) Dopo 4 ore di cammino peró siamo nel bel mezzo dei campi di riso, la guida va a zig zag, sta per tramontare il sole e ci siamo sicuramente persi!! Le gambe mi fanno male e non mangio da stamattina…mi prende un attimo di sconforto (questo anche se l’ho detto in inglese la guida l’ha colto!!!). Per fortuna (anche se sembrano lande desolate) nei campi di riso c’é sempre qualcuno!! Basta cercare bene e troverai sempre qualcuno accovacciato a lavorare (o meglio riposarsi dal lavoro) in mezzo alle spighe!! Dopo lunghe discussioni in laotiano, ripartiamo e finalmente ritroviamo il cammino…mi sento subito molto meglio!! 😉 Arrivo alla guesthouse dove una ragazza olandese mi offre di condividere la sua stanza. Accetto volentieri. Più che una guesthouse direi che é un homestay, ossia soggiorno presso una famiglia laotiana e condivisione della loro vita e delle loro abitudini. Perfetto, era proprio quello che cercavo!! 😉 La casa é una grande stanza dove avviene tutto. Iniziamo a preparare la cena tutti insieme e mentre cuoce l’inmancabile sticky rice cerchiamo di distrarre una delle bimbe a cui stanno crescendo i denti e urla disperata da qualche ora! Il menu prevede minestra di zucca, omelette di verdure e carne trita con erbe più, naturalmente, riso.

Questi galli sono sempre peggio…stamattina mi hanno svegliato alle5!! Naturalmente dato che vado a dormire presto presto, una volta sveglia alle 5 é molto difficile riaddormentarsi! Pazienza…! Partecipo alle prime attività della famiglia, mi lavo con l’acqua della giara (c’é un bagnetto, naturalmente senza catena ma non c’é nemmeno un lavandino!) e facciamo colazione. Per la prima volta da quando son arrivata, oggi il tempo non promette niente di buono! Nuvoloni neri si stagliano all’orizzonte…almeno oggi non avro caldo! Sulla via del ritorno verso Pakse visito la piantagione di caffé Shianouk, che vende il suo caffé anche a Starbucks e Costa, dove alcuni cartelloni spiegano il processo di coltivazione, raccolta, lavaggio ed essicazione dei chicchi e bevo finalmente un buon caffé. Qui hanno cascate ovunque!! Le due che vedo oggi pero sono una più bella dell’altra…davvero sorprendenti! Una volta rientrata a Pakse mi concedo un bel massaggio tradizionale laotiano seguito da passeggiata sul fiume…e scopro cosi il posto coooool dei locals per prendere l’ape!! Mi unisco subito…naturalmente sono l’attrazione della serata!! Una falang a prendere l’aperitivo qui…e chi l’ha mai visto?! Ahahhahhaha faccio amicizia a gesti con il tavolo dietro (naturalmente di tutti uomini) e mi godo il tramonto! 😉

4000 Islands – Don Khon e Don Det

 

Stamattina inforco la bicicletta e parto per un tour dell’isola. Il sentiero é sterrato e la simil-graziella del caso non ammortizza molto il colpo…ma pazienza! 😉 Finisco in mezzo alla giungla, non idea di dove mi trovo (naturalmente non esistono cartine dell’isola) ma da qualche il sentiero arriverá! Lascio la bici prima di un ponte e attravero a piedi. Arrivo su altre due isolette totalmente deserte con spiaggette di sabbia bianca alla “Cast away”! Rinforco la bici e fra una cascata e un vecchi ponte francese, dopo 4 ore ritorno al punto di partenza!! credo che stasera soffriro un po’ di dolori fondo-dorsali!!!!Per la prima volta da quando sono partita, incrocio un gruppo di italiani chiassosi e non particolarmente simpatici (ne avrei fatto volentieri a meno): per fortuna li vedo ripartire su un battellino, veloci come sono arrivati!! 😉 Post pranzo a sonnecchiare sull’amaca, passa il francese, facciamo due chiacchiere, passa una canadese, due chiacchiere! Alle4 parto alla scoperta della seconda isola…voglio andare fin sulla punta a vedere il tramonto…il più bello della vacanza!! 😉

Niente da fare…alle 6 il gallo strilla sotto la mia finestra e il sonno se ne va! Decido di approfittare delle ultime ore nell’isola di pace e faccio una lunga passeggiata fino alla punta sud dell’isola. Nel fiume le donne si lavano, avvolte nei loro lunghi parei e gli uomini sono giá nei campi. Dopo una buona colazione parto per Pakse. Il viaggio si rivela più semplice del previsto e nel primo pomeriggio con gran fatica trovo una (alquanto pessima) stanza in una guesthouse e mi dedico ad un po’ di organizzazione per i prossimi giorni. Per due giorni visiteró il Bolaven Plateau, l’altopiano noto per le coltivazioni di caffé e per i villaggi delle minoranze etniche.

Crossing the border – Cambogia e Laos

La saga dei mezzi di trasporto: quando pensi di averne provati abbastanza…c’é sempre di peggio!! Ieri mattina avevo prenotato il trasferimento per arrivare in Laos. Alle 730 arriva a prendermi in hotel un minibus con aria condizionata…nn ci credo! Che lusso! L’illusione dura ben poco, passiamo 1ora a raccogliere gente in giro per la cittadina e finiamo in 23 su un pulmino da 14!! :-S Dopo 1h30 di sterrato arriviamo in una città, tutti giú, chi vuole proseguire deve cambiare bus! Contrattiamo per riuscire a partire ad un’ora decente e finalmente arriviamo al confine. Zaini in spalla, si attraversa il confine a piedi. Sono le 2 del pomeriggio, penso mi scioglierò in una pozzanghera prima di concludere il controllo passaporti!! Dall’altra parte c’é un tizio improbabile con un motorino scassato che mi porta fino ad un imbarcadero dove mi siedo per terra su una piroga che dopo qualche fermata mi porta a destinazione!! Wow! Arrivo su un’isola verdissima con una serie di bungalow appesi sulla riva del fiume. Ne trovo uno con una piccola veranda davanti con un’amaca! Il bagno non ha neanche l’acqua corrente (tiro la catena con una secchiata d’acqua ma almeno c’é un bagno, cosa assolutamente non scontata!!). Giro di perlustrazione, conoscenza di un parigino, tramonto sul vecchio ponte (con immancabile Beerlao, molto migliore della cambogiana Angkor beer) e cenetta a base di pesce fresco!! 😉