La sveglia del mio vicino di letto puntata alle 5.45 ha il suono di una mitragliatrice e mi fa atterrare bruscamente dal mondo dei sogni (mentre scrivo lo stesso ragazzo si è appena sistemato nella nostra stessa camerata quindi temo che la scenetta si ripeterà! 😦 ).
Ci tiriamo su velocemente e in 15min siamo pronte a partire. Fuori è ancora buio e la nebbia è fitta. Salutiamo chi è gia in piedi, sgattaioliamo fuori e iniziamo a camminare in silenzio.
Camminiamo nel bosco, la terra é umida, i sassi scivolosi. Gli uccellini iniziano a cinguettare e c’è rumore di pioggia anche se per fortuna gli alberi ci proteggono e rimaniamo asciutte.
Dopo un po di tempo ci ricongiungiamo a 2 gruppetti di pellegrini partiti un po prima e un po dopo di noi e facciamo un tratto del percorso insieme. Mi piace il fatto che ci si ritrovi e ci si allontani con naturalezza, senza impegno ma con gioia, ognuno mantenendo il suo passo.
Incontriamo una mucca che ha appena partorito…
Dopo 2h30 arriviamo a Grado. Facciamo un giretto per il paese che dorme ancora (i ritmi spagnoli sono molto lontani da quelli del cammino) ma davanti alla chiesa troviamo una pasteleria dove facciamo colazione. Il cielo in 10 min cambia colore e diventa azzurro e il sole ci asciuga l’umidità da addosso.
Riprendiamo il cammino consapevoli che ci aspetta 1h30 di salita verticale quindi attacchiamo con grinta. Attraversiamo paesini carinissimi, pieni di fiori. Un fattore della zona ferma il suo camioncino e attacca a chiacchierare (ottima scusa per riprendere il fiato). Come al solito ci chiede se siamo sorelle e si stupisce del fatto che siamo solo amiche perché dice che siamo uguali: penso che per facilità inizieremo a dire di sì…:-)
Gli ultimi 7 km sono di discesa ripida. Incrociamo una famiglia con due bimbi (2 anni e 6 mesi) che stanno facendo il nostro cammino con i bambini in braccio: ammiro il loro coraggio…e la loro resistenza!!!
L’ultimo km è di nuovo pura sofferenza ma l’arrivo ben ricompensa: arriviamo in un vecchio monastero dell’anno 1000 all’interno del quale si trova l’albergue de los peregrinos.
La giornata finisce un po doloranti, fra doccia, lavaggio di tutti i vestiti usati, abbondanti massaggi con l’arnica, pennichella, chiacchiere chiacchiere chiacchiere con gli altri pellegrini (per la maggior parte italiani + nota di merito per una famiglia della Florida!!) e la messa al monastero (più veloce del mondo: 25 min e tutti a prendere l’ape!!! Ahahahaha).
Cerchiamo invano un ristorante che serva la cena prima delle 8 e finiamo a cenare all’albergue con delle buste precotte comprate al supermercato…con questa stanchezza vale tutto…persino per me!!! 🙂