As Seixas / Arzúa – 30 km

Stamattina siamo pigre e rimandiamo persino la sveglia di 15 min! 😛 Usciamo con altri 2 pellegrini. Per fortuna siamo in forze e camminiamo da subito abbastanza veloci.

Il sentiero sale e prosegue in costa regalandoci una bella vista sull’alba. Camminiamo per 3 ore fino ad arrivare a Melide dove confluiscono il cammino del Norte, quello Primitivo e quello Francese. La cittadina è molto carina ma per noi cambia completamente il paesaggio: ci sono pellegrini che spuntano da ogni parte, di tutti i tipi e cartelli pubblicitari di qualsiasi cosa diretta ai pellegrini. Siamo un po’ frastornate.
Qui ci ricongiungiamo finalmente con Ila e Jason, che, nonostante un’assurda giornata che li ha costretti a fare 40km, arrivano provati ma felici della loro avventura.

Riprendiamo insieme il cammino chiacchierando e raccontandoci le diversissime esperienze dei due cammini: non solo altitudine, km, tipo di percorso sono differenti ma anche lo spirito delle persone che hanno incontrato, le motivazioni, i momenti di condivisione vissuti. È arricchente e bellissimo poter vivere questo scambio con delle persone che ti conoscono bene e che, avendo vissuto un’esperienza simile, ti possono davvero capire. Capiamo un po’ di più la differenza tra i cammini perché in questo tratto è pieno di pellegrini che camminano con noi, cosa a cui, sul nostro cammino in montagna, non eravamo assolutamente abituate.

Con ritmi un po’ altalenanti a seconda dei dolori dell’uno o dell’altro arriviamo a Ribadisco, un paesino meraviglioso sul fiume con casette in pietra e un bellissimo ponte romano. Buttiamo giù gli zaini e ci immergiamo fino alle ginocchia nell’acqua ghiacciata del fiume.

Arriviamo a Arzúa dopo gli ultimi 3 km e ci sistemiamo all’albergue dove soggiorniamo tutti insieme. Doccia e pranzo in centro (che non è particolarmente carino ma sicuramente vivace).
Dopo una siesta e la messa di ferragosto, per caso trovata in italiano con benedizione speciale per i pellegrini (che domani per gli ultimi 40 km ci servirà tutta!!) ci godiamo un’ultima birretta prima della nanna con un gruppetto di nuovi amici pellegrini.

Lugo / As Seixas – 33 km

La camminata mattutina inizia su un bellissimo ponte romano che passa sopra il rio Miño, che costeggia il lato sud di Lugo. Ci raccontiamo i sogni della notte, sbocconcellando la nostra colazione. È stranissimo: da quando sono qui ho ricominciato a ricordarmi un sacco di sogni che faccio…e preoccupantemente sono uno più assurdo dell’altro!!

Camminiamo un po’ rallentate dai dolori muscolari, il ginocchio di Manu non le dà pace neanche con gli antidolorifici. Verso le 7 Manu, che è davanti e dà il ritmo, inizia inspiegabilmente a rallentare. Penso sia il ginocchio ma ad un certo punto si accascia al ciglio della strada vomitando. Mi spavento, più che altro perché siamo in mezzo al nulla e anche solo trovare un taxi sarà un’impresa. Fa freddo, ci copriamo quanto possibile. Manu riprende colore e stoicamente mi dichiara che è pronta a ripartire.

Ci rimettiamo in marcia; inizia un tratto di sterrato, che aiuta l’andatura e il recupero di Manu che cerco di far idratare e nutrire in continuazione per riacquistare le forze. Il sole è rosso fuoco, la campagna è abbastanza monotona.
Quando ritorniamo sull’asfalto per distrarci infiliamo gli auricolari. Io ascolto l’audiolibro di  Siddharta: mi lascio trasportare dalla storia e mi chiedo come sia possibile che lui superi esercitazioni di privazioni e digiuni, sopportazione di dolore, silenzio e meditazione mentre io non riesco a smettere di pensare al dolore che mi provoca la vescica che ho sul piede che è tornata ad essere grossa come un pomodorino!! 😦

Ci fermiamo a fare pausa colazione / cura vesciche nella fiorita piazzetta di San Roman de Retorta. Da qui il paesaggio cambia e attraversiamo una serie di paesini romanici uno più carino dell’altro, ciascuno con 3 case in croce ed almeno una stalla. Dalla porta di una di queste spunta una signora che ci offre del formaggio fresco appena fatto.

Riprendiamo il cammino con una salita verticale. I piedi gemono. A 6 km dall’arrivo troviamo un baretto aperto dove fanno il caffè in una specie di teiera, tipico della zona. Arriviamo ad As Seixas poco dopo le 13. Doccia rigenerante e poi un bel panino al comedor locale.

Pomeriggio con nuovi compagni di cammino: oggi per la prima volta incontriamo qualche pellegrino che ha fatto il francese mentre aspettiamo invano i mantovani, i padovani e i vet che però devono essersi fermati da qualche altra parte…avete osato abbandonare “le Vodafone” così?!?! 😦
Ci rilassiamo all’ombra degli alberi, massaggi con olio di arnica, pediluvi ghiacciati e chiacchiere sui libri che stiamo leggendo (il tutto in spagnolo quindi la mia partecipazione si limita a qualche breve commento…ahahahha).