La mattina inizia all’alba con una meravigliosa galoppata sulla spiaggia. Dopo una passeggiata di un paio di km, mentre il resto del gruppo parte per un’escursione alla ricerca infruttosa dello squalo balena, arriviamo ad una stalla dove montiamo su 3 bellissimi cavalli. La passeggiata inizia sulla spiaggia. Dopo poco partiamo al galoppo proprio dove il mare frange sulla sabbia e gli zoccoli alzano schizzi d’acqua. Saliamo poi sulle dune di sabbia dietro alla spiaggia e riscendiamo in una vallata verdissima con palme e alberi fra i quali sono nascosti i villaggi locali fatti di capanne di paglia.
In ogni radura che ce lo permette partiamo al galoppo. È una sensazione di libertà meravigliosa!
Torniamo e trascorriamo il resto della giornata in spiaggia a passeggiare, prendere il sole, leggere e chiacchierare. Andiamo al mercato locale, contrattiamo e compriamo qualche mango per colazione e qualche birretta per goderci il tramonto. Andiamo a cena in un ristorante italiano e presa dalla disperazione di tutto questo pollo, mi lancio su un piatto di spaghetti al pomodoro! 🙂 Festeggiamo il compleanno di Teresa, una compagna di viaggio, con tanto di torta e candeline.
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San Pedro
Mitica Manu…non so come abbia fatto ma è riuscita a trovarmi un corso di cucina anche a San Pedro!! Ci viene a prendere una ragazza di 27 anni che si chiama Anita, mamma di un meraviglioso bimbo di 5 anni, che ci porta al mercato di San Pedro a fare la spesa per il nostro pranzo. Con noi ci sono un papà con suo figlio, originari del New Mexico.
Decidiamo insieme il menù della giornata e incominciamo a fare la spesa. Prima compriamo l’impasto per fare le tortillas da due ragazze che le preparano al mercato e che ci fanno provare a farle. Poi è la volta della verdura e delle erbe aromatiche, poi la carne e infine le spezie e gli avocado per l’immancabile guacamole. Anita ci racconta che il mercato c’è tutti i giorni perché quasi nessuno ha un frigo dove conservare gli alimenti quindi bisogna fare la spesa tutti i giorni!
Ci racconta dei ritmi di vita della gente del posto, principalmente agricoltori che passano le giornate nei campi mentre le donne stanno a casa ad aspettarli preparando i pasti quotidiani e badano alla casa e ai bambini. È molto fiera di aver ricevuto un’educazione grazie ai sacrifici di suo padre, di conoscere l’inglese e di avere l’opportunità di lavorare; è socialmente molto impegnata per far si che le donne non siano solo schiave dei loro uomini ma abbiano una dignità per l’importantissimo lavoro che svolgono. A San Pedro vi è una fortissima tradizione di tessuti, portata avanti da donne che coltivano il cotone, lo tessono e ne fanno meravigliosi tessuti colorati da cui producono i loro abiti tradizionali. Questa tradizione è davvero una ricchezza e per questo Anita ha fondato una cooperativa di donne, madri sole che hanno ricevuto il lascito di questo mestiere dalle loro ave e hanno voglia di trarne i frutti, che produce tessuti, sciarpe, tovaglie… Questa attività insieme ai suoi corsi di cucina le permettono di fare la sua parte nel tramandare la cultura Maya di cui è parte. Ci mostra come si fila il cotone e ci fa provare.
Prepariamo un buonissimo stufato di manzo con verdure e spezie e un dolce di banane, pomodori, spezie e cioccolato che è davvero una rivelazione.
Nel pomeriggio decidiamo di fare una passeggiata a cavallo. Attraversiamo le viette di San Pedro che scopriamo non essere poi così piccola (18.000 abitanti anche se sembra un paesino di 500 anime) e poi partiamo al galoppo su uno sterrato fino ad arrivare ad un mirador da cui si può ammirare tutto il lago al tramonto (o almeno così dovrebbe essere ma le predette nuvolacce non ce lo fanno godere a pieno). La vista è comunque molto bella. Rientriamo accompagnate dalle nostre due guide, due ragazzini del posto molto carini e desiderosi di chiacchierare.
Una volta in camera si scatena un bel acquazzone. Quando si placa riusciamo ad uscire per andare a mangiare qualcosa. Sentiamo musica dal vivo provenire da un locale sul lago ed entriamo. Appena sedute ci rendiamo conto di essere appena piombate in mezzo ad un gruppo di hippie al colmo della gioia (e della fattanza)…nessuno cammina dritto, tutti sorridono e ballano scatenati ma non al ritmo della musica bensì al loro ritmo interiore. 🙂 L’odore di herba buena è così forte che credo ne subirò gli effetti passivi! Proviamo a chiedere qualcosa da mangiare ma ci rinunciamo quasi subito e ci accontentiamo di un pacco di chips di platano comprate dal baracchino davanti! Iniziamo a ridere e a cantare anche noi trascinate dall’assurdità della situazione.