Chiang Rai – Phuket – Phi Phi Island

Il programma della giornata si prospetta alquanto noioso per il lungo trasferimento che ci separa dalle isole andamane. Gli eventi non mancano però di mettere un po’ di peperoncino (bruciante) alla nostra giornata.

Prendiamo la macchina e ci dirigiamo in aeroporto dove la riconsegneremo. All’alba del terzo giorno con guida sulla destra posso finalmente dire che sono abbastanza a mio agio nel traffico thailandese non sempre facile. Arriviamo al cancello dell’aeroporto e sbaaaaaam arriva un colpo fortissimo da dietro. Un taxi non ha visto che eravamo ferme al semaforo rosso e ci è entrato dentro in pieno! Dopo essermi assicurata che Manu stia bene, mi preoccupo un po’ di come gestiremo la situazione e come faremo a prendere in tempo il nostro volo!

Per fortuna un poliziotto testimone dell’accaduto accorre in nostro aiuto. Non sempre in questi paesi l’arrivo della polizia semplifica le cose invece sono super piacevolmente stupita da come si preoccupa di aiutarci nonostante non parli una sola parola d’inglese.

Accorre anche un ragazzo della Hertz che ci dice di non preoccuparci che si occupa lui del resto. Siamo molto sollevate e con un forte dolore alla cervicale entriamo in aeroporto.

Chiang Rai dista 2 ore di volo da Phuket. Avevamo prenotato un taxi per raggiungere il porto (1h di macchina) cosa di cui siamo state veramente contente viste le code per prendere un taxi all’uscita dell’aeroporto!!

Il traghetto parte dal Rassada Pier abbastanza puntuale e in 2h30 arriviamo a Koh (isola) Phi Phi. Il tempo è grigio ma il mare è comunque cristallino e le long tail boats che aspettano i passeggeri con le loro bandiere colorate sopra, mi mettono gia allegria!! Il nostro hotel è raggiungibile solo via mare quindi dopo una ventina di minuti – alquanto bagnati – arriviamo al Relax Beach: un nome un programma.

Le camere sono delle casette di legno carinissime appollaiate su dei tronchi di legno, mi ricordano le casette costruite sugli alberi.

Ci accoglie un meraviglioso arcobaleno che per la prima volta nella mia vita vedo completamente intero.

Mangiamo un bel dentice appena pescato arrostito sul fuoco!

Hotel: Phi Phi Relax Beach Resort

Trasporti:

  • Taxi Phuket airport – Rassada Pier: 1h – 30€
  • Traghetto Phuket Rassada Pier – Koh Phi Phi: 2h30 – 10€

Chiang Rai

Partiamo abbastanza presto con la macchina in direzione di Chiang Rai. Sono circa 3 ore di macchina, ma prima di arrivare ci fermiamo per qualche detour molto interessante.

Il primo è il famoso White temple, un tempio recentissimo (1997), fatto da un artista thailandese, tutto in stucco bianco e vetrini che brillano sotto il sole.

Ha sicuramente tutto un altro valore rispetto ai templi visti finora ma l’impatto è davvero impressionante. Anche l’interno è molto particolare infatti gli affreschi rappresentano scene apocalittiche contemporanee (per esempio la caduta delle torri gemelle) mescolate a personaggi dei cartoni (Superman, Hello Kitty, Pokémon,…). Sicuramente è valsa la visita.

Lungo la strada attraversiamo il Singha Park (si riconosce perché il simbolo è il leone d’oro della birra Singh riprodotto in gigante all’entrata del parco) , dove si possono scoprire i segreti della coltivazione del the (oggi purtroppo il museo era chiuso per capodanno). Il parco è molto carino e l’abbiamo attraversato tutto in macchina per goderci la vista delle piantagioni di the.

Arrivate a Chiang Rai visitiamo il tempio Wat Phra Kaew dove era conservato il Buddha di smeraldo che oggi è al Grand Palace di Bangkok.

Interessante vederne una riproduzione da vicino dato che quello vero è posto talmente in alto che ci vuole la lente d’ingrandimento. Per il resto il tempio non è particolarmente memorabile.

La terza tappa della giornata è il Blue Temple (Wat Rong Sear Tean).

Anche questo è contemporaneo, anzi non ancora completato, e la sua caratteristica è che il colore dominante di tutto il tempio è il blu, cosa assolutamente insolita se non unica. Decisamente più kitch del tempio bianco ma fa comunque una certa impressione è sono contenta di esserci fermate.

Mangiamo lì davanti in un baracchino e proviamo il Khao Soi, piatto tipico di questa regione con noodles all’uovo in parte bolliti in parte fritti e croccanti, in un brodo di curry rosso e latte di cocco: delizioso!

Come al solito nessuno parla inglese ma quando si tratta di cibo non so come ma ci facciamo sempre capire!!

Prima di rientrare in città visitiamo il Baandam museum, un villaggio museo costruito da un famoso artista thailandese, composto di 40 casette di legno nero (Baan=casa, dam=nero) tutte di dimensioni e forme diverse l’una dall’altra.

L’artista ha voluto rappresentare qui la sua visione dei precetti buddhisti in contrapposizione con le più tradizionali espressioni quali quella del White Temple. Nelle costruzioni sono conservate numerose opere dell’artista e la sua collezione di pezzi d’arte raccolti durante la sua vita. Fra questi ci sono parecchie pelli di animali (coccodrilli, serpenti, orsi,…) la cui presenza ci ha un po’ rattristato. Tralasciando questo elemento, il luogo è molto suggestivo e molto interessante.

La cosa che mi è piaciuta molto delle visite di oggi è che ci hanno dato una visione dell’effervescenza artistica contemporanea di questo paese in cui la modernità si mescola alla tradizione in modo rispettoso ma creativo al tempo stesso.

Proseguiamo verso nord dirette al giardino botanico che troviamo chiuso. In compenso esso si trova all’interno dell’università di Chiang Rai quindi facciamo un giro per il bellissimo campus.

Torniamo in centro, è l’ora dell’aperitivo. Ci dirigiamo verso il Night Bazar, il mercato serale. Oltre a bancarelle di artigianato e articoli locali, c’è una piazza piena di tavolini. Tutto intorno decine di mini stand di cibo da cui prendere da mangiare. Vorremmo provare un sacco di cose ma la cosa che ci attira di più è l’hot pot, un braciere con sopra una pentola di terracotta piena di un brodo piccante e dentro al quale bisogna cuocere verdure, uovo e carne che vengono portati crudi in un cesto. Ne proviamo uno di pollo…super buono!

Ci dirigiamo poi verso la torre dell’orologio. Questo è considerato il punto centrale della città. Questa torre dorata è stata costruita dallo stesso artista che ha costruito il White temple (lo stile è effettivamente riconoscibile). Alle 7, 8 e 9 di sera, per 5 minuti dalla torre esce una musica e delle luci colorate le fanno cambiare colore. La torre è carina, lo spettacolo molto kitch e niente di speciale.

Finiamo la giornata mangiando un pad thai davanti al residence in cui alloggiamo: il più buono che abbiamo mai mangiato!! 🤩

Hotel: Na-Rak-O Resort

Pranzo: stand davanti al Blue temple

Cena: Night Bazar + Pad Thai-Thai food