Bacalar

Ci svegliamo presto, o meglio puntiamo la sveglia presto ma non so perché stamattina siamo tutte e due assonnatissime quindi ricadiamo addormentate per un’altra mezz’oretta. Inizia la nostra scoperta dei mezzi di trasporto messicani. Decidiamo di prendere un bus per andare a Bacalar. Ci dicono di tirare fuori la mano quando vediamo un pullman azzurro per farlo fermare. Ci proviamo senza successo un paio di volte. Deluse tentiamo la stessa cosa con un taxi. Si ferma subito uno che chiaramente non ha nessuna voglia di portarci dove dobbiamo andare infatti ci spara un prezzo senza senso. Lo lasciamo andare e ci riproviamo. Non si ferma nessuno. Lo smacco più grande arriva quando due ragazzi locali si fermano di fianco a noi e fanno la stessa cosa: dopo 3 minuti si ferma un taxi e li carica…ma noi non ci perdiamo d’animo. Si ferma un’altra ragazza a fianco a noi ad aspettare e, forse perché pensano che siamo con lei, dopo poco finalmente si ferma un taxi. Ci carica e stiamo per ripartire quando si avvicina una coppia di signori anziani che vivono a Bacalar che cercano un taxi per tornare a casa. Ci stringiamo e ripartiamo. Iniziamo subito a chiacchierare e i tre fanno a gara ad elencarci i motivi per cui ameremo Bacalar e non vorremo più andarcene!!

Arriviamo alla laguna. È un grande lago ma l’acqua è azzurra chiarissima come quella di Goff’s Caye!!
Ci sdraiamo al sole. Siamo le uniche turiste. Intorno a noi ci sono solo messicani con le famiglie che fanno il bagno con i bambini e il picnic.

Ci rilassiamo: vita da spiaggia, bagni, libro, pranzetto di ceviche in riva all’acqua…
Alle 5 riprendiamo un bus che in un paio d’ore ci porta a Mahahual, cittadina di mare ancora poco turistica. Purtroppo al nostro arrivo ci accolgono le alghe che impestano tutta la cost est del paese e le sue meravigliose spiagge bianche.

Il problema principale di queste alghe è che, oltre a rendere impossibile fare il bagno, emanano una puzza tremenda di zolfo!!! È davvero insopportabile!

Un po’ demoralizzate ci consoliamo con una super cenetta da Fernando’s 100% Agave, dove un simpaticissimo cameriere argentino ci coccola con Margarita’s e succulenti piattini di pesce.

Caye Caulker

Io e Manu ci svegliamo presto per cercare di organizzare il tour di oggi. Sull’isola non c’è praticamente niente da fare (il motto dell’isola é “Go slow” e la gente non fa altro) e, anche se sembra incredibile dato il luogo in cui ci troviamo, non è un gran che neanche per fare il bagno perché le coste sono coperte di alghe che inpuzzano di zolfo tutta l’isola…bleah!!!

Decidiamo quindi di fare un’escursione a Goff’s Caye, un piccolissimo atollo di sabbia bianca, a sud di Belize City. La contrattazione, fra prezzo, metodo di pagamento e orario, è estenuante!!! Ci viene in aiuto un caffè ghiacciato che ci chiarisce le idee e riusciamo a concludere l’accordo.

Partiamo con una barca su cui ci stiamo solo noi 8 e il nostro capitano. Passiamo molto vicino a tutte le isolette che ieri avevamo visto da lontano. Sono per lo più isolette private; su una ci sono addirittura un campo da golf e una pista di atterraggio per aeretti, su un altra hanno costruito un resort che visto da fuori ci fa venire l’acquolina in bocca. Altre invece sono isole sulle quali vivono le comunità locali.
Il nostro capitano è un simpatico ragazzo nato e cresciuto sull’isola, scuro di carnagione e, nonostante questo, scottato dal sole, pieno di tatuaggi con una bandana in testa. Ha una vista da falco. Ad un certo punto ferma la barca e ci dice: lì davanti ci sono i delfini…noi non li vediamo neanche quando ce li indica quindi non ho idea di come abbia potuto vederli andando a tutta velocità!! Dopo pochissimo i delfini si avvicinano e iniziano ad entrare e uscire dall’acqua proprio intorno alla nostra barca…che spettacolo!!!!

La stessa scena si ripete per uno squalo nutrice e una manta.
Dopo 2 orette arriviamo vicino all’isolotto. Buttiamo l’ancora e facciamo un primo giro di snorkeling qui dove il fondale è più profondo…rimango estasiata!!! L’ultima volta che ho visto una barriera corallina era più di 15 anni fa…e non me la ricordavo così affascinante!!! I coralli hanno colori meravigliosi, ci siano centinaia di specie diverse di pesci a pochi metri di distanza. Dopo mezz’oretta risaliamo sulla barca dove troviamo un piatto di frutta fresca ad aspettarci.
Raggiungiamo l’atollo da cui stanno partendo anche le poche persone che c’erano. Rimaniamo solo noi e altri 3 italiani. Ecco…se dovessi descrivere il paradiso probabilmente assomiglierebbe molto a questo!!!!
Saltiamo dentro e fuori dall’acqua, andiamo a fare un secondo giro di snorkeling proprio sulla barriera corallina, mangiamo e poi ricominciamo! Facciamo 100.000 fotografie da tutti gli angoli.

Purtroppo arriva velocemente il momento di ripartire.
Dopo un’oretta di viaggio arriviamo vicino ad un isoletta verde con delle profonde insenature. Chocki, il nostro capitano, rallenta, tira fuori una tanica di punch al rum, una bottiglia che taglia con il macete fino a ricavarne un piatto dove versa della salsa piccante, un sacchetto di nachos et voilà…l’aperitivo è servito!!

Torniamo lenti lenti a Caye Caulker godendoci il tramonto.