Graskop & Komatipoort

Ci svegliamo a Graskop, cittadina di passaggio, in stile americano con qualche diner e pompa di benzina…l’impatto è tristanzuolo. Partiamo presto per il Blyde River Canyon, un canyon di pietra rossa tagliata da strisce di alberi verde scuro. Purtroppo non c’è il sole…ma i colori sono comunque bellissimi.

Ci spostiamo poi ai Bourke’s Luck Potholes, una serie di pozze di acqua dolce scavate fra le rocce rosse dei canyon. Mettiamo i piedi nell’acqua e ci rinfreschiamo. Le due tappe successive sono abbastanza un fallimento: prima ci fermiamo a Pilgrim’s Rest, ex cittadina di minatori, formata da un’unica strada di case vecchie ma ristrutturate e qualche piccolo museo…facciamo un giretto e dopo 10 minuti siamo pronti per ripartire. La seconda tappa sono le Mac Mac Falls, cascate inserite in un bel contesto geografico ma di per sé abbastanza insignificanti.

Ripartiamo per Komatipoort dove dormiremo. Il clima in macchina è disteso e chiacchierino ma purtroppo la cena genera le prime tensioni nel gruppo anche se penso sia normale fra 15 persone che non si conoscono.

Johannesburg & Graskop

Dopo lo scorso Natale lontana dalla mia delirante, casinista ma insostituibile famiglia, questo Natale con loro, che si è svolto nel rispetto di tuuuuutte le tradizioni (dal menù, agli schiamazzi di 12 cugini che si ritrovano dopo 1 anno, alle scenate e agli scleri familiari), mi ha riportato ad una stabilizzante (o quasi) normalità. Ma dato che io tranquilla non sono (molto) brava a starci…eccomi di nuovo con lo zaino in spalla, pronta per una nuova, diversissimia avventura che mi porta in Sud Africa e in Mozambico.

Questa volta niente guide e cartine alla mano…seguiremo un programma più o meno prestabilito, guidati da un coordinatore. “Come?!” direte voi…ebbene si…ho deciso di fare un viaggio con Avventure nel Mondo. Siamo 15 persone fra cui la mia inseparabile compagna di viaggio, Manu, e un’altra splendida nuova scoperta di Vodafone, Elena.

Non so tanto cosa aspettarmi da questo tipo di viaggio…so solo che parto entusiasta, come per ogni viaggio, ma in più aperta ad ogni confronto (anche se a volte sarà faticoso) e novità che verranno dall’incontro e dallo scambio con i miei compagni di viaggio.

Partiamo da Milano e, dopo un breve scalo a Il Cairo dove incontriamo la maggior parte del gruppo che arrivava da Roma, ripartiamo per Johannesburg. EgyptAir non ci degna neanche di uno schermetto personale per vedere un film quindi ne approfitto e piombo in 6 ore di sonno profondo e ristoratore. Atterriamo all’alba e iniziamo la parte burocratica. Per prima cosa cambiamo in Rand – moneta sudafricana – parte della cassa comune. Mi offro volontaria per questa operazione e, essendo 15, vi potete immaginare il gruzzoletto di euro che chiedo di cambiare. La ragazza del cambio sbarra gli occhi, poi inizia le operazioni e mi dice che deve andare a cercare abbatanza soldi per cambiarmeli…torna con un SACCHETTO di banconote che conta minuziosamente e mi consegna…infilo tutto nello zaino, lo stringo fortissimo sentendomi come la banda bassotti dopo un colpo in banca e torno dal gruppo!
Ritiriamo i nostri 3 pickup bianchi che saranno il nostro mezzo di trasporto per i prossimi 15gg…la comodità dei sedili è un’altra cosa, in compenso nel bagagliaio c’è posto per una festa!! 🙂

Ci dirigiamo a nord, superiamo Pretoria e arriviamo all’Horseback Africa, un lodge nel quale allevano leoncini per poi metterli in libertà e favorire la conservazione della specie che, fra cacciatori di frodo e malattie varie, è passata da 250.000 a 20.000 esemplari negli ultimi 20 anni. Facciamo una passeggiata con quattro cuccioli di leone che ci seguono giocando e lasciandosi accarezzare. Uno fra poco verrà messo in libertà quindi sta imparando a “cavarsela da solo”, gli altri sono ancora cuccioli vogliosi di giocare. Dopo una mezz’ora andiamo a conoscere i loro genitori che invece sono esemplari selezionati e tenuti in cattività proprio per riprodursi e rafforzare la specie. Sono magnifici, imponenti. Capisco perché sono considerati i re degli animali. La cosa più dolce arriva alla fine quando andiamo a conoscere 3 cuccioli di 1 mese che iniziano appena a muoversi sulle loro zampone sproporzionatamente grandi. Anche per loro è l’ora della pappa e gli diamo il biberon con il latte. È stata un’esperienza pazzesca.

Benché da un lato il vedere animali intrinsecamente selvaggi in cattività a contatto con gli uomini faccia una certa impressione, dall’altro la sensazione è quella di un ambiente estremamente positivo con persone innamorate degli animali e profondamente dedite alla loro missione. Come primo impatto direi non poteva essere migliore. Ripartiamo per quelle che dovevano essere 2 (e invece sono 4) ore di viaggio con pausa per la prima cena sudafricana della mia vita: mangiamo bistecca di antilope e un pasticcio di carne tipico di qui…molto particolari ma direi un ottimo inizio…:-)