Ao Nang

Ci svegliamo presto e un semi raggio di sole penetra dalla finestra…ci scappa un grido di gioia!! Saltiamo giù dal letto, recuperiamo i bagagli e in mezz’ora siamo su un taxi dirette alla spiaggia più vicina (Ao Nang Beach).

Ao Nang, a 25 min di macchina da Krabi Town, è il punto di partenza delle long tail boats che portano alle spiagge accessibili solo via mare e alle isolette della zona. Purtroppo quindi c’è un gran via vai di barche con i loro motori scoperti che fanno un gran rumore e un sacco di fumo nero.

Camminiamo lungo la spiaggia, ci allontaniamo dalle barche e troviamo un posticino tranquillo sotto i faraglioni di roccia caratteristici della zona. Finalmente splende il sole e tutto intorno è un’esplosione di colori.

Abbiamo ammonticchiato tutti i nostri bagagli sulla spiaggia e, dato che fa troppo caldo per stare sdraiate sulla sabbia, passiamo gran parte della mattinata nell’acqua bassa a camminare e sguazzare.

Dopo un ultimo Pad Thai e una limonata ghiacciata in riva al mare (al The Last Fisherman Bar), ancora salate e con i costumi bagnati prendiamo il taxi per andare all’aeroporto di Krabi.

Da qui prendiamo un volo per Don Mueang, il secondo aeroporto di Bangkok.

Stanotte dormiremo in un hotel vicino all’aeroporto Suvarnabhumi da cui domani mattina all’alba ripartiremo per rientrare.

Krabi

La mattina crogioliamo in hotel, fuori la pioggia non da tregua e non sembra esserci niente da fare al coperto.

Verso l’ora di pranzo, il peggio sembra passato e decidiamo di concederci un ristorantino carino in centro. Mangiamo benissimo alla Gecko Cabane, gestita da una coppia thailando-francese.

Dopo pranzo approfittiamo di un momento senza pioggia per fare una lunga passeggiata lungo il fiume (Pak Nam Krabi) che costeggia Krabi. Formazioni rocciose coperte di vegetazione lussureggiante, spuntano da in mezzo al fiume creando un bellissimo panorama. Peccato che l’acqua sia molto torbida a causa della pioggia.

Ricomincia il diluvio e ci rifugiamo di nuovo al centro massaggi di ieri, questa volta per un massaggio thai completo.

Ceniamo in un ristorantino tutto in legno vicino all’hotel (Prantalay Seafood) e proviamo il granchio con i noodles…in questa località di mare sembra andare per la maggiore! C’è un ragazzo thailandese che fa musica dal vivo ma ad un certo punto un anziano signore, chiaramente un turista, gli ruba la scena e ci intona Elvis con un “Can’t help falling in love” da brividi.

Phi Phi Islands – Krabi

Ci svegliamo pronte per prendere il traghetto per Phuket. L’albergo ci conferma che il traghetto partirà e ci vende i biglietti, tranquillizzandoci che, anche se i biglietti non sono numerati, avremo posto sul traghetto.

Una volta arrivate all’imbarcadero, ci dicono invece che l’unico traghetto che partirà per i prossimi giorni è quello delle 9 per Krabi (nella direzione opposta alla nostra). Esitiamo su quale sia la migliore strategia, ma alla fine riteniamo più saggio allontanarci il prima possibile dalle isole.

In porto c’è il panico e ondate di turisti corrono da una parte all’altra cercando di capire come scappare e salendo su traghetti stracolmi. Dalle notizie sappiamo che ci sono 50mila persone che,come noi, stanno cercando rifugio dal ciclone.

Ricomprato finalmente il biglietto per Krabi, ci mettiamo in coda per salire e dopo poco il traghetto davanti ai nostri occhi molla gli ormeggi e parte. Si leva un mormorio di rabbia dalla folla, terrorizzata di rimanere a terra. Per fortuna dopo qualche minuto attraccano altri due traghetti che cominciano ad imbarcare passeggeri. Non fanno parte della stessa compagnia di quello prima, ma in qualche modo facciamo accettare il nostro biglietto (comprare un terzo biglietto no eh!).

Il mare è molto grosso e in questo traghetto entra acqua da tutte le parti. Per fortuna il viaggio dura solo due ore, tempo sufficiente di pianificare le prossime mosse. Per prima cosa prenotiamo un aereo da Krabi a Bangkok, per avere un’alternativa di rientro sulla capitale. Poi è la volta dell’hotel. Robusto, lontano dal mare e con una camera sufficientemente grande per viverci rinchiuse 2 giorni: ecco le caratteristiche che cerchiamo.

Una volta al porto di Krabi è di nuovo la corsa ai taxi, che naturalmente non erano preparati ad una tale affluenza. Veniamo spinte su un taxi con altri due turisti che, a differenza della maggior parte dei passeggeri del traghetto, rimangono a Krabi invece che spostarsi direttamente a Phuket via terra.

Lasciati i bagagli in albergo, ne approfittiamo per fare un giro nella cittadina di Krabi prima che arrivi la pioggia. Ci fermiamo a mangiare in un ristorantino musulmano (non abbiamo capito perché, ma qui ci sono un sacco di esercizi musulmani, probabilmente la comunità è molto presente).

Krabi town non sembra offrire gran che, tranne un buon numero di caffè molto carini. Ci sono gruppetti di turisti che come noi vagano alla ricerca di qualcosa da fare in attesa del maltempo. Saliamo al tempio (Wat Kaew) – unica cosa da “visitare” in città – ma dopo tutti i templi meravigliosi che abbiamo visitato, questo non ci dice veramente niente.

Finiamo per infilarci in un centro massaggi (Body Kneads) a goderci il foot massage più bello che abbia mai fatto.

Quando usciamo la pioggia ha notevolmente rinforzato. Rientriamo in albergo a guardarci un film.

Al momento di cena proviamo a mettere il naso fuori, ma la pioggia è decisamente troppa anche per le nostre super mantelle comprate a Chiang Mai. Facciamo quindi dietrofront e mangiamo nel tristissimo ristorante dell’albergo.