Petra e Wadi Rum

Ci svegliamo presto per godere delle prime luci del giorno sulle facciate di Petra. Rientrare in questo sito il secondo giorno fa tutto un’altra effetto: non c’è più l’eccitazione della scoperta ma c’è l’attenzione per i particolari. Il tesoro al nostro ingresso è tagliato in due fra luce e ombra.

Riattraversiamo tutto il sito e giriamo intorno ad una montagna per raggiungere un punto panoramico per vedere il tesoro dall’alto.

Ci godiamo un the in una tenda beduina con questa magnifica vista. I beduini sono gli abitanti autoctoni della zona e fino agli anni ‘90 abitavano nelle grotte di Petra che non era ancora un’attrazione per il turismo di massa. Per questo, anche se il governo li ha spinti ad abitare nel villaggio moderno adiacente al sito archeologico, i beduini rivendicano Petra come la loro città e operano tutti i commerci turistici all’interno del sito.

Ridiscendiamo e risaliamo dal lato opposto altri 400 scalini per raggiungere l’alto monte del sacrificio, uno dei luoghi più sacri dove i Nabatei offrivano sacrifici agli dei. Il luogo domina tutta la vallata della città di Petra.

Con tutti questi saliscendi, la nostra coach ufficiale – Silla – ci annuncia che abbiamo fatto ben 196 piani e camminato 17,5km…la cena ce la siamo ben meritata!!

Arrivati in fondo alla discesa ci rendiamo conto che manca un membro del gruppo: aspettiamo, uno di noi (Davide) risale fino in cima per vedere se per caso non è rimasto indietro, camminiamo 1 ora per raggiungere l’ingresso per vedere se per caso è lì ma non lo troviamo…e scatta un po’ di panico! Davide (santo) riparte alla ricerca con un cavallo senza successo (per di più scendendo gli rubano l’orologio dal polso…). Decidiamo quindi di aspettarlo all’ingresso del sito, mangiando in un baretto iper turistico, caro e abbastanza cattivo…ma il gruppo è il gruppo!! Finalmente il disperso si fa vivo e tiriamo tutti un sospiro di sollievo!!

La prossima tappa è il deserto del Wadi Rum dove arriviamo al tramonto. Dal campo base i beduini ci portano con le jeep fino al nostro campo tendato che è nel mezzo del deserto, ridossato ad una montagna in cui siamo da soli!!

La cena è nel campo tendato vicino dove i beduini hanno preparato il loro piatto tipico: sei polletti cotti in un tegame rovente sotto la sabbia.

Torniamo alle nostre tende, chiacchieriamo e beviamo tutta la sera intorno al fuoco sotto le stelle: amo essere così immersa nella natura!

Petra

La mattina inizia con una nuova delusione: il brutto tempo ci perseguita e la visita a Petra è a rischio. Siamo tutti molto innervositi e discutiamo su come modificare il programma per riuscire a vedere Petra con il sole. Alla fine decidiamo di visitare Petra sia oggi che domani sperando in qualche momento di sole.

Per chi non è mai stato a Petra, la particolarità di questa città – unica al mondo – è la sua conformazione in quanto è tutta scavata nella roccia. Lo spettacolo artistico sta quindi principalmente nelle imponenti facciate cesellate che identificano gli ingressi di tombe e abitazioni (oggi grossi spazi vuoti scavati nella montagna). Il tutto reso particolarmente affascinante dal colore rosso dell’arenaria del luogo e dalla posizione della città che si apre in fondo ad un canyon lungo e stretto (siq).

Percorriamo il sinuoso siq largo in alcuni punti 8 mt in altri solo 2 con la roccia che per lunghi tratti forma quasi un tetto sopra di noi. Camminiamo per 1,5 km fino a quando il tesoro di Petra non si svela davanti a noi: che spettacolo!! Questa tomba reale dell’epoca dei Nabatei (popolazione che fondò questa città nel 300a.c. e vi rimase fino al 106d.c.) è il monumento più importante del sito ed decorata con colonne e statue. Arriviamo che la facciata è illuminata dal sole: missione compiuta!:-)

La cosa che mi ha colpito di più di Petra è la sua vastità: abbiamo camminato per chilometri e chilometri con tombe e case scavate nella roccia lungo tutto il percorso sulla destra e sulla sinistra. L’esperienza è quindi incredibilmente immersiva ed è facile fantasticare sulla vita qui più di 2000 anni fa.

Dopo un rapido pranzo all’ombra (che la nostra mitica guida ha persino aiutato a preparare per assicurarsi che la verdura fosse lavata a dovere e che non ci mettessero una vita a preparare…un angelo!) ripartiamo alla volta del monastero. Questo monumento si trova in cima ad una scalinata di 850 gradini scavanti nell’arenaria. Il cielo inizia a rannuvolarsi e scurirsi. Arriviamo su in tempo record ma appena in cima si staglia davanti a noi un cielo nero e un muro d’acqua. La luce che filtra fra le nuvole è incredibile e illumina la tomba del monastero rendendola rosata.

Ci godiamo la vista dall’alto qualche minuto poi ritorniamo di corsa verso le scale per non farci cogliere dalla pioggia sulla discesa scivolosa.

I tuoni si fanno sempre più forti e quasi in fondo alla scalinata si scatena una pioggia a catinelle accompagnata da un sacco di vento! Qualcuno riesce a rifugiarsi subito in un ristorante, qualcuno arriva dopo qualche minuto gocciolante!

La pioggia continua a scrosciare e ci dicono che si è formato un fiume d’acqua che trascina giù sassi e detriti lungo il siq che è diventato quindi totalmente impraticabile: siamo bloccati dentro al sito! Lanciano il piano evacuazione e dopo 1 oretta arrivano i ranger che ci fanno uscire dal sito su delle jeep (tutti in piedi dentro al cassone come delle bestie) attraverso la strada di servizio…decisamente un’esperienza che ricorderemo!

Gocciolanti e infreddoliti, sulla via del ritorno ci concediamo una calda pausa in un hammam: prima il bagno turco, poi lo scrub (fatto dall’unico Giordano figo che abbiamo incontrato finora), infine, stesi sulla pietra calda, un massaggio fatto con il sapone nero. Un piccolo ristoro che ci rimette in sesto. 🙂

Dana, Shobak, Little Petra e Petra

Dopo una fredda notte, partiamo alla scoperta della riserva naturale di Dana. Percorriamo il sentiero del Shag il Riish che attraversa una zona semidesertica con torrioni di arenaria che creano gole e giochi di colori. Questa pietra infatti è molto friabile e si è modellata nei secoli creando grandi panettoni levigati con striature rosse dovute alla presenza di rame.

Camminiamo un paio d’ore poi ci fermiamo in una radura: la guida raccoglie i legnetti, accende il fuoco, tira fuori la teiera e ci prepara un bel the fumante. 🙂

Camminiamo un’altra oretta e finiamo il percorso dal lato opposto della vallata dove ci aspetta il nostro “scuolabus”…

Ho una fame che mi sbranerei un bue…ci fermiamo lungo una strada in un chiosco che fa panini: mi faccio arrotolare in una pita del hummus (mi trasformerò in un cece prima della fine della vacanza…se la mia pancia gonfia non prende il volo prima!!), dei falafel (idem come sopra) e del pollo al curry…mi sembra buonissima!

Il chiosco vicino fa il caffè: presi dalla voglia di caffeina ci lanciamo tutti all’avanscoperta ma è caffè arabo,

spesso come cioccolata calda, pieno di polvere di caffè…solo in 2 riusciamo a finirlo…io dopo la prima golata non lo trovo neanche così male 😉

Ripartiamo per il castello di Siq-al-Barid, un altro castello crociato che domina le colline circostanti. Dall’alto notiamo 2 peculiarità di queste colline: la roccia che forma queste colline sembra striata come se fosse fatta di stratificazioni di rocce diverse (in realtà opera del vento) e sono puntellate di porticine che davano accesso alle case/caverne dei contadini del luogo.

Il nostro tour quotidiano termina con la visita a Siq-al-Barid anche nota come piccola Petra, un prima assaggio della grande Petra. Piccola Petra era probabilmente un caravanserraglio di Petra, ovvero dove le carovane, che trasportavano tutte le merci sulla via dei Re, si fermavano e dove avvenivano gli scambi. Questa però non era sicuramente la sua unica funzione in quanto ci sono resti di tombe e di sale da banchetti.

Facciamo anche conoscenza con i beduini, popolazione indigena con tratti somatici e costumi molto diversi dagli altri giordani.

La serata si prospetta magica con la visita del tesoro di Petra by night. Siamo tutti molto eccitati di essere finalmente davanti alla tanto attesa meraviglia del mondo. Purtroppo 5 min prima dell’inizio, si scatena un uragano di pioggia con tuoni e fulmini e tutto viene annullato…dopo la nebbia al monte Nebo e il canyoning annullato, iniziamo a prendercela con la malasorte…😡

Ci rifugiamo in un gigantesco cena e un paio di buone bottiglie di Porto bevute in onore del mio “non-compleanno” nella hall dell’albergo.