Phnom Pehn

Stamattina ero pigra!! 🙂 me la sono presa con calma, caffé al bar, giornale, mail e poi via verso l’ambasciata del Laos. Dovevo assolutamente ottenere il visto entro oggi se no avrei dovuto cambiare tutto il mio programma per entrare nel paese da un aereoporto. A parte i 50 dollari richiesti per l’operazione, tutto il resto sembra semplice e mi dicono di ripassare la sera per ritirare il passaporto. Decido dunque di andare a visitare il museo Tuol Sleng, il museo del genocidio di Pol Pot allestito in quella che é stata la più grande prigione di tortura di Phnom Pehn in quell’epoca. La visita si snoda fra 3 edifici che prima di essere trasformati in prigione erano adibiti a scuola. I primi 2 mostrano i letti dei prigionieri, le celle microscopiche nelle quali erano costretti a vivere e gli strumenti di tortura. Il terzo raccoglie documenti e fotografie dei prigionieri scattate dai khmer rossi prima e dopo le torture, i racconti dei 7 sopravissuti, i processi in corso contro i maggiori esponenti del regime ancora in vita e fin’ora nn condannati per il massacro compiuto. Rimango molto colpita da questa visita e decido di fare una bella passeggiata per ammortizzare il colpo. Nel pomeriggio visito il museo nazionale (molto interessante e anche più soft) e decido di farlo accompagnata da una guida che mi svela un po’ di simbologia induista e buddista di cui sono totalmente ignorante. Ripercorriamo, attraverso le statue esposte, la storia dei magnifici templi di Angkor! Il resto della giornata la dedico ad un po’ di planning dei prossimi giorni: domani andró a Kratie a vedere i delfini dell’Irridway (una specie di delfini d’acqua dolce, molto rari ed in via d’estinzione) e il giorno dopo partiró per la regione del Ratanakiri, una regione molto remota nel nord est del paese! Proprio perché non so che condizioni troverò non sono neanche certa che riuscirò a tenervi aggiornati in tempo reale, ma prometto che continuerò a scrivere cosi appena posso posto i miei spostamenti!

Una domenica da expat a Phnom Pehn

Oggi vivró da expat a Phnom Pehn ossia come vivono tutti quegli europei e americani che si sono trasferiti qui per lavoro e si sono portati dietro un po’ della loro cultura e delle loro abitudini! Si inizia con colazione al bar con caffé, brioche e spremuta di mango…un lusso! Giro della città di giorno, tour del mercato russo, il mercato più bello della città pieno di oggetti d’artigianato, stoffe, sarti, pesci essiccati, spezie, frutti esotici che faccio ancora fatica a riconoscere e mille altre cose! Pranziamo a bordo piscina all’hotel Raffles Le Royal, il secondo di questa catena dopo quello (a quanto pare pazzesco) di Singapore. Io sono più che soddisfatta già da questo anche perche le palme del giardino abbassano di almeno 10 gradi la temperatura esterna che oggi è davvero tropicale! Nel pomeriggio visitiamo il palazzo reale con la famosa pagoda d’argento (a dir la verità sono un po’ delusa perché l’argento é solo nelle piastrelle del pavimento che sono al90% coperte da tappeti!! :-S). La cosa più interessante é la popolazione locale che la domenica va a rendere omaggio al re! Concludo la giornata con un fantastico massaggio anti stress, una passeggiata sul lungo fiume al tramonto e un aperitivo su una terrazza con vista sulla città! Cena al pop café da Giorgio con un bel piatto di tagliatelle alla bolognese fatte in casa!! 😉