Kyoto & Hiroshima

Stamattina scegliamo di fare la vera colazione giapponese. L’aspetto è esteticamente bellissimo ma non differisce molto da una cena con pesce grigliato, tofu, zuppa miso, riso, sottoaceti, frittata…e sulle prime tentenniamo. L’esitazione dura poco…è tutto molto buono anche se non so se la farei tutti i giorni!

La prima tappa di oggi è il padiglione d’oro, un palazzo trasformato in tempio completamente ricoperto di lamine d’oro che sorge su un laghetto. Il riflesso dell’oro nel laghetto e il giardino giapponese intorno completano il quadro. Anche qui pullula di scolaresche in gita ma invece che provare “oppressione da turisti”, mi sento immersa nella cultura locale e mi guardo intorno curiosa.

Dopo il padiglione d’oro ci rechiamo alla foresta di bambù. Siamo nella periferia nord-ovest di Kyoto e dato che abbiamo poco tempo ci stiamo muovendo da un posto all’altro in taxi anche se sono sicura che gli autobus funzionerebbero benissimo. Per ammirare la foresta di bambù si percorre un sentiero di circa 1 km immersi fra questi giganteschi tronchi. La loro altezza ti fa sentire un piccolo puffo.
Compriamo dei cachi secchi (prima volta che li vedo) da una bancarella e del the matcha da un simpaticissimo coltivatore locale.

Pranziamo in treno – sempre alla scoperta delle cose più improbabili che troviamo – diretti a Hiroshima. Ammetto che ero un po’ restia ad inserire questa tappa nel nostro percorso ma a posteriori credo davvero sia una tappa fondamentale dal punto di vista storico e di coscienza.
A Hiroshima c’è un parco della memoria con un cenotafio, la fiamma della pace, un monumento in memoria dei bambini, uno in memoria dei coreani e un museo della memoria che racconta quello che è successo. La visita mi colpisce molto per la potenza distruttrice di questa bomba all’epoca “sconosciuta”, per gli impatti a distanza di così tanti anni e per le conseguenze che l’hanno reso un tale disastro: la bomba è caduta una mattina in cui più di 6.000 bambini erano stati chiamati ad aiutare per abbattere dei palazzi e costruire dei frangifuoco per i raid aerei. Anche per questo, ha fatto così tanti morti fra i bambini di 12/13 anni…una vera tragedia!!

Ripartiamo da Hiroshima diretti a Uno, dove dormiamo pronti per imbarcarci verso l’isola di Naoshima.

Nara & Kyoto

La sveglia suona all’alba e come tutte le mattine mia sorella continua a ronfare serafica fino a quando non la sveglio (dolcemente se no diventa una specie di iena fino a pranzo!!

Prendiamo il treno in direzione di Kyoto e dopo due ore ci si propone la prima sfida della giornata: in 20 minuti dobbiamo lasciare le valigie al deposito, comprare da mangiare e cambiare treno. Più che una sfida per noi è una sfida alla tanto citata organizzazione giapponese… e anche stavolta vince lei! Ripartiamo con la coincidenza per Nara.

Nara è una meta turistica molto conosciuta soprattutto dai buddisti perché nel grande parco a est della cittadina si trova una delle più grandi statue bronzee del mondo, il Daibutsu, ovvero Grande Buddha. La statua è racchiusa in un enorme edificio ligneo chiamato Todai-ji. L’impatto è impressionante, sopratutto per chi ha avuto poche esperienze con le statue buddiste. Intorno a noi è pieno di scolaresche in divisa in gita di classe che si accalcano intorno ad una colonna del tempio. Alla base della colonna c’è un buco che rappresenta una narice del Buddha: chi riuscirà a passare attraverso il buco avrà assicurata l’illuminazione. Naturalmente papà non resiste e si butta nella folla dei bambini per provarci!

Ritorniamo nel parco in cui vivono centinaia di daini liberi e ormai totalmente abituati alla presenza dell’uomo. Scattiamo l’immancabile selfie con due daini e partiamo per una passeggiata che ci conduce ad alcuni templi minori nascosti fra la vegetazione. Sono dei piccoli gioiellini di legno, ben conservati e animati da una fervente attività.

Il tempo scorre troppo veloce e purtroppo ho considerato troppo poco tempo per goderci Nara; dobbiamo correre in stazione a riprendere il treno. Prima di salire facciamo un’incursione in un piccolo supermercatino dove arraffiamo qualcosa per il pranzo: tanto per cambiare prendiamo tutto quello che non riusciamo ad identificare!!

La fretta di tornare a Tokyo è dovuta al fatto che ci aspetta il Miyako Odori, lo spettacolo teatrale delle geishe che celebra la primavera a Kyoto (spettacolo solo ad aprile). È molto difficile apprezzare l’arte di una geisha se non si è invitati in uno dei bar privati nei quali queste si esibiscono la sera. Se ne può però avere un assaggio durante lo spettacolo del Miyako Odori in cui le geishe danzano e cantano raccontando lo svolgersi delle 4 stagioni attraverso poemi epici giapponesi.
Lo spettacolo è incantevole e ci proietta in un mondo un po’ artificiale ma altrettanto segreto ed intrigante.

Usciti ci incamminiamo lungo il Sentiero del Filosofo, un percorso che corre lungo un canale all’ombra dei ciliegi in fiore. L’ora del tramonto e gli alberi in fiore rendono la passeggiata particolarmente suggestiva e romantica.

Arriviamo nel Ryokan, l’albergo tradizionale giapponese, che abbiamo scelto. L’ingresso è un salottino rettangolare con un grande focolare al centro e una teiera sul fuoco. La nostra stanza è composta da 5 ambienti, una piccola sala da pranzo, due stanzine vuote coperte di tatami (stuoie di bambù) dove dopo cena verranno posti i tatami (letti tradizionali) per dormire, una toilette e una sala da bagno tradizionale (onsen) con degli sgabelli sui quali sedersi per lavarsi con una doccia e una vasca di legno piena di acqua calda dove rilassarsi.

Dopo l’onsen ci forniscono un kimono che dobbiamo indossare per la cena. La cena Kaiseki, cena tradizionale di Kyoto di 13 portate che mescola piatto di verdure, zuppa e pesce, ci viene servita innaffiata di sake…una vera gioia per occhi e palato!!