Tineo / Borres – 18km

Alle 4.45 lo stanzone inizia ad animarsi ed il sonno fugge via. Proviamo invano a riaddormentarci e dopo un po’ ci alziamo. Partiamo di nuovo con il buio e la nebbia:  anche se la tappa è breve l’albergue ha solo 16 posti e vogliamo assicurarci una branda!

Camminiamo su uno stradone sterrato, un po di fango, un po di sassi ma i pendii sono lievi saliscendi. Camminiamo nella nebbia, la rugiada illumina le tele di ragno costruite sui fili spinati che separano i pascoli.

Ci fermiamo a fare colazione con due biscotti vicino ad una fonte e ci raggiungono altri 2 italiani.
Ripartiamo e camminiamo per qualche km sull’asfalto. Raggiungiamo un paesino animato da pellegrini che mangiano o cercano un albergue. Decidiamo di non fermarci e di fare gli ultimi 6km per arrivare a Borres. Arriviamo ad un paesino perso nel nulla, 3 stalle, 3 case, 1 bar e dall’altra parte della vallata (cioè 800 dolorosi mt di saliscendi dal bar) l’albergue.
Ci fermiamo al bar per la meritata birretta con panino  (Maimoú e Manu sono ribaltati come dimostra la foto).
Il pomeriggio passa al cazzeggio: siamo un gruppo di 16 italiani, chiacchieriamo, dormiamo, leggiamo, beviamo e ceniamo tutti insieme. C’è un bellissimo spirito e ci godiamo questo aspetto del cammino.
Domani è prevista pioggia!! 😦

Cornellana / Tineo – 31km

La sveglia suona ben prima dell’alba perché sappiamo che oggi ci aspettano 7/8 ore di cammino con più di 1000mt di dislivello!
Partiamo al buio e affrontiamo i primi saliscendi alla luce della torcia. La prima ora passa velocemente, in rigoroso silenzio, fino a quando non arriviamo ad una cava di gesso che con le luci dell’alba sembra delle montagne di neve!!!

La seconda ora è un supplizio!!! Camminiamo sull’asfalto per molto tempo, non abbiamo ancora fatto colazione e arriviamo a Salas dopo 12km (1/3 del percorso) trascinandoci con il muso lungo!!! Collassiamo sulle seggiole dell’unico baretto aperto nella piazza della chiesa e ci facciamo anestetizzare da caffè e torta di mele! La proprietaria ci regala anche lo spuntino del pellegrino: una banana e un boccadillo (paninetto) con prosciutto da mangiare lungo il cammino. Le nuvole sono ancora basse e cariche di umidità!

Incrociamo una famiglia di 3 spagnoli che tarellano come degli alpini: entriamo in scia e ci facciamo tirare per le successive due ore: sono dure, ma facciamo 1000mt di dislivello più veloci di prima ed il cielo è tornato azzurro e contrasta con i prati verdissimi, mi mette allegria! 🙂  Arriviamo in cima quasi senza acqua quindi ci fermiamo nel primo paesino e chiediamo indicazioni mentre gli spagnoli fanno uno spuntino. Un’anziana signora gentilissima si offre di rifornirci d’acqua in modo da non dover uscire di strada per trovarne. Ci fermiamo 10 min a chiacchierare: anche i suoi figli hanno appena finito il cammino e ci incoraggia a non mollare perché, dice, arrivare a Santiago è un’esperienza unica!! Ci risupera la famiglia spagnola e come massimo smacco il ragazzo si accende una sigaretta alla base di una salita verticale…:-|

Con il morale abbattuto (e il fisico ancor di più) ripartiamo per l’ultimo terzo della tappa di oggi. Attraversiamo una zona di fattorie e pascoli con bellissime mucche bianche e nere da cartolina. I dolori iniziano a farsi sentire e anche se le grandi salite sono finite, ricomincia la fatica vera. Mangiamo la preziosa banana della signora di stamattina e ripartiamo.
Per fortuna il paesaggio è piacevole. Camminiamo sotto una specie di galleria di alberi che ci fanno ombra e sopra a…tanto fango! Intorno ci sono ancora pascoli e coltivazioni di mais.

Gli ultimi km per arrivare a Tineo li facciamo di nuovo un po trascinati e doloranti! Arriviamo all’albergue dove ci accoglie calorosamente la famiglia spagnola. Ci buttiamo su due brandine in uno stanzone da 30 letti….speriamo stanotte non russino tutti!!! 😛