Tokyo & Shirakawago

Oggi iniziamo la giornata con una bella figuraccia: dato che in hotel c’è una piscina, io e mamma inforchiamo accappatoio e ciabatte e scendiamo per farci una nuotata mattutina. Un membro dello staff, appena si aprono le porte dell’ascensore, ci vede da lontano e ci corre incontro con le braccia a X urlandoci “change change”!! Tutti si voltano pensando ad un allarme…la scena è super imbarazzante ma altrettanto esilarante e a stento tratteniamo le risate!! Spieghiamo che stiamo cercando la piscina ma non sente ragioni e, senza darci l’informazione richiesta, urla solo “change change”. Ritorniamo in camera a vestirci di tutto punto e ripartiamo ma stavolta mancano i 2€ per entrare in piscina…rinuncio alla nuotata…mi è bastata la camminata a mettermi fame!!!

Partiamo con i bagagli per andare alla stazione dove dobbiamo convertire i japan rail pass acquistati in Italia in biglietti validi per gli Shinkansen (i “freccia rossa” locali) e aspettare papà.
Iniziamo a capire qualcosa della metropolitana locale e a muoverci abbastanza abilmente. Stamattina però notiamo una cosa nuova: alcuni vagoni sono indicati come “women only”! L’ora di punta deve essere davvero un inferno qui!!

Recuperiamo papà che, per riuscire a prendere il nostro treno deve fare uno scatto da centometrista, ma finalmente siamo tutti e 4 insieme!
Dopo 3 ore di treno arriviamo a Kanazawa dove abbiamo la corrispondenza con il pullman per Shirakawago, un villaggio tradizionale giapponese con le casette in paglia.

La campagna che attraversiamo è ricca di coltivazioni di riso e ciliegi in fiore. La strada inizia a salire ed appaiono macchie di neve: guardiamo le nostre maniche corte e ci chiediamo dove stiamo finendo!!

Scendiamo dal bus e una navetta ci porta fino al lodge: ci troviamo davanti ad moderno rifugio…immerso nella neve!!!
Mettiamo su ON la modalità montagna e via! La camera ha 4 loculi con dentro letti singoli e la finestra è coperta da quasi 2 mt di neve.

Modalità montagna vuol anche dire relax quindi andiamo a fare un onsen – le terme tradizionali giapponesi. Il rito prevede si spogliarsi nudi in una anticamera, entrare in una prima stanza dove ci si siede su uno sgabello e lavarsi interamente, poi immergersi nelle vasche di acqua molto alcalinica che sgorga calda dalle montagne. Il nostro onsen ha una vasca interna e una – stupenda – esterna fatta di grosse pietre scure e una fontanella che immette l’acqua nella vasca. Relax totale!!

Tokyo

A distanza di 10 anni dall’ultimo viaggio di famiglia, questa Pasqua ci regaliamo un momento tutti e 4 insieme!! Destinazione: Giappone.
Naturalmente non tutto può andare liscio e papà ci deve abbandonare per i primi giorni a causa del lavoro.

Mamma, sister ed io arriviamo all’aeroporto di Narita avendo viaggiato sullo stesso volo di Delia e Carla! L’unica differenza è che noi usciamo assordate dai pianti notturni di quello che sembrava un intero asilo nido e con i crampi da posizioni assurde assunte in 12 ore di volo mentre Delia, che ha viaggiato in Magnifica, esce con la pelle luminosa e una trousse di Bulgari sotto il braccio…#lifeisunfair!!

La prima difficoltà sta nell’identificare il treno giusto da prendere. Per fortuna ho le idee abbastanza chiare su cosa dobbiamo prendere perché mi rendo velocemente conto che il livello di inglese è veramente veramente basso!!

Alla stazione prendiamo un taxi. Il taxista, a differenza di quasi tutti i successivi interlocutori locali, non smette un attimo di parlare!! Dopo 10 min si dimena al volante cercando di convincerci ad andare ad una super serata in un Club a Rappongi where (cit. lett.) “fucking fucking fucking”…mamma non è molto contenta dell’incitazione e fa facce di disapprovazione dal sedile posteriore!!!

Ci accoglie un bel hotel con un bellissimo giardino. Siamo incredibilmente fortunati: quest’anno la fioritura dei ciliegi è stata enormemente ritardata dal maltempo quindi la città è ancora coperta di alberi in fiore che la dipingono di bianco e rosa.

Dopo un primo pranzo ricco di sorprese della cucina giapponese – alias non ho la più pallida idea di che cosa mi sono infilata in bocca per nessuno dei piatti che ho mangiato – usciamo alla scoperta della città.

Prima tappa Meiji Shrine, il tempio shintoista più importante di Tokyo. Il tempio è in mezzo ad un bel bosco con piante secolari ma di per sé non è particolarmente affascinate. Mi innamoro invece del parco contiguo – Yoyogi -coperto di ciliegi in fiore che la brezza scuote facendo scendere una pioggia leggera di petali.

Scendiamo lungo Takeshita-dori, la strada della moda manga. Mia sorella inizialmente dice che non le interessa e che la salterebbe per andare a vedere i palazzi degli archistar…ma dopo 5 min ha gli occhi sgranati e si diverte come una bambina!! 🙂

Giriamo a dx in Omotesandou, una grande via con palazzi molto particolari a sx e a dx, molti dei quali ospitano flagship di marche di alta moda. Ci sono grandi firme dell’architettura internazionale che si alternano a piccoli complessi abitativi e a templi dall’aria antica che creano uno strano mix temporale. Se capitate di qui non vi perdete i palazzi di Prada, Tod’s, Stella McCartney e Dior…giusto per citare quelli che mi hanno colpita di più!

Finiamo in mezzo ad una festa nel negozio di Dolce & Gabbana e, per finire la giornata in pieno frastorno, ci buttiamo nella mischia dell’incrocio più affollato al mondo: Shibuya! Rimango incantata e atterrita per qualche secondo dalla fiume in piena di gente che sfocia appena scatta il verde!!

Cercando un posticino dove mangiare, finiamo in un quartiere con casette basse e baratti minuscoli dove ci stanno solo 5/10 persone alla volta. Una ragazza gentilissima ci indica un ristorante di sushi. Da fuori sembra solo uno dei tanti sushi bar ma ci sono 3 coppie giapponesi che aspettano fuori e questo ci sembra di buon auspicio! Dopo un po’ di attesa conquistiamo il nostro primo piatto di sushi: abbiamo praticamente le lacrime agli occhi dalla bontà…Sushizanmai ci ha conquistate!!