Lasciamo Vilanculos dopo colazione e ci dirigiamo di nuovo verso sud, attraversando il tropico del Capricorno. Non troviamo di meglio da mangiare che KFC…ma incredibilmente anche questa per me è un’esperienza mai fatta quindi va bene così!!
Usciamo dalla strada principale ed entriamo nella penisola di Tofo. Attraversiamo un villaggio molto pittoresco con una piazza piena di basse tettoie di paglia sotto ognuna delle quali c’è una donna seduta su sacchi di sabbia con poca merce in vendita davanti.
Arriviamo nel paese di Tofo e siamo catapultati in tutt’altro ambiente: le strade sono tutte di sabbia, ovunque ci sono macchine che pompano musica a palla, gruppi di ragazzi con le birre in mano, famiglie giganti che fanno picnic sulla spiaggia, centinaia di adorabili bimbetti neri che fanno il bagno. Naturalmente facciamo amicizia con una famiglia, ci facciamo raccontare le loro storie (loro sono super felici di parlare con noi e ci chiedono di fare un sacco di foto insieme) e strapazziamo un po’ i bimbi. Capiamo al volo che siamo in una località di villeggiatura per mozambicani e oggi è sicuramente una giornata di grande festa. Arriviamo all’ostello in cui la nostra camera è una specie di tenda fatta di paglia con sabbia tutto intorno…molto carina!
Il pomeriggio trascorre in relax al mare, fra bagni, letture, organizzazione del giorno successivo.
La cena, oltre alle solite 2 ore di attesa e la peculiarità di avere un intero menù per le bibite e solo 3 piatti disponibili scritti su una lavagnetta, presenta una nuova difficoltà: poco dopo il nostro arrivo salta la corrente e passiamo il resto della serata al buio illuminati solo dalla luce fioca di 2 candele.
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Vilanculos
Dopo una bella colazione con crepes e frutta, saliamo sulla nostra dhow (in italiano sambuco), barca tipica del luogo con un’unica di vela, che assomiglia più ad un vecchio lenzuolo, su cui siamo stipati come su un barcone di profughi…!
Iniziamo l’attraversata verso Magaruque, isola davanti a Vilanculos, durante la quale becchiamo, uno dopo l’altro con cambi improvvisi, sole ustionante, diluvio universale e infine vento incalzante che alza delle belle ondone…
Arriviamo su un isolotto deserto abitato solo da qualche palma. Ci incamminiamo sulla spiaggia chiacchierando e, nella migliore tradizione femminile, smettiamo solo 2 ore dopo quando completiamo il giro dell’isola. Anche qui le maree fanno cambiare in continuazione colori, forme e fauna. Infatti, appena la marea scende, si avvicina a riva uno stormo bellissimo di fenicotteri con le ali lilla e nere.
Dopo un bel bagno rinfrescante nell’acqua e uno salvatore nella crema solare, arriva l’ora del pranzo. Le nostre guide hanno allestito una griglia sulla poppa della barca e hanno preparato per noi pollo e pesce, accompagnati da riso, stufato di patate e insalata di cavolo.
Si riparte, direzione Vilanculos. Al ritorno abbiamo la corrente contro quindi il tempo di percorrenza raddoppia. Per fortuna un branco di delfini con un piccoletto ci allieta il viaggio.
Dopo la doccia, partiamo alla scoperta della cittadina di Vilanculos. I negozietti hanno pochissima merce esposta su lunghi scaffali mezzi vuoti, Vodacom – nome di Vodafone nel sud dell’Africa – con il suo colore rosso acceso, ha tappezzato tutte le pareti esterne di negozi e banchetti per strada (il nostro trade marketing ne sarebbe molto molto orgoglioso!).
Il mercato invece è, come al solito, un nugolo di bancarelle stracolme di merce. Gironzoliamo un po per capire l’ambiente. La zona dedicata al cibo non è molto grande mentre dominano quelle di abbagliamento e saponi/creme/shampoo. La maggior parte delle bancarelle sono gestite da mamme che hanno appresso i loro bambini. Manu ne conquista uno tenerissimo di circa un anno che dalle braccia della mamma le salta al collo e un po’ stupito, forse dal colore della pelle, si guarda intorno stranito. Compriamo uno shampoo e si scatena un diverbio fra 2 ragazzi di due bancarelle vicine. Uno in particolare, che non ha piu di 15 anni, diventa molto aggressivo. Mi avvicino in seguito per pagare e mi rendo conto che il problema è che è ubriaco fradicio. La cosa mi colpisce molto.
Torniamo in ostello e ci prepariamo per la cena di capodanno. Mangiamo tutti insieme scambiandoci storie di viaggi passati e poi balliamo un po (anche se la musica non è esattamente quello che siamo abituati a ballare) e poi corriamo in spiaggia per il conto alla rovescia….10…9…8…7…6…5…4…3…2…1…BUON ANNO!!!! 🙂
Vilanculos
Oggi per fortuna i 400 km scorrono molto più velocemente (forse perché andiamo anche un po’ più veloci e infatti ci becchiamo un fermo per eccesso di velocita – ai 70 km/h – con autovelox, risolto per fortuna solo con qualche euro di multa!!) e per l’ora di pranzo arriviamo a Vilanculos (si pronuncia proprio Vilancùlos), paesino di mare dal nome indicativo della sua posizione geografica!!
La gioia di vedere il mare dopo tutta questa strada è incredibile! Camminiamo verso il mare perché in questo momento c’è la bassa marea e ci sono centinaia di metri di sabbia prima di arrivare all’acqua. Sul percorso ci sono tante barche di pescatori, arenate in attesa dell’alta marea. Ci buttiamo in acqua e poi passiamo qualche ora a bighellonare sulla spiaggia ed osservare quello che succede: turisti pochissimi, quasi tutti sono pescatori locali, ragazzi che giocano a palla e ragazze che trasportano bianchera o si fanno le trecce. Tutti ci guardano e ci salutano.
Ci godiamo una birretta nel giardino vista mare dell’ostello nel quale alloggiamo. L’ostello è gestito da una ragazza brianzola che 4 anni fa è venuta qui in vacanza, si è innamorata del posto e si è fermata qualche mese. Qui ha incontrato un ragazzo mezzo cinese e mezzo mozambicano con cui si è sposata e ha deciso di fermarsi qui definitivamente e gestire l’ostello. Ci racconta della bellezza di vivere a contatto con la natura, del ritmo della luna che regola le maree e di conseguenza tutto il ciclo di vita del paese, dell’entusiasmo trasmesso da tutte le persone così diverse che passano da qui…ma allo stesso tempo dell’arretratezza del paese, della non-voglia di lavorare dei locali, dei tempi biblici per ottenere qualsiasi cosa…e così ci prepara alla cena di stasera: come previsto, il ristorante carino, sulla spiaggia che ci hanno consigliato ci mette 1ora (di orologio) prima di prendere le ordinazioni, 1 ora per preparare il cibo e 1 ora per portarci il conto (naturalmente sbagliato)! Cerchiamo di riderci sù e assorbire un po della filosofia NO STRESS del paese!