Stamattina c’è un po’ di nervosismo. Saremmo dovuti partire per il nord dell’Argentina, ma il Paso de Jama è ancora chiuso per neve e non si sa quando riaprirà. Iniziamo a pensare a soluzioni alternative per riuscire a proseguire il viaggio.
Intanto vogliamo sfruttare al massimo il tempo che ci resta in questo posto stupendo e ricco di cose da vedere. Stamattina ci dedichiamo alla Valle dei Cactus, che come dice il nome è una valle in cui crescono diversi tipi di cactus, alcuni molto alti e molto antichi — alcuni hanno anche 3-400 anni. È facile stimarne l’età perché crescono di circa 1 cm all’anno.

All’inizio della valle troviamo la più grande estensione di rica rica, una pianta molto profumata usata in cucina e per i disturbi di stomaco. Ci sono anche piante di pingo pingo, usate localmente come depurativo, per le infezioni delle vie urinarie e i raffreddori, e a cui viene attribuita fama di proprietà afrodisiache — tanto da essere soprannominato “il viagra dell’Atacama”.


I cactus più alti sono proprio quelli che ricordano i cartoni animati di Beep Beep: si chiamano cardones. Nessuno ne ha mai sfruttato il legno perché brucia male e ci mette troppo a ricrescere, rischiando di esaurirne presto le scorte. L’unico uso che ne veniva fatto era per le decorazioni delle chiese, come quella di Toconao che abbiamo visitato. Le spine, invece, erano usate fin dall’antichità per fare aghi da filato.




Camminiamo lungo la valle, in fondo alla quale scorre un fiume che porta l’acqua fino a San Pedro. Dopo poco abbiamo la grande fortuna di osservare da vicino un falco pellegrino, posato su un cactus che si innalza sopra le nostre teste, prima che si alzi in volo.


Scendiamo lungo una cascata e mettiamo i piedi a bagno.




Nel pomeriggio gironzoliamo per il centro di San Pedro de Atacama, con la sua piazza centrale e la chiesa bianca che sembra quella di Zorro.
La giornata finisce in un lungo comitato organizzativo per riuscire ad emigrare dal Cile e arrivare in Argentina!!



